«È arrivato il tempo della chiarezza sul futuro dello stabilimento di San Filippo del Mela e sugli investimenti che devono arrivare da A2a e da Terna, con l’assessorato regionale che deve essere propulsore dell’attività di riconversione. Vogliamo una operazione verità sul futuro dello stabilimento». Sono le parole dei rappresentanti della Cisl al termine della riunione della Terza commissione dell’Ars convocata per discutere del futuro dello stabilimento A2a di San Filippo del Mela e alla quale hanno partecipato il segretario generale della Cisl Messina, Antonino Alibrandi, il segretario della Fim Cisl Messina, Giuseppe Crisafulli, il segretario della Flaei Cisl Messina Sebastiano Lo Monte e il segretario generale della Flaei Cisl Sicilia, Gaetano Montagnino.
«Riteniamo fondamentale strutturare un percorso chiaro e trasparente che dia certezze di investimenti e risorse economiche, quelle che A2a deve mettere sul territorio di San Filippo del Mela per garantire transizione e continuità occupazionale nello stabilimento – aggiungono -. Ma non basta che si mantengano gli attuali posti, vogliamo una politica di sviluppo che aumenti l’occupazione attuale che è al minimo».
Durante l’incontro la Cisl messinese ha evidenziato come sia aperto ancora il percorso dello stato di agitazione che porterà allo sciopero. Un percorso avviato dopo la mancanza di chiarezza e lo scaricabarile al quale le organizzazioni sindacali hanno assistito negli ultimi anni.
«Ci domandiamo – hanno detto i rappresentanti della Cisl – come mai continuino a mancare gli investimenti per la riconversione di uno stabilimento che è strategico per il territorio in termini sociali ed occupazionali e come asset per l’energia regionale. Riteniamo ci sia bisogno di una riqualificazione, rigenerazione e riconversione guardando all’ambiente e al mantenimento occupazionale. Se la riconversione del sito guarderà ancora al business energetico, cioè alla produzione di energia elettrica, serve una visione complessiva a livello regionale, un piano strategico che dica quanta e dove avere la riserva energetica in Sicilia che garantisca l’autonomia della regione anche in situazioni emergenziali. Per questo abbiamo la necessità dell’attivazione di una cabina di regia o un tavolo permanente con tutte le parti e in sinergia con l’assessorato regionale all’interno della quale devono arrivare i chiarimenti da parte dell’azienda sul balletto in atto tra assenza di autorizzazioni da un lato e mancanza di copertura economica dall’altro. Non vorremmo che ci sia qualcuno che utilizzi queste lentezze burocratiche in ambito regionale come strumento di distrazione di massa».
Dal 2018 ad oggi, lo stabilimento ha perso la metà dell’occupazione diretta, almeno 120 lavoratori diretti e 250 dell’indotto. Proprio l’allarme occupazionale ha indotto la Cisl a chiedere quali sono gli strumenti programmati per la continuità dello stabilimento di San Filippo del Mela. «La preoccupazione – hanno affermato – è che, avvicinandosi il completamento del “tirrenian link”, si avvicini anche l’interruzione del regime di essenzialità e la chiusura dello stabilimento. Si è stabilito di avviare sul territorio un percorso di confronto con la presenza di Sicindustria e dell’assessorato».



