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La CNA di Barcellona Pozzo di Gotto, con il suo responsabile territoriale Giuseppe Brenno, denuncia una situazione incresciosa e di estremo pericolo per la cittadinanza riscontrata in queste settimane.

La CNA facendosi carico delle numerose segnalazioni pervenute dalle imprese di acconciatura ed estetica presenti sul territorio, si legge in un documento inviato al sindaco Pinuccio Calabrò: “Ritiene opportuno attenzionare che, in un momento di grande difficoltà che sta vivendo l’intero tessuto produttivo del nostro paese, il fenomeno dell’abusivismo riguardante queste professioni continua ad essere ampiamente diffuso, anche in una situazione in cui le restrizioni dovrebbero valere per tutti.

Queste persone svolgono la propria attività abusiva presso il proprio domicilio o recandosi presso le abitazioni dei clienti, violando le regole due volte, una volta incassando denaro impropriamente e un’altra rischiando di diffondere il coronavirus.
Le imprese del settore hanno sempre assicurato la rigorosa osservanza dei protocolli igienico-sanitari e non è un caso che saloni di acconciatura e centri estetici non abbiano rappresentato fonte di contagio. L’organizzazione e le modalità di svolgimento dei servizi di acconciatura ed estetica, inoltre, in virtù del sistema di prenotazione adottato, non provocano assembramenti.
Pertanto Le chiediamo – l sollecito diretto al primo cittadino – di autorizzare le imprese dell’acconciatura ed estetica ad aprire anche se in zona rossa.
La chiusura delle attività in zona rossa alimenta la piaga dell’abusivismo generando gravi danni economici alle imprese regolari già stremate dalla crisi e favorisce la diffusione dei contagi
Ciò nondimeno, la Cna di Barcellona Pozzo di Gotto ritiene necessario, in questa situazione di generale preoccupazione, informare i clienti dei rischi cui si può incorrere, rivolgendosi ad operatori non regolari, che non posseggono regolare licenza di esercizio e che sfuggono, quindi, ad ogni attività di vigilanza e controllo”.
Pertanto riteniamo indispensabile garantire le misure di restrizione, – conclude la CNA – le attività di acconciatura o estetica non rientrano tra quelle di prima necessità, Le chiediamo, di svolgere le dovute verifiche per la tutela delle attività regolari, ma soprattutto della salute dei nostri concittadini”.

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