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Il Movimento regionale delle associazioni per la salute mentale è stato ricevuto oggi all’Assessorato regionale alla Salute per discutere delle gravi criticità che da tempo affliggono il sistema della salute mentale in Sicilia. L’incontro arriva in risposta all’iniziativa promossa dal Movimento nel luglio scorso in ARS quando era stato presentato un Documento-manifesto contenente dieci domande rivolte all’assessore regionale alla Salute, con la richiesta di pronunciamenti concreti sulle principali emergenze del settore. In quella occasione il Movimento aveva annunciato che, in assenza di un confronto con l’Assessorato, avrebbe promosso una nuova mobilitazione, questa volta davanti al Palazzo della Presidenza della Regione.

Nel corso della riunione di oggi è stata manifestata la disponibilità dell’Assessorato a istituire un tavolo di confronto
operativo con il Movimento per affrontare le diverse problematiche sollevate e discutere le istanze
contenute nel Documento-manifesto. Per il Movimento questo costituisce un atto concreto di
disponibilità al confronto da parte dell’Assessorato e, proprio per consentire l’avvio di questo
percorso, la manifestazione prevista per il 13 ottobre viene sospesa.
All’incontro erano presenti Giuseppe Sgroi, Capo di Gabinetto dell’assessore regionale alla Salute;
Maurizio D’Arpa, dirigente del Servizio 9 – Tutela della fragilità – Area integrazione socio-sanitaria;
Marco Fiorella, dell’Ufficio di Gabinetto; e Tatiana Agelao, Dirigente Generale del Dipartimento per
la Pianificazione Strategica, mentre per il Movimento erano presenti Fiorentino Trojano, CGIL
Medici; Gaetano Sgarlata, presidente di Si può fare per il lavoro di Comunità; Caterina Cottone,
associazione familiare Meravigliosamente; Adriana Ferruccio, associazione familiare Pegaso e
Consulta degli utenti, familiari e associazioni del DSM di Messina; Monica Genovese, CGIL; Francesca
Dal Maschio, associazione Punto di partenza; Elisabetta Vanin, APEI; e Giuseppe Pastorello,
presidente di Noi per la Salute – Tina Anselmi. Tra i presenti anche l’on. Valentina Chinnici in
rappresentanza dell’intergruppo parlamentare che si è intestato tra le sue battaglie, anche quella
sulla salute mentale. La sua dunque una presenza transpartitica politicamente trasversale, perché
come ha sottolineato nel suo intervento, quando si parla di salute, bisogna superare le appartenenze
e le logiche di partito e guardare al bene dei cittadini e della comunità.
L’incontro si è aperto con l’accorato, quanto lucido intervento introduttivo della rappresentante di
Pegaso e presidente della Consulta di Messina, che ha restituito in modo puntuale ed esaustivo la
fotografia dello stato della salute mentale in tutta la regione, successivamente hanno preso la parola anche i rappresentanti delle altre parti presenti. “Noi rappresentiamo un sommerso, fatto di famiglie
stanche, senza più forze, avvilite e rassegnate – dichiara la rappresentante di Punto di partenza- non
ce la facciamo più a sopperire al vuoto istituzionale inventandoci giorno dopo giorno un Welfare
familiare che non può e non deve sostituirsi a quello istituzionale”. Secondo la rappresentante
dell’APEI “lo sguardo pedagogico nei servizi per la salute mentale è necessario, non opzionale.
Pedagogisti ed Educatori professionali socio-pedagogici nelle équipe multidisciplinari sono una
risorsa essenziale per leggere i bisogni in ottica ICF, valorizzare l’unicità della persona e costruire un
progetto di vita orientato all’autonomia e all’inclusione”. Le fa eco la rappresentate di
Meravigliosamente e presidente uscente della Consulta di Palermo “La salute mentale non può
essere considerata soltanto una questione sanitaria. Quando i servizi non riescono a garantire
continuità, presa in carico e sostegno alle famiglie, il problema diventa inevitabilmente sociale,
familiare e istituzionale. I familiari possono rappresentare una grande risorsa per le istituzioni,
conoscono bene i bisogni e le difficoltà del percorso di cura. Per questo devono essere ascoltati,
coinvolti e considerati parte integrante dei processi di presa in carico.” E ancora nelle parole della
segretaria regionale Fp Cgil Sicilia “serve avere un quadro completo degli organici (personale
sanitario e non) della Salute Mentale così da potere intervenire anche alla luce delle annunciate
2700 assunzioni in Sanità. Inoltre, in vista della riunione di oggi pomeriggio che affronterà il riparto
delle risorse tra Ospedali di Comunità e Case di Comunità chiediamo che l’assistenza in salute
mentale non sia soltanto ” raccomandata” come si legge nell’ ultimo rapporto Agenans ma inserita
come obbligatoria.” E in fine lo psichiatra Fiorentino Trojano, che nei mesi scorsi, insieme all’on.
Antonio De luca ha fatto il giro di tutte le ASP della regione sollecitando l’attivazione di 40 milioni
non ancora spesi, ha segnalato la necessità di un intervento definitivo dell’assessore per sbloccare
gli ultimi fondi residui. Trojano ha inoltre segnalato la situazione di inadempienze da parte
dell’assessorato relativa alla presentazione della relazione in VI commissione sul budget di salute che
avrebbe dovuto farsi entro il 31 marzo. “Siamo soddisfatti – ha però aggiunto- della dichiarazione
dell’Assessorato in merito alla riattivazione dei gruppi tecnici che non si riuniscono dal 2024”
Due anni fa, infatti, il gruppo tecnico dell’Assessorato alla salute, composto dai direttori dei dsm
insieme ad alcuni rappresentanti delle associazioni dei familiari e dei sindacati, aveva fatto delle
proposte condivise che ancora non hanno avuto risposta, come confermato questa mattina durante
l’incontro, dallo stesso D’Arpa. Il tavolo che si propone oggi però si colloca in un contesto diverso.
Nel frattempo, infatti, le singole associazioni si sono riunite in una realtà più ampia e articolata
ovvero il Movimento regionale delle associazioni per la salute mentale, che mette insieme
associazioni di familiari e utenti, organizzazioni del Terzo settore, sindacati e altri soggetti impegnati
sul tema della salute mentale. È proprio questa nuova dimensione rappresentativa a caratterizzare
il confronto avviato oggi, che non è più soltanto un tavolo tecnico su singole criticità, ma l’apertura
di un confronto politico-istituzionale tra l’Assessorato regionale alla Salute e un soggetto regionale
che rappresenta una pluralità di realtà impegnate nella tutela della salute mentale.

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