Nella magica notte del 3 febbraio, il virtuosismo di Andrea Griminelli e l’eccellenza del Coro Lirico Siciliano elevano Piazza Duomo in un trionfo di voci e devozione per il 900° della Traslazione di Sant’Agata, gli 800 anni di San Francesco e i tributi a Ortolani e Branchina.
Una marea umana pulsante di fede e passione ha travolto Piazza Duomo per la notte de “A sira o tri” celebrando un evento che ha trasceso il semplice concerto per farsi rito collettivo e trionfo dell’arte siciliana.
La serata è stata un crescendo armonico di emozioni guidato dalla verve di Salvo La Rosa capace di tessere una trama narrativa vibrante tra la devozione dei fedeli e la maestosità delle esecuzioni mentre l’Orchestra Giovanile del Conservatorio Vincenzo Bellini di Catania guidata dalla mano sicura e ispirata del Maestro Giuseppe Romeo ha sprigianato un’energia travolgente che ha dialogato perfettamente con la potenza espressiva del Coro Lirico Siciliano sotto la sapiente direzione del Maestro Francesco Costa.
L’atmosfera si è fatta celestiale con l’ingresso dei piccoli cantori del Coro de “I fanciulli di Agata” le cui voci cristalline hanno levigato il silenzio della piazza prima che il virtuosismo mondiale di Andrea Griminelli al flauto incantasse la folla con linee melodiche di una purezza sconvolgente e il tenore Alberto Munafò emozionasse con l’accorato omaggio a Franco Battiato.
Il programma musicale ha vissuto momenti di altissimo valore civile e spirituale celebrando l’eccezionale ricorrenza del Giubileo Agatino per il 900° anniversario della traslazione delle reliquie della Santa da Costantinopoli e intrecciando questo sacro anniversario con l’omaggio agli 800 anni di San Francesco in un ponte di fede che ha attraversato i secoli così come il tributo alla grande storia della musica che ha ricordato con intensità il 100° anniversario della nascita di Riz Ortolani e il 150° anniversario di Pietro Branchina restituendo alla città la grandezza dei suoi geni immortali.
Il gran finale ha poi lasciato spazio a un’esplosione di luci e bagliori che hanno dipinto il cielo di colori impossibili, mentre l’eco dell’ultima nota si fondeva con il boato di una città intera. Catania si è riscoperta ormai pronta a riabbracciare la sua Santa Patrona, in un connubio indissolubile tra arte sacra e orgoglio popolare che consacra questa notte come un momento eterno di gloria.



