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Si torna a parlare del Ponte sullo stretto di Messina, stavolta è il premier Matteo Renzi in un’ intervista a Isoradio ad innescare il dibattito politico sull’annosa questione.  “Sicuramente il Ponte sullo Stretto verrà fatto prima o poi. L’importante è che prima portiamo a casa i risultati di opere incompiute – ha affermato Renzi – perché qui ci son solo quelli che pensano di arrivare e portare a casa progetti faraonici. Bisognerà capire costi e tempi. Sul Ponte sullo Stretto si è giocato un derby ideologico – ha continuato – tra fautori e detrattori totalmente privo di aderenza alla realtà perché se ci mettiamo un pizzico di buonsenso, prima mettiamo a posto le strade in Sicilia, perché per un periodo è crollato un viadotto al mese, dopo che negli anni ’60 e ’70 sono stati fatti lavori coi piedi”, ha detto ancora il premier Renzi. “Primum vivere deinde filosofari”, ha sottolineato.

“In prospettiva personalmente non ho niente contro il Ponte, anzi lo ritengo utile, l’importante è capire tempistica, costi, collegamento e quando ci sarà dovrà essere anche per i treni. Dovrà essere un pezzo della struttura di Alta velocità del Paese. Perché abbiamo la struttura ad alta velocità migliore al mondo”, ha aggiunto Renzi. “Ora bisogna andare da Napoli a Bari e da Napoli a Reggio Calabria e in prospettiva anche a Palermo”. Una lunga storia di quasi mezzo secolo, ovvero dalla norma che ha previsto un collegamento stabile fra la Sicilia e la penisola è stata approvata dal Parlamento nel 1945. Arriviamo al 2001, con il governo Berlusconi il ponte di messina viene inserito tra le opere strategiche di collegamento che dichiarava: ” Prima pietra a fine 2004, sarà completato in 6 anni circa” . I costi si aggirano sui 4 miliardi e mezzo, di cui il 50 per cento da finanziamenti privati, firmando contratti con le società per la costruzione e la progettazione. Opera fermata 4 mesi dopo dal governo Prodi deviando i finanziamenti in altre opere pubbliche. Il secondo governo Berlusconi riapre il dossier, dopo tre anni si conclude la nuova progettazione, ma a sorpresa passa in parlamento la mozione dell’ IDV di sospendere il finanziamento pubblico per l ‘opera che oramai era lievitata di un altro miliardo arrivando così a quasi 6 miliardi di euro. Il Ponte di Messina detiene il record sia temporale che economico, infatti anche se l’opera non è mai iniziata, le spese ad oggi ammontano a 350 milioni di progettazione e gestione della Società Stretto di Messina, costituita nel 1981, ma che potrebbero superare agevolmente 1,2 miliardi se il giudice concedesse il risarcimento di 790 milioni più interessi chiesto dalle imprese e per la liquidazione della società ‘Ponte di Messina’ e la rescissione del contratto con le società di costruzione firmatarie.

Eugenia Bavastrelli

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