Condividi:

I Consiglieri comunali dei gruppi consiliari Avanti con fiducia, Centrosinistra per il bene comune e il Megafono, hanno messo a punto un documento in cui intendono analizzare gli eventi alluvionali verificatisi sul territorio di Barcellona Pozzo di Gotto negli ultimi 7 anni, facendo al contempo delle proposte concrete a tutti gli Enti preposti affinché si prenda piena coscienza di quella che è diventata un’emergenza costante.

“Gli ormai evidenti cambiamenti climatici cui l’intero pianeta è soggetto, – scrivono i consiglieri – e che comportano eventi meteorici sempre più violenti e concentrati nella nostra zona, rendono ormai improcrastinabile l’adozione di alcune misure volte alla tutela del suolo e dell’ambiente, entrambi devastati dall’agire dell’uomo.

Inoltre, gli estremi disagi subiti dagli alluvionati, che a distanza di pochi anni hanno rivissuto l’effetto devastante dell’esondazione, senza che peraltro la legge nazionale della protezione civile assicuri oggi un risarcimento dei danni subiti, impongono la predisposizione di misure atte ad alleviarne la condizione.

Per questi motivi si chiede un impegno da parte del consiglio comunale e dell’amministrazione a recepire le seguenti  proposte, e si sollecitano, al contempo la Regione Siciliana e gli altri Enti ad adottare i provvedimenti opportuni.

RICHIESTE AL CONSIGLIO COMUNALE E ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE:

L’Ente comunale può intervenire sia nella prevenzione del danno causato dagli eventi alluvionali, sia con interventi che mitighino, almeno dal punto di vista economico, i danni subiti dai cittadini colpiti dai suddetti eventi.

MISURE LEGATE ALLA PIANIFICAZIONE TERRITORIALE:

E’ necessario integrare il piano regolatore con l’inserimento di nuovi vincoli di destinazione d’uso.

Anche alla luce delle indicazioni contenute nel piano di emergenza che sarà a breve consegnato al Comune, occorre delimitare le aree con vincolo idraulico e quelle con vincolo idrogeologico, le aree esondabili e quelle instabili a rischio frane.

Tutto ciò al fine di evitare che nelle aree a più elevata pericolosità possa essere più concessa l’edificazione del suolo e di programmare, viceversa, interventi di riduzione del rischio.

Per le altre aree si deve prevedere che le modalità di costruzione degli edifici tengano conto del livello e della tipologia di rischio presente sul territorio.

Nell’aggiornamento del piano regolatore andrà altresì privilegiato il recupero dell’esistente rispetto alla nuova edificazione, al fine di mitigare il consumo del suolo, ed è altresì indispensabile un allegato al regolamento edilizio che agevoli l’ecoefficienza e la sostenbilità degli edifici, perché è solo invertendo la tendenza allo spreco di risorse e di suolo che si potranno evitare catastrofi ben peggiori nel futuro.

Visto il ripetersi degli eventi meteorici devastanti vanno altresì adottate adeguate pratiche che consentano di prevenire le conseguenze più nefaste, con sistemi di allerta, previsione delle piene e piani di protezione civile aggiornati, testati e conosciuti dalla popolazione.

 

MISURE LEGATE AI TRIBUTI

I cittadini colpiti dagli eventi alluvionali dell’ottobre 2015 necessitano di interventi immediati che leniscano, almeno in parte, le gravi conseguenze economiche subite. In questo senso si propone:

  1. Sospensione del pagamento dei tributi comunali.

E’ necessario che l’Ente comunale deliberi immediatamente, per tutti i soggetti coinvolti nell’evento alluvionale, la sospensione dei pagamenti di tributi comunali almeno sino al 30 giugno 2016, salvo poi reiterare il provvedimento qualora se ne ravvisasse la necessità.

Questo consentirebbe a tutti i soggetti coinvolti di concentrare le proprie disponibilità finanziarie nel ripristino delle proprie abitazioni, non comportando alcun danno all’Ente che vedrebbe solo posticipato l’incasso dei tributi.

E’ altresì opportuno che, al termine del periodo di sospensione, sia consentito a tutti i soggetti coinvolti la rateizzazione del debito maturato.

  1. Esenzione IMU e TASI per le abitazioni principali.

Il Consiglio Comunale, contestualmente all’approvazione del bilancio di previsione 2015, può deliberare l’esenzione da IMU e TASI per gli anni 2015 e 2016 per tutte le abitazioni coinvolte nell’evento alluvionale e che fossero adibite ad abitazione principale prima dell’evento alluvionale.

Questa agevolazione consentirebbe di distinguere tra le seconde case, i cui proprietari beneficerebbero esclusivamente della sospensione di cui al punto 1, e le abitazioni principali, che beneficerebbero sia dell’esenzione che della sospensione.

  1. Sospensione dei pagamenti e dei termini.

E’ opportuno richiedere immediatamente al Presidente del Consiglio dei Ministri, a favore dei soggetti colpiti dall’evento alluvionale, la sospensione di tutti gli adempimenti fiscali nazionali, nonché la sospensione del pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali, ivi compresa la quota a carico dei lavoratori dipendenti e dei collaboratori coordinati e continuativi. La sospensione dei pagamenti dovrebbe toccare anche le rateazioni in corso, ivi incluse quelle disposte dal concessionario per la riscossione.

Va altresì richiesta per detti soggetti la deliberazione dell’immediata sospensione dei termini di prescrizione e decadenza, di quelli perentori, legali e convenzionali, sostanziali e processuali, anche previdenziali, comportanti prescrizioni e decadenze da qualsiasi diritto, azione ed eccezione.

  1. Dichiarazione inagibilità degli immobili.

Il Comune dovrebbe velocizzare il rilascio della certificazione di inagibilità per gli immobili che presentano le caratteristiche di cui all’art. 30 del vigente regolamento IUC, al fine di consentire ai proprietari che opereranno sugli stessi interventi di ristrutturazione edilizia, risanamento o risanamento conservativo di beneficiare delle riduzioni IMU e TASI recentemente deliberate dal Consiglio Comunale.

RICHIESTE ALLA REGIONE SICILIANA, ALLA PROTEZIONE CIVILE E AGLI ALTRI ENTI PREPOSTI

L’Ente comunale non può essere lasciato solo nell’affrontare le emergenze alluvionali, avendo tra l’altro competenze limitate su molti aspetti fondamentali e che richiedono una regia sovracomunale per la loro risoluzione.

In questo senso i ritardi che hanno caratterizzato la gestione dei lavori di ricostruzione successivi all’alluvione del 2011 non possono essere tollerati e dimostrano come gli organi preposti, in primis la Protezione Civile, abbiano responsabilità nell’aver svolto con eccessiva lentezza i compiti loro affidati, in un territorio che avrebbe meritato ben altre attenzioni.

Non è accettabile che un intervento di ripristino e messa in sicurezza di una strada, la via Serro del Carmine, franata nel 2008, sia stata finanziata solo nel 2014 e che la città attenda ancora le opere di ricostruzione e messa in sicurezza a seguito dell’alluvione 2011, per le quali il governo centrale ha trasferito i fondi solo lo scorso anno. Per di più, prima che potessero essere usati dalla Protezione civile regionale, che sta redigendo i progetti, è stata necessaria una nuova ordinanza del Ministero, che è stata rinnovata il 29 aprile 2015. Solo adesso partono finalmente i lavori del primo dei quattro cantieri previsti: la ricostruzione degli argini dell’Idria, che risalgono fino alla zona a monte di Pozzo di Gotto, ma restano al palo gli altri quattro progetti, il più imponente dei quali riguarda la realizzazione di interventi di regimazione idraulica per la riduzione del rischio esondazione del Longano, con un impegno di Euro 4.000.000, sui quali sta lavorando il Servizio di Protezione Civile della Provincia di Agrigento.

E restano da avviare anche l’intervento da realizzare sul Vallone di Femminamorta, per un valore di 500.000 euro, dove permangono ancora oggi diversi sfollati, e l’intervento di stabilizzazione dei versanti a Migliardo, per ulteriori 300.000 euro.

E’ quindi essenziale che il completamento di questi progetti avvenga nel più breve tempo possibile, essendosi ormai sbloccato il problema della copertura finanziaria. La città non può vivere nella paura, sapendo che importanti interventi di messa in sicurezza sono ancora incompleti.

Resta ad oggi invece priva di finanziamento la ricostruzione di un tratto dell’argine del Longano in via del Mare, non essendo stato inserito nelle richieste d’intervento originarie ed essendo stato bloccato negli ultimi anni il fondo per i lavori di somma urgenza, cui si era provato ad attingere successivamente all’emanazione dell’ordinanza di Protezione Civile. Si chiede che questo intervento, di costo ridotto, venga inserito nella progettazione definitiva degli interventi sul Longano, così come richiesto dalla passata amministrazione.

Restano pure privi di finanziamento lavori importantissimi, più volte segnalati, di ripristino di tratti di acquedotto e fognari che attraversano gli alvei dei torrenti, e che vanno per il futuro ricondotti nelle aree esterne ad essi (collettore di La Gala nel torrente Mandria, attraversamento collettore di Oreto su Saia Oreto e Bizzarro, attraversamento collettori fognari sul torrente Longano).

Chiediamo quindi che anche questi interventi, lasciati fuori dalla programmazione conseguente all’alluvione 2011, vengano adesso finanziati.

Per fronteggiare i danni conseguenti ad una cattiva pianificazione del territorio  e alle avversità atmosferiche che negli ultimi anni hanno interessato il nostro territorio, la passata amministrazione aveva chiesto di poter collaborare anche con il Genio Civile alla realizzazione di ulteriori progetti, mancando nel Comune personale tecnico sufficiente per ottemperarvi. Si chiede pertanto che questo tipo di collaborazione venga richiesta anche dalla nuova amministrazione e venga dalla Regione confermata.

Si chiede ancora un coordinamento con gli altri enti proprietari di infrastrutture che contribuiscono alla creazione di criticità idrogeologiche. Molti problemi sono infatti aggravati dagli interventi effettuati lungo i tracciati stradali e ferroviari dai rispettivi enti, quali Provincia, RFI e Consorzio Autostrade Siciliane.

Non essendo stati ancora completati i lavori di messa in sicurezza del territorio, restano ad oggi ancora decine di sfollati (nella zona di Femminamorta e di Pozzoperla), che hanno trovato ospitalità in altre abitazioni o che hanno fatto ricorso all’affitto di nuove abitazioni. Si chiede pertanto un serio impegno della Regione per questi casi al rinnovo, anche per il prossimo anno, del contributo per l’autonoma sistemazione.

Infine, è richiesta la previsione di analogo contributo anche per gli abitanti di via Salso e dintorni, che sono stati colpiti dall’ultima alluvione dell’11 ottobre scorso, i cui elenchi dovranno presto essere resi noti dal Comune. In particolare si fa notare, come le abitazioni coinvolte hanno subito danni notevoli, avendo la forza impetuosa delle acque devastato totalmente gli interni”.

 

 

La redazione è composta da uno staff qualificato, giovane ed intraprendente. Orientati all'informazione, accettano le sfide che quotidianamente si presentano.