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Il fronte popolare del No è stato sancito nuovamente nella giornata di ieri. Dopo Gualtieri Sicaminò e San Filippo del Mela, anche la cittadinanza di Pace del Mela esprime senza mezzi termini, il proprio No all’inceneritore proposto dalla A2A nel progetto di riconversione dell’Edipower. Numeri plebiscitari con il  98,5% a sbarrare il No sul 54,4 per cento dei votanti, risultato che non lascia spazio a nessuna interpretazione di sorta.   

Soddisfazione da parte del comitato ‘No Inceneriore del Mela’ che in questi mesi ha portato avanti la battaglia contro il termovalorizzatore e proposto i referendum consultivi avvenuti in un giro di un mese, il primo il 31 gennaio scorso e il secondo ieri, nei vari comuni della Valle de Mela. “Ancora una volta le donne e gli uomini della Valle del Mela non hanno avuto dubbi: l’inceneritore non lo vogliono. Da Pace del Mela parte messaggio chiarissimo – scrivono sulla propria Pagina ufficiale – per Renzi e Crocetta: i loro progetti per regalare il business dei rifiuti, in cambio di malattie e sottosviluppo, ad aziende con pochi scrupoli è seriamente minacciato da una massiccia dose di democrazia diretta. Impossibile, infatti, ignorare che a Pace del Mela il 98,5% dei votanti (54,4%) ha segnato il NO.

Il valore di questo risultato va oltre lo stretto di Messina e diffonde il suo chiaro significato a tutti i territori a rischio devastazione: la sovranità su di essi appartiene alle persone che li attraversano e i progetti di espropriazione e sfruttamento vanno respinti con forza.

I referendum comunali di Pace del Mela, San Filippo del Mela e Gualtieri Sicaminò hanno confermato tutte le aspettative del comitato promotore: prima fra tutte la valanga di NO che ha sepolto la truffa dell’inceneritore propinata dalla multinazionale venuta dal Nord. Accanto ai risultati, l’effetto più importante è la strada percorsa per raggiungerli, ovvero la campagna referendaria. Essa ha aperto le porte di ogni casa dei tre piccoli centri, lasciando entrare degli argomenti potentissimi. È anche grazie ai referendum che un sapere sempre più diffuso tra la gente rende granitiche le ragioni del NO.

Finalmente la Valle del Mela non è più solo un ricettacolo di veleni e sporchi interessi, ma anche un luogo in cui le persone ascoltano la loro coscienza e sono pronte a lottare e difendere la vita, la terra e il futuro.

Solo la sollevazione collettiva delle coscienze può salvare i destini di coloro ancora piccoli e di quelli che verranno. La prossima domenica 13 marzo migliaia di cuori pulsanti riempiranno le strade di Milazzo, in occasione del corteo regionale contro tutti gli inceneritori. La fiaccola di speranza che pulsa ormai forte nella Valle del Mela disegna un destino funesto non solo per il proposto inceneritore di Archi-San Filippo ma per tutti gli i suoi simili. Ora più che mai inceneritori #fuoridaipolmoni!”

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