«La frase di Nello Musumeci, secondo cui “a Catania è fuori posto l’aeroporto, non il vulcano”, riapre una discussione importante sul futuro di Fontanarossa e sulla sicurezza del sistema aeroportuale siciliano. Ma proprio per questo dobbiamo evitare di commettere l’errore di affrontare un problema regionale guardandolo esclusivamente dalla prospettiva di Catania».
Lo dichiara l’Avvocato Ninni Petrella, presidente del Movimento politico nazionale “Partiamo da Qui”, intervenendo sul dibattito relativo al futuro del sistema aeroportuale siciliano e, in particolare, sull’ipotesi di realizzazione di un aeroporto nella Valle del Mela, nell’area compresa tra Milazzo, Barcellona Pozzo di Gotto e Merì.
«La Sicilia non è Catania, così come non è Palermo. È un territorio articolato, con esigenze, vocazioni produttive, flussi turistici e infrastrutture differenti. Se vogliamo davvero progettare il futuro della mobilità regionale, dobbiamo smettere di ragionare per singoli capoluoghi e iniziare a ragionare per sistemi territoriali».
Secondo il presidente di “Partiamo da Qui”, il tema non può essere semplicemente quello di individuare un luogo alternativo a Fontanarossa.
«La domanda vera è quale sistema aeroportuale vogliamo consegnare alla Sicilia nei prossimi decenni. Palermo, Catania, Trapani e Comiso hanno già funzioni importanti. Un eventuale aeroporto del Mela non dovrebbe essere immaginato come un concorrente degli altri scali, ma come una struttura complementare all’interno di una rete aeroportuale policentrica, capace di garantire maggiore resilienza, accessibilità e competitività. Non possiamo pensare che la risposta a eventuali emergenze, eruzioni, limitazioni operative o saturazione di uno scalo sia quella di concentrare ulteriormente funzioni e traffici nello stesso quadrante geografico. Una vera politica infrastrutturale deve creare alternative, non dipendenze».
Petrella richiama quindi l’attenzione sulle caratteristiche territoriali della Valle del Mela.
«Parliamo di un’area che dispone di collegamenti autostradali e ferroviari, di una rilevante presenza portuale e di un sistema industriale e produttivo strategico. Milazzo, Barcellona Pozzo di Gotto, la Valle del Mela e l’area metropolitana dello Stretto costituiscono un bacino che non può essere considerato soltanto in termini locali. Un aeroporto nel Messinese potrebbe avere una funzione ben più ampia: servire un bacino territoriale significativo, sostenere il turismo, rafforzare i collegamenti con le Eolie, valorizzare le attività produttive e logistiche e contribuire a costruire una maggiore integrazione tra trasporto aereo, ferroviario, autostradale e marittimo».
Il presidente di Partiamo da Qui sottolinea tuttavia la necessità di evitare ogni forma di campanilismo.
«Non diciamo che l’aeroporto del Mela debba essere realizzato a prescindere. Diciamo una cosa molto più semplice e, a nostro avviso, molto più seria: deve essere valutato. Servono studi indipendenti, analisi aeronautiche, ambientali, economiche e finanziarie, una vera analisi costi-benefici e una valutazione dell’impatto sul complessivo sistema aeroportuale siciliano. Se il progetto non sarà sostenibile, saranno gli studi a dimostrarlo. Ma non possiamo accettare che una proposta di questa portata venga liquidata senza una discussione approfondita. La programmazione delle grandi infrastrutture non può essere guidata né dai campanilismi né dalle convenienze politiche del momento».
Petrella rivolge infine una domanda direttamente al ministro Musumeci: «Quando parliamo del futuro aeroportuale della Sicilia, vogliamo davvero progettare la Sicilia intera oppure continuiamo a cercare una soluzione ai problemi di Catania pensando che automaticamente coincida con l’interesse regionale? Sono due cose profondamente diverse».
«Partiamo da Qui — conclude Ninni Petrella — chiede che il tema venga affrontato finalmente con una visione regionale. La Sicilia ha bisogno di un sistema aeroportuale moderno, integrato, policentrico e resiliente. Palermo deve poter svolgere la propria funzione, Catania la sua, Trapani e Comiso la loro. E il progetto del Mela deve avere la possibilità di essere sottoposto a una valutazione seria, trasparente e indipendente. Non chiediamo un aeroporto per campanile. Chiediamo che una grande infrastruttura venga giudicata sulla base della sua utilità per la Sicilia. Perché la Sicilia non può continuare a essere pensata con gli occhi di una sola città».



