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Il consigliere comunale del Partito Democratico Lorenzo Gitto, facendosi portavoce delle istanze del territorio, in stretta collaborazione con il Partito Socialista Italiano, propone un interpellanza con risposta scritta sul dissesto economico del Comune.

Nel documento si legge: “Premesso che:
• Il Comune di Barcellona Pozzo di Gotto si trova in grave difficoltà finanziaria (dissesto).
Per superare questa crisi è urgente valorizzare ogni risorsa economica della città,
secondo i principi di buona amministrazione e giustizia sociale che da sempre
caratterizzano l’area socialista, progressista e democratica;
• Storicamente, una delle principali fonti di entrata comunale — vitale per finanziare opere
pubbliche e manutenzioni — era costituita dagli oneri di urbanizzazione e dai costi di
costruzione.
Considerato che:
• L’attuale Piano Regolatore Generale (PRG) classifica quasi il 30% del centro urbano in
“Zona A”, imponendo vincoli (tra cui il divieto di aumento delle volumetrie) che paralizzano
gli interventi di recupero e ristrutturazione da parte di cittadini e imprese;
• Dal 2019, una vasta area abitata e ampie porzioni di zone edificabili (Zone B) sono
bloccate dai vincoli del Piano per l’Assetto Idrogeologico (PAI), che le classifica a
“pericolosità 4” (R4). Declassare queste aree, tramite necessarie opere di mitigazione del
rischio, è la precondizione assoluta per far ripartire l’edilizia;
• Si assiste al paradosso per cui diversi cittadini e costruttori, dopo aver regolarmente
ceduto al Comune terreni per opere di lottizzazione (approvate da C.C. e G.M.), si vedono
oggi negare il permesso di costruire dei singoli lotti a causa dei sopraggiunti vincoli PAI;
• Le difficoltà finanziarie dell’Ente derivano anche da altre gravi criticità gestionali e
strutturali: scarsa riscossione dei tributi, debiti fuori bilancio, contenziosi persi, espropri
non saldati, drastici tagli ai trasferimenti statali e regionali, oltre a inefficienze costose nei
servizi a rete (rifiuti e idrico).
Rilevato che:
• Il blocco dell’edilizia genera un doppio danno: da un lato frena l’economia locale (imprese,
tecnici, artigiani), dall’altro svuota le casse del Comune, privandolo delle risorse per
risanare i debiti e garantire i servizi sociali;
• Sbloccare l’urbanistica significa riattivare un intero settore, generando liquidità immediata
(tramite gli oneri concessori) che permetterebbe all’Ente di finanziare opere pubbliche
senza gravare sul bilancio corrente.
INTERPELLA IL SINDACO E GLI ASSESSORI COMPETENTI PER SAPERE:
1. A quanto ammonta il calo delle entrate derivanti dagli oneri edilizi negli ultimi anni e quale
peso abbia avuto questo azzeramento sulla formazione del dissesto finanziario;
2. Quali azioni concrete e in quali tempi l’Amministrazione intenda aggiornare lo strumento
urbanistico (PRG/PUG) per sbloccare il 30% di territorio oggi paralizzato in “Zona A”;
3. Qual è lo stato del confronto con la Regione Siciliana per la revisione dei vincoli PAI e
quali interventi di messa in sicurezza si intendano realizzare per sbloccare le Zone B e i
terreni già convenzionati;
4. Come si intenda tutelare i cittadini e gli imprenditori che hanno già ceduto aree per
standard urbanistici all’Ente ma a cui oggi è preclusa l’edificazione;
5. Quali misure urgenti si vogliano adottare per far ripartire l’edilizia privata come motore
economico fondamentale per risollevare le finanze comunali”.

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