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Emergenza caldo e crisi idrica sono le questioni che attanagliano da giorni la città del Longano, specie le frazioni collinari di Cannitrà, San Paolo e Gala.

Si fa portavoce di questi disagi il consigliere del gruppo misto Giosuè Gitto , appartenete al Gruppo Misto, che rivela attraverso una nota l’interrogazione che proporrà nella prossima seduta consiliare in programma il prossimo lunedì 3 luglio. Gitto propone delle riflessioni nell’ottica di una risoluzione della crisi idrica, sottolineando come, “gli abitanti delle frazioni collinari stanno vivendo una crisi idrica che non ricorda precedenti.

Nel mese di giugno l’assenza o la forte riduzione dell’ approvvigionamento di acqua è stata una dolorosa costante  a tal punto che spinge il sottoscritto a denunciare l’accaduto e richiederne una celere risoluzione.

Con la presente non si cercano colpevoli e ancor meno alibi,  – si legge nell’interrogazione – si vuole sospingere l’amministrazione  a un lavoro a oltranza per cercare una risoluzione definitiva all’assenza di acqua. Non si può solo vivere sugli allori e sui facili risultati, il problema acqua è sempre esistito nelle frazioni, ed esisterà fino a quando non si creeranno dei sistemi di approvvigionamento a caduta e non di spinta; Si deve conoscere che l’acqua arriva alle frazioni con pompe di spinta che portano l’acqua dalla città verso la collina!

Quanto precedentemente detto serve a evidenziare che gli abitanti di Gala, San Paolo e Cannistrà sanno quanto difficile sia la gestione dell’ acqua, quanto lavoro e capacità necessitano nei periodi estivi per mantenere livelli accettabili di fornitura di acqua nelle abitazioni.

E’ utile evidenziare che a fare  la differenza tra le Amministrazioni fin ora succedutesi è stato il lavoro e le capacità, e ci sono state amministrazione di Centro Destra e Centro Sinistra che hanno saputo farsi ricordare in positivo. In questo periodo assistiamo invece a un elenco di scusanti e soluzioni improduttive che evidenziano una chiara cultura dell’alibi, che ci ostiniamo a rifiutare. Noi  crediamo nel lavoro, nelle capacità e nei risultati che purtroppo stanno mancando per questa amministrazione e si ripercuotono sui cittadini.

Durante questa crisi idrica e la distribuzione mediante autobotte si sono ravvisate delle difficoltà che meritano risoluzione, ovvero che,  la fornitura di acqua  non è stata spesso concessa alle abitazioni che avevano il serbatoio posizionato oltre il piano terra, e che si rendeva impossibile raggiungere le abitazioni nei vicoli stretti.

Si comprende che quanto detto impone alcuni  interrogativi:

quante abitazioni possono tenere il serbatoio a piano terra? In un paese civile è normale vedersi negare l’acqua perché hai posizionato il serbatoio al piano superiore?

Come rifornire le abitazioni esistenti nei vicoli dove non può arrivare il mezzo della protezione civile?

Come attrezzare i mezzi comunali (autobotte) in modo da garantire  l’acqua anche ai piani superiori o nei vicoli?

 Alle superiori riflessioni si rende necessario associarne altre al fine di possedere un quadro completo di quanto accaduto  in tutta la città e conservarne una memoria storica utile per l’avvenire.

  • Quali danni hanno causato la mancanza di acqua in tutta la città?
  • Quali interventi sono stati realizzati nei pozzi di sollevamento e nelle pompe di spinta?
  • Quali costi e quali ditte hanno effettuato interventi nei citati pozzi di sollevamento e nelle pompe di spinta.

 Alle superiori domande – conclude – si richiede risposta scritta”.

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