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Lo scorso mese il TAR di Catania ha annullato l’autorizzazione alla centrale termoelettrica “peaker”, che la Duferco ha quasi finito di realizzare a Pace del Mela.

Il Comitato dei cittadini contro l’inquinamento nella valle del Mela sottolinea in una nota: “Un impianto contro cui ci siamo opposti e continueremo ad opporci, perchè la valle del Mela ha urgente bisogno di una riduzione dell’inquinamento, non di altri impianti inquinanti.
Sono infatti già gravi i rischi per salute che i cittadini devono sopportare.

Guarda caso l’altra centrale “peaker” che la Duferco ha proposto in provincia di Brescia è stata bocciata dal Ministero, proprio in considerazione degli elevati livelli di inquinamento già presenti nell’area.
Nel caso della valle del Mela invece Regione e Ministero hanno concesso tutte le autorizzazione (illegittime) del caso, senza considerare l’elevato carico di inquinamento già presente, come se noi fossimo cittadini di “Serie B”.

Per questo abbiamo promosso vari ricorsi al TAR, a cui hanno partecipato cittadini e associazioni (in particolare la T.S.C. presieduta da Padre Peppe Trifirò e l’ARCI provinciale).
Il TAR ha accolto vari motivi di ricorso, annullando l’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata dalla Regione, soprattutto a causa dell’aspetto più aberrante di tale provvedimento: manca un adeguato piano di monitoraggio delle emissioni dell’impianto.

Senza un adeguato piano di monitoraggio, anche i limiti alle emissioni rischiano di risultare inutili, con rischi imprevedibili per l’ambiente e la salute dei cittadini.
Per fortuna, come dicevamo, l’autorizzazione è stata annullata, ma la Duferco ha subito presentato appello al CGA, chiedendo la sospensione della sentenza. Proprio tale richiesta verrà discussa alla camera di consiglio che si terrà mercoledì 19 al CGA di Palermo.

Un ruolo di rilievo nel collegio giudicante dovrebbe essere rivestito dall’ex presidente dell’ARS Giovanni Ardizzone, già avvocato messinese, nominato nel 2018 membro “laico” (ovvero non togato) del CGA su designazione dell’allora presidente della Regione Nello Musumeci.
Sebbene la commistione tra politica e magistratura non ci lasci del tutto sereni, ci rifiutiamo di credere che il CGA possa permettere che un impianto inquinante possa essere “messo in moto” in assenza di un adeguato piano di monitoraggio. Si tratterebbe di un caso, con ogni probabilità, senza precedenti”.