Si aggrava drammaticamente il bilancio del drammatico crollo della palazzina di tre piani avvenuto il 30 luglio in località Pistunina, lungo la strada statale 114. Con il recente recupero del corpo di Sara Leone, sorella di Carmelo e Rosa (le altre due vittime precedentemente estratte dalle macerie), il numero dei decessi accertati sale ufficialmente a quattro vittime.
Nel frattempo, le squadre di soccorso sono entrate nel loro settimo giorno consecutivo di attività. I Vigili del Fuoco, supportati da mezzi speciali, droni e unità cinofile, continuano a scavare ininterrottamente alla ricerca degli ultimi due dispersi.
“A una settimana dal crollo dell’edificio a Pistunina, Messina, proseguono le operazioni dei vigili del fuoco per la ricerca dei due dispersi. Sul posto operano team USAR (Urban Search and Rescue), esperti NBCR (Nucleare Biologico Chimico Radiologico), nucleo cinofili, piloti di droni e mezzi movimento terra, impegnati senza interruzione nello scenario di intervento dal 30 luglio scorso”, si legge nella nota dei Vigili del Fuoco di Messina.
Si tratta di Santino Magazzù e del cittadino srilankese Lhairu Warnakulasuriya. Parallelamente alle operazioni di soccorso, la Procura di Messina, guidata dal procuratore Antonio D’Amato, sta stringendo il cerchio sulle cause del cedimento strutturale.
Al momento l’inchiesta vede tre persone iscritte nel registro degli indagati con le pesanti accuse di disastro colposo, omicidio colposo plurimo e rimozione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro: Pietro Leone, Alessandro Panarello e Pasquale D’Alì. I tre uomini sono ritenuti legati alle ditte che stavano eseguendo i lavori di ristrutturazione all’interno dell’edificio prima del crollo. Proprio nelle ultime ore si è registrata una svolta sul fronte procedurale: dopo l’interrogatorio dei primi due indagati, anche il terzo soggetto si è presentato spontaneamente ai Carabinieri, accompagnato dal proprio legale di fiducia, per rilasciare le proprie dichiarazioni.
Gli inquirenti si stanno concentrando sulle manomissioni strutturali che potrebbero aver compromesso la stabilità del fabbricato, un edificio risalente agli anni ’80. Sebbene le prime concitate battute dei soccorsi avessero ipotizzato l’esplosione di una bombola di gas, l’attenzione tecnica si è spostata sui carichi e sugli interventi edilizi in corso nel cantiere.
Come evidenziato anche dalle prime relazioni della Protezione Civile regionale, si sospetta che la palazzina non disponesse di grandi riserve di resistenza e che i lavori abbiano innescato l’effetto domino letale.Le prossime ore saranno cruciali sia sul fronte degli scavi tra i detriti, sia per il conferimento ufficiale degli incarichi peritali sui materiali prelevati dalle macerie



