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Ultima settimana in cui vi sarà la possibilità di visitare la Retrospettiva del Maestro Milone quella che si apre lunedì 11 aprile 2016. Infatti la Mostra, già visitabile dallo scorso 02 aprile presso le bellissime sale espositive della ex stazione ferroviaria, rimarrà aperta sino al giorno 18 del mese in corso.

Dopo il convegno di presentazione e l’inaugurazione, sono stati i giorni di grande afflusso di visitatori ed estimatori di Giuseppe Milone a far comprendere come grande sia il successo di questo evento che celebra i sessant’anni di carriera dell’artista di Cannistrà. Sia nell’orario di apertura mattutino, dalle 10,00 alle 13,00 sia nei pomeriggi dalle 17,00 alle 20,30 tanti amici, ma anche semplici amanti dell’Arte, si sono recati a visitare la Mostra. Il Maestro con la proverbiale “umiltà dei grandi” ha accolto tutti raccontando ogni quadro e quindi raccontandosi. Abbiamo ascoltato alcuni visitatori, che in verità sono i migliori critici. Inuccia Saccone è una barcellonese di origini montalbanesi ma residente nel palermitano, si trova di passaggio in città e, consigliata da amici, è venuta a vedere la Retrospettiva: “amo molto l’Arte, recentemente ho visitato a Palermo la Mostra di Antonio Ligabue a Palazzo Reale. Conoscevo Milone di fama ma non avevo mai visto i suoi dipinti; devo dire che oltre al fatto che si tratta di opere che ho molto apprezzato, mi sono anche in parte commossa, soprattutto osservando i quadri che raffigurano abitazioni che sono anche tipiche di Montalbano, case ormai abbandonate che mi rievocano ricordi…! Inoltre io con gli Scouts nelle zone di Cannistrá e dintorni, raffigurate in diversi dipinti, vi facevo spesso le uscite con le mie guide, in uniforme e con tanta voglia di cantare lungo il percorso, con una gioia nel cuore che poi si è affievolita col tempo.” La Saccone non ha avuto modo di interloquire col Maestro Milone in quanto la sala era in quel momento colma di gente, ma nella sua attività lavorativa di Prof.ssa di Lettere e quindi di educatrice delle giovani generazioni, avrà modo di trasmettere ai propri alunni l’amore per l’Arte. Giuseppe Messina è un artista molto noto in città e sottolinea come i dipinti del collega Milone siano “testimonianza di un passato che affascina ed emoziona. Si tratta di luoghi della memoria ed alcuni addirittura oggi non esistono più.” È proprio questa la caratteristica del Milone che apprezza maggiormente, ovvero l’Arte che si fa Storia, straordinario! Mariaorazia Cellamare, barcellonese, visita la Mostra in una domenica mattina in compagnia della bellissima figlioletta Fabiola. Fa tante domande al Milone, all’uscita è soddisfatta e ci dichiara: “mi ha colpito il fatto che uno di quei quadri che il Maestro ha dipinto e che rappresenta due figure in stile seicentesco, lo ha dovuto comprare ad una Mostra poiché quando frequentava la Scuola d’Arte, i lavori che facevano dovevano restare alla scuola che poi organizzava le mostre. Per poterlo avere ha dovuto acquistarlo alla mostra. Belli quelli che rappresentano i paesaggi argentini dove lui è rimasto un mese mi ha detto. Quando si spostavano da una città all’altra vedevano immense estensioni di girasoli. Il quadro con i fichi d’india mi è piaciuto molto perché è riuscito a riprodurre in maniera eccellente la luce del sole che si riflette. Molto caratteristico uno scorcio dell’Isola di Marettimo. O l’antica dimora dei Baroni Donato ovvero Villa Arangia! Bravissimo a riprodurre la luce. Fa un bell’effetto.” Ci informa che anche la piccola Fabiola, di appena 5 anni, ha guardato con interesse i quadri rimanendo colpita da quello in cui vi è “una barchetta colorata come un arcobaleno” e da un altro con la tela bombata a dare un effetto tridimensionale. Anche i bimbi sono affascinati dall’arte di Milone. Giuseppe Tindaro Caliri è un giovanissimo architetto che guarda i quadri ascoltando musica classica per isolarsi ed apprezzare meglio, molto originale. Si schermisce dicendo che non s’intende molto di pittura, ma poi fa un’analisi accurata e certosina: “il Maestro Milone è molto talentuoso, del dettaglio ha fatto la sua arte, nella ripetizione di foglie, fiori e spume marine si intravede la sua bravura.” Ci dice d’aver apprezzato particolarmente due dipinti, quello che il Milone fece a soli 9 anni ed un altro in cui sono rappresentate delle barche a vela, “questo pervaso da un senso molto più impressionista, in cui il dettaglio si perde e la macchia di colore da l’impressione del paesaggio nella sua totalità.” Aggiunge inoltre d’esser rimasto colpito dalle miniature, i quadri di dimensioni più piccole, in cui riscontra la perfezione del dettaglio. E dal già citato dipinto in 3D che definisce “scultura/pittura”. Infine chiude così: “guardando le nature morte mi incuriosisce il fatto che, a differenza del Caravaggio, in cui è più netta la contrapposizione fra chiari e scuri, nelle opere del Maestro Milone”.

Alfredo Anselmo

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