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Un duro colpo investe la filiera agroalimentare dei Nebrodi, travolgendo l’immagine di una delle più note eccellenze gastronomiche della Sicilia. La Procura della Repubblica di Patti ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di 22 indagati, accusati a vario titolo di far parte di un fitto sistema di irregolarità legato alla gestione e alla macellazione del suino nero dei Nebrodi.
L’inchiesta, condotta sul campo dai militari dei NAS e dalle forze dell’ordine del comprensorio santagatese, accende i riflettori su gravi ipotesi di reato che vanno dalla macellazione clandestina alla falsificazione della documentazione sanitaria, fino al maltrattamento di animali.

Le indagini hanno preso il via sul finire del 2023, scatenate da una dettagliata denuncia presentata da un’associazione ambientalista e animalista. L’attività investigativa si è concentrata prevalentemente sul frigo-macello di contrada Cammà, nel comune di Mirto, una struttura nevralgica per gli allevatori della zona di Sant’Agata di Militello, già posta sotto sequestro e chiusa da circa un anno.
Il registro degli indagati fotografa una rete diffusa che coinvolge diversi livelli della filiera: oltre a numerosi allevatori locali e ai responsabili della struttura di macellazione, compaiono nell’elenco cinque medici veterinari dell’ASP e l’attuale sindaco di Mirto, Maurizio Zingales, al quale viene contestata l’ipotesi di falso.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il meccanismo illecito mirava a immettere sul mercato carni prive di qualunque garanzia per i consumatori. I reati ipotizzati delineano uno scenario allarmante: Falsificazione dei marchi auricolari e dei documenti di tracciabilità dei capi di bestiame. Macellazione in luoghi non autorizzati e clandestina, eludendo i controlli igienico-sanitari previsti dalla legge. Maltrattamento di animali e cattura illecita di esemplari.
Omessa denuncia e abuso d’ufficio per i soggetti che avrebbero dovuto vigilare sul rispetto delle normative e non lo hanno fatto.
Precedenti e allerta per i consumatori
Il territorio nebroideo non è nuovo a questo genere di operazioni. La Polizia di Stato e i NAS portano avanti da anni un’azione di contrasto alle agromafie nell’area del Parco, dove già in passato erano stati sequestrati decine di capi non registrati pronti per essere commercializzati.
L’azione della magistratura pattese si avvia adesso verso la richiesta di rinvio a giudizio per i 22 indagati. Nel frattempo, dal Consorzio di Tutela del Suino Nero arriva un forte richiamo alla prudenza per i consumatori, invitati a verificare sempre l’etichettatura e a pretendere certificati di tracciabilità ufficiali per difendere l’autenticità del prodotto e la salute pubblica.

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