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Un vero e proprio accorato appello dell’ASD Tennis Terme, una scuola di tennis che ogni giorno incontra bambini e ragazzi e li ascolta accompagnandoli nella crescita psico-fisica e sociale.

L’associazione termense ha voluto proporre una la lettera aperta alla scuola, che ha redatto e pubblicato sulla sua Pagina facebook ufficiale:

“LETTERA APERTA ALLA SCUOLA.
CARI INSEGNANTI, I NOSTRI RAGAZZI HANNO ANCHE UNA VITA.
Cari insegnanti,
vi scriviamo da una scuola di tennis, dove ogni giorno incontriamo bambini e ragazzi, li ascoltiamo e li accompagniamo nella crescita.
E c’è qualcosa che ci preoccupa.
I nostri ragazzi sono stanchi. Mentalmente, prima ancora che fisicamente.
Sei ore tra i banchi. Poi compiti, verifiche, interrogazioni, progetti e attività pomeridiane.
Ma è davvero necessario tutto questo? Siamo certi che assegnare tanti compiti significhi insegnare meglio?
Incontriamo undicenni e dodicenni costretti a scegliere tra un allenamento, gli amici, una passione e persino il riposo.
A undici anni. Davvero ci sembra normale?
C’è poi qualcosa che ci amareggia particolarmente.
L’attività sportiva agonistica non sempre è vista di buon occhio. Alcuni ragazzi arrivano persino a nascondere i propri impegni sportivi, quasi dovessero giustificarsi per avere una passione.
Eppure lo sport è educazione.
Sul campo si impara a gestire la frustrazione, accettare una sconfitta, rispettare le regole e assumersi responsabilità. Nel tennis, soprattutto, si impara a pensare. Osservare, ragionare, scegliere. E affrontare le conseguenze delle proprie decisioni.
Non è forse anche questa educazione?
La scuola non è l’unico luogo in cui si impara. E la crescita di una persona non si misura soltanto attraverso voti e verifiche.
Non chiediamo privilegi per i nostri atleti. Né meno serietà o preparazione.
Chiediamo soltanto di riconoscere che il tempo libero dei ragazzi non è tempo vuoto da riempire.
Giocare, allenarsi, riposare e stare con gli amici non sono attività secondarie.
Cari insegnanti, non vogliamo aprire uno scontro. Vogliamo aprire una riflessione. E rivolgere una richiesta molto chiara:
RISPETTATE IL TEMPO DEI RAGAZZI.
Perché siamo così impegnati a prepararli per il futuro che forse stiamo dimenticando di lasciargli vivere il presente.
💙 La scuola è parte della loro vita. Non tutta la loro vita”.

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