La città del Longano piange uno dei suoi figli più illustri, con la scomparsa di Melo Freni all’età di 92 anni, giornalista, scrittore, poeta, saggista e regista, si chiude una delle pagine più significative della cultura siciliana del secondo Novecento.
Nato a Barcellona Pozzo di Gotto il 19 luglio 1934, Carmelo Freni, per tutti Melo, aveva costruito nel corso di una lunga vita un rapporto profondissimo con la sua terra d’origine. Cresciuto tra Barcellona, Castroreale, Messina e Palermo, dopo la laurea in Giurisprudenza intraprese inizialmente la professione forense, prima di scegliere definitivamente la strada del giornalismo e della cultura.
La sua carriera giornalistica si sviluppò soprattutto in Rai. Dopo l’esperienza nella redazione di Palermo, approdò a Roma al TG1, dove per decenni si occupò di cultura, diventando redattore capo dei servizi culturali. Il suo lavoro lo portò a incontrare e intervistare alcuni dei protagonisti più importanti della letteratura, dell’arte e dello spettacolo italiani e internazionali.
Ma Freni non fu soltanto un giornalista televisivo. La scrittura rappresentò per lui una seconda, e inseparabile, vocazione. La sua produzione attraversò la poesia, il romanzo, il saggio e il teatro, con una particolare attenzione alla memoria, alla storia e all’identità della Sicilia.
Il suo esordio poetico risale al 1965 con “Il senso delle cose”, cui seguirono numerose altre opere. Tra i suoi lavori figurano raccolte poetiche, romanzi e saggi nei quali la Sicilia è spesso protagonista, non soltanto come luogo geografico, ma come universo umano, culturale e sentimentale.
Nel suo percorso letterario incontrò alcune delle figure più importanti della cultura siciliana. Leonardo Sciascia, che presentò una delle sue prime opere poetiche, fu tra gli intellettuali con i quali Freni condivise un lungo rapporto di amicizia e confronto culturale. La sua attenzione si rivolse inoltre a Pirandello, Tomasi di Lampedusa, Bufalino e a molti altri autori e protagonisti della cultura dell’Isola.
Anche il teatro e il cinema entrarono stabilmente nel suo percorso artistico. Freni fu regista teatrale e cinematografico e portò sulla scena opere di autori importanti, tra cui Leonardo Sciascia. Nel 1985 realizzò per la televisione “La famiglia Ceravolo”, tratto da un suo lavoro letterario.
Nonostante una vita trascorsa tra Roma, la Sicilia e i numerosi luoghi raggiunti per il suo lavoro, Barcellona Pozzo di Gotto rimase sempre una presenza centrale nella sua memoria.
Negli anni aveva più volte fatto ritorno nella città natale e nel territorio della provincia messinese, partecipando a incontri, presentazioni e iniziative culturali. Nel 2022 Barcellona gli aveva dedicato una serata d’onore al Parco Maggiore La Rosa, occasione nella quale Freni, allora ottantottenne, aveva ripercorso oltre mezzo secolo di attività giornalistica e culturale.
Era un ritorno alle proprie radici, a quella Sicilia che aveva raccontato per tutta la vita attraverso la televisione, i libri, il teatro e la poesia.
Un rapporto destinato a rimanere anche nelle sue pagine. Nel suo lavoro letterario, infatti, il viaggio non è mai stato soltanto spostamento geografico: è diventato ricerca, memoria, conoscenza e ritorno alle origini.
Con Melo Freni scompare una figura che ha attraversato diversi mondi senza mai smettere di dialogare con ciascuno di essi: il giornalismo, la letteratura, la televisione, il teatro e il cinema.
La sua lunga esperienza alla Rai gli aveva consentito di raccontare la cultura italiana attraverso incontri con scrittori, artisti e intellettuali. La sua attività di autore gli aveva invece permesso di consegnare alla pagina scritta una Sicilia osservata con lo sguardo del giornalista, ma anche con la sensibilità del poeta.
Nel 2023 Freni aveva inoltre donato il proprio archivio storico al Ministero della Cultura e all’Archivio Siciliano del Cinema, contribuendo così a preservare una parte importante della memoria della sua attività professionale e culturale.
Oggi quella voce appartiene alla memoria. Barcellona Pozzo di Gotto saluta così uno dei suoi figli più autorevoli, un uomo che dalla provincia messinese seppe arrivare ai vertici del giornalismo nazionale senza perdere il filo con la propria terra. Resta il patrimonio delle sue opere, delle sue immagini, dei suoi incontri e delle sue parole. E resta soprattutto il racconto di una Sicilia amata, studiata e narrata per tutta una vita. Melo Freni non sarà soltanto un nome negli archivi del giornalismo e della letteratura: resterà una delle voci attraverso le quali una generazione ha raccontato la Sicilia.



