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Dopo mesi di silenzio, il sindaco di Mazzarrà Sant’Andrea Carmelo Pietrafitta rompe il silenzio sullo scioglimento del Consiglio comunale per presunte infiltrazioni e condizionamenti di tipo mafioso. Lo fa con una lunga riflessione, esternata in una conferenza stampa tenutasi giovedì scorso a Terme Vigliatore, nella quale ripercorre i nove anni della sua amministrazione, difende le scelte compiute e respinge con forza l’ipotesi di condizionamenti criminali.

«Con il cuore in mano e con tutta la forza d’animo che mi rimane – afferma Pietrafitta – sento il dovere di parlare alla mia comunità». Il sindaco spiega di avere scelto il silenzio durante i sei mesi di attività della Commissione d’accesso agli atti «per non condizionarne il lavoro», assicurando piena collaborazione.
Ora, però, ritiene necessario fornire la propria versione dei fatti: «Credo che Mazzarrà Sant’Andrea abbia diritto alla verità. Sento che sia stata ferita la volontà popolare di una comunità che ha scelto democraticamente la propria amministrazione».

Le elezioni del novembre 2017
Pietrafitta parte dal 2017, anno della sua prima elezione. «Già nella fase di presentazione delle liste, alcuni miei potenziali candidati furono avvicinati e venne loro suggerito di abbandonare la mia candidatura. Cosa che viene fatta anche nei confronti del mio competitor, per far sì che si potesse presentare una lista unica avente come unico candidato un rappresentante delle istituzioni, non originario di Mazzarrà Sant’Andrea. I miei candidati al consiglio risposero negativamente e io vinsi le elezioni. Subito dopo, fui convocato in uno studio di un noto legale e mi venne prospettato di affidare l’incarico di commissario liquidatore di Tirrenoambiente proprio a colui che avrebbe dovuto essere il candidato sindaco della lista unica. Non risposi a questa proposta, feci delle considerazioni personali e la scelta cadde sull’onorevole Sonia Alfano, proponendole l’incarico alla luce della sua esperienza e delle sue battaglie di legalità, con l’obiettivo di dare discontinuità rispetto alla stagione precedente. Del resto, era stata anche Presidente della Commissione Europea contro la criminalità organizzata.

Nove anni di amministrazione e i risultati raggiunti
Quindi l’analisi del momento dell’insediamento: «Ho trovato un Comune in dissesto, senza alcune delle figure fondamentali della macchina amministrativa e con una situazione finanziaria e ambientale drammatica». Tra le prime emergenze affrontate, quella del percolato della discarica, per la quale il Comune si attivò alla ricerca di risorse.
Il sindaco rivendica quindi il risanamento finanziario dell’ente. «Nel 2022 abbiamo portato il Comune fuori dal dissesto. Abbiamo risanato i bilanci e approvato regolarmente i documenti finanziari. Al 4 agosto 2026 – aggiunge – il Comune disponeva di oltre un milione di euro di liquidità libera».
Tra i risultati rivendicati anche la stabilizzazione di 24 lavoratori tra il 2023 e il 2024 e una lunga serie di interventi sul territorio: scuole, Centro di aggregazione giovanile, housing sociale, Palazzo Navarra, Palazzo Livoti, campo sportivo, asilo nido, Guardia medica (con l’intenzione di intitolarla al compianto giovane architetto Francesco Leto) e riqualificazione di strade e piazze. Il Comune di Mazzarrà Sant’Andrea ha ottenuto e ha fatto investimenti, in totale, per oltre 25 milioni di euro, con una spesa pro capite di circa 3.200 euro. Basti pensare che l’investimento medio nei comuni italiani è di circa 454 euro ed i comuni virtuosi raggiungono i mille euro. Il dato – secondo il sindaco Pietrafitta – serve a far comprendere la portata del lavoro svolto a beneficio della comunità.
Particolare attenzione viene dedicata alla sicurezza. «Nel territorio comunale sono state installate 169 telecamere, messe a disposizione della Stazione dei Carabinieri di Furnari». Pietrafitta cita inoltre la lotta all’abusivismo, gli abbattimenti di immobili abusivi, il rafforzamento della riscossione dei tributi e le iniziative sulla legalità realizzate con le scuole. A Mazzarrà non ci sono ormai più fenomeni di microcriminalità e, ormai dal 2015, non ci sono più operazioni di mafia. E sottolinea: «Mi domando: se un’amministrazione avesse voluto favorire la criminalità, avrebbe investito in questo modo sulla sicurezza e sulla trasparenza?».
«Ma il risultato più grande è avere risvegliato il paese sotto il profilo economico e culturale – afferma ancora Pietrafitta – I vivaisti erano sfiduciati e non investivano più per il timore dei ripetuti furti che si verificavano. I terreni valevano poco ed erano per la maggior parte incolti. Oggi, grazie all’implementazione della sicurezza e alla fiducia nel futuro, la culla dei vivai è rinata. Pochi sono i terreni incolti e il loro valore è triplicato. A tal proposito, utile è stato il rifacimento di tutta la viabilità intorno ai vivai. Questi risultati sono sotto gli occhi di tutti e non li potrà cancellare nessuno».

Il caso Bisognano
Nel suo intervento, il sindaco affronta anche la vicenda legata al ritorno a Mazzarrà di Carmelo Bisognano. «Quando venni informato del suo possibile ritorno – racconta – manifestai immediatamente la mia contrarietà. La mia posizione venne rappresentata anche alle Forze dell’Ordine, in particolare al comandante della Stazione dei Carabinieri dell’epoca. Tutto ciò è scritto in atti che evidentemente qualcuno non ha letto. In due note conferenze stampa legate al famigerato “caso Coppolino”, il mio nome è stato tirato in ballo a sproposito da tre persone. Ma di questo se ne occuperà il mio legale di fiducia, cui ho già affidato incarico di procedere per il reato di diffamazione».
Pietrafitta ribadisce di non avere mai avuto con Bisognano «alcun rapporto» e racconta di averlo incontrato una sola volta casualmente. «Mi disse di essere tornato a Mazzarrà per ricostruire la propria vita. Gli risposi semplicemente: “In bocca al lupo”. La cosa che mi chiedo io, con forza, e alla quale non riesco a dare una risposta è: perché lo Stato ha voluto nuovamente Carmelo Bisognano a Mazzarrà Sant’Andrea, creando allarme sociale nella popolazione che mi chiedeva di fare qualcosa per impedirlo. Ma io ero totalmente impotente e l’unica cosa che potevo fare era riferire tutto alle Forze dell’Ordine».
Pietrafitta parla anche delle minacce ricevute: «Vidi un soggetto girare su un’auto riconducibile a Bisognano. Andai subito all’Ufficio Tecnico e dissi che questa persona non poteva più contrarre con il Comune. Successivamente denunciai la cosa ai Carabinieri. Questa è storia e, anche in questo caso, sono atti scritti. Tutte queste mie azioni misero a repentaglio la mia incolumità e quella delle persone a me care, al punto che negli atti che dagli atti in mio possesso apprendo di gravissime minacce nei miei confronti».
Il sindaco richiama anche le elezioni del maggio 2023, quando la sua amministrazione venne confermata con una sola lista: «Oltre l’80 per cento degli elettori si recò alle urne. Circa mille cittadini barrarono il mio nome. Quella è la volontà popolare di Mazzarrà Sant’Andrea. Non abbiamo avuto bisogno di liste civetta e questo avvalora ulteriormente il risultato».

La discarica e i 32 milioni
Ampio spazio anche alla questione della discarica. Pietrafitta ricorda le iniziative intraprese nel 2024 per ottenere risorse per la messa in sicurezza e l’incontro con il ministro Pichetto Fratin, ottenuto anche grazie all’interessamento dell’onorevole Tommaso Calderone.
«Da Roma tornammo con un finanziamento di 32 milioni di euro e con la Regione individuata quale soggetto attuatore per questioni di opportunità – afferma – Dopo l’approvazione del progetto, scrissi una lettera, era l’8 luglio 2025, al Prefetto di Messina al fine di chiedere un protocollo di legalità per garantire trasparenza nelle procedure». Pietrafitta respinge quindi le ricostruzioni che descrivono la sua amministrazione come condizionata dalla criminalità organizzata e annuncia di avere dato mandato al proprio legale di valutare «ogni iniziativa nelle sedi competenti» rispetto ad affermazioni ritenute «gravemente diffamatorie».
In conclusione, il sindaco rivolge un messaggio diretto alla comunità: «Non chiedo privilegi e non chiedo sconti. Chiedo verità, chiarezza e rispetto delle regole. Se qualcuno ha sbagliato, dovrà risponderne nelle sedi competenti – conclude – ma non posso accettare che nove anni di lavoro e la dignità di un’intera comunità vengano cancellati dal sospetto».
E ribadisce: «Mazzarrà Sant’Andrea non è una comunità mafiosa. È una comunità di donne e uomini che vogliono vivere, lavorare e crescere i propri figli serenamente. Queste cose avrei voluto dirle al Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e alla Commissione Nazionale Antimafia, cui ho chiesto un incontro in data 1 giugno 2026, senza mai ricevere risposta. A questo punto – conclude il sindaco in maniera animata – chiedo all’Onorevole Tommaso Calderone, vicepresidente della Commissione Giustizia, di presentare un’interrogazione al Ministro Nordio per chiedere come mai lo Stato abbia deciso di inviare di nuovo Bisognano a Mazzarrà. Spero che questa interrogazione non faccia la fine dell’interrogazione presentata da Gaetti nel 2017 che chiedeva come mai Bisognano potesse girare indisturbato sul territorio. L’interrogazione venne poi ritirata. Mi chiedo, allora, in che mani siamo?».

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