Un furto d’arte di proporzioni drammatiche ha sconvolto la Sicilia nella serata del 15 agosto 2026. Approfittando della distrazione della città, impegnata nelle celebrazioni della tradizionale Processione della Vara, una banda di professionisti è riuscita a introdursi all’interno del MuMe (Museo Regionale Interdisciplinare di Messina) eludendo i sofisticati sistemi di allarme.
I malviventi hanno sottratto quattro opere di valore inestimabile firmate dal maestro rinascimentale Antonello da Messina.Il bottino comprende tre delle cinque tavole superstiti del celebre Polittico di San Gregorio (risalente al 1473) e la preziosissima Tavoletta Bifronte, che raffigura la Madonna col Bambino e un Francescano Orante sul recto e il Cristo in pietà sul verso. Quest’ultima è stata asportata con precisione chirurgica direttamente dall’interno di una teca blindata. La Procura della Repubblica ha immediatamente aperto un’inchiesta, affidando i rilievi tecnici agli specialisti della scientifica e al Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri.
Le reazioni istituzionali e lo sconcerto del mondo dell’arte. La notizia ha sollevato un’ondata di indignazione e sconcerto tra le autorità locali e nazionali:La Direzione del Museo: La direttrice del MuMe, Marisa Mercurio, si è detta profondamente ferita: «Siamo sconvolti. Si tratta di una perdita immensa per la comunità e per la storia dell’arte mondiale. Erano i due beni più preziosi della nostra collezione».Il Comune di Messina: Il sindaco Federico Basile ha espresso una condanna durissima: «Un fatto gravissimo e profondamente riprovevole.
Fa ancora più male constatare che i criminali abbiano colpito proprio nel momento di massima devozione della città, durante la sfilata della Vara». L’assessore alla Cultura, Enzo Caruso, ha ipotizzato che il recente acquisto statale dell’Ecce Homo di Antonello per 15 milioni di euro possa aver riacceso i riflettori dei trafficanti internazionali sulle opere del maestro.
Il dibattito politico e le dichiarazioni dei vertici. Il furto ha rapidamente travalicato i confini della cronaca locale, accendendo un forte dibattito politico sulla gestione della sicurezza nei poli museali del Mezzogiorno.Il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha espresso la massima vicinanza alla città dello Stretto, assicurando il totale dispiegamento delle task force dello Stato per bloccare i canali del mercato nero. Dall’amministrazione regionale, il Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha definito l’atto «uno sfregio al patrimonio universale».
Schifani ha aggiunto che, sebbene i sistemi di videosorveglianza abbiano parzialmente funzionato registrando alcune fasi, è già stata disposta un’ispezione interna rigorosa per chiarire le falle logistiche che hanno permesso l’incursione.
Dalle opposizioni e dalle realtà regionali, come evidenziato dal deputato Elvira Amata, si parla di una «ferita profonda inferta all’identità della Sicilia», chiedendo un immediato potenziamento dei presidi di vigilanza fisica nei musei durante i giorni festivi, onde evitare che la cultura resti sguarnita di fronte alla criminalità organizzata.
“Il furto avvenuto al Museo regionale di Messina rappresenta un fatto di estrema gravità e una ferita profonda inferta al patrimonio culturale della nostra città e dell’intera Sicilia. Quanto accaduto suscita sconcerto e indignazione, soprattutto per il valore storico e identitario delle opere sottratte”. Lo dichiara l’on. Elvira Amata, assessore regionale al Turismo, Sport e Spettacolo.
“Da messinese avverto ancora più forte il peso di quanto è accaduto. Il Museo Accascina custodisce una parte fondamentale della storia e dell’identità di Messina e rappresenta uno dei luoghi culturali più importanti della città, oltre che un punto di riferimento significativo per la sua attrattività turistica.
Colpire un patrimonio di tale valore significa colpire Messina, la sua memoria e la sua immagine. Esprimo piena fiducia nel lavoro delle Forze dell’ordine e degli investigatori, con l’auspicio che le opere possano essere recuperate al più presto e che vengano individuati i responsabili di un gesto così grave.
In queste ore il pensiero va anche a quanti lavorano quotidianamente per custodire, valorizzare e rendere fruibile un patrimonio che appartiene a tutti noi”, conclude l’on. Elvira Amata.



