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I consiglieri comunali Melangela Scolaro e Alessandro Nania chiedono che uno spazio individuato all’interno della Villa Primo Levi venga intitolato a Norma Cossetto e a tutte le vittime delle Foibe.

“Nel 2004, il Parlamento italiano ha approvato la c.d. “ legge Menia”, che ha istituito il Giorno del Ricordo, da celebrarsi il 10 febbraio, attraverso cui si vuole conservare e rinnovare “la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”.
Uno degli aspetti più significativi di quella tragedia è certamente costituito dal dramma delle Foibe: voragini naturali, dovute alla natura carsica del terreno, ove furono gettati migliaia tra uomini e donne. Le uccisioni avvenivano in maniera spaventosamente crudele: i condannati, legati l’un l’altro con un fil di ferro stretto ai polsi, venivano schierati sugli argini delle foibe. Quindi si apriva il fuoco, trapassando, a raffiche di mitra, non tutto il gruppo, ma soltanto i primi tre o quattro della catena, i quali, precipitando nell’abisso, morti o gravemente feriti, trascinavano con sé gli altri sventurati. In particolare, una giovane donna, Norma Cossetto, per l’inimmaginabile violenza che i partigiani comunisti seguaci di Tito le riservarono, assurge, prepotentemente, a simbolo di tale orrore. Ella, difatti, figlia del Podestà locale, viene sequestrata e, a seguito del suo rifiuto di ogni collaborazione con il Movimento Popolare di Liberazione, spogliata, legata ad un tavolo e per giorni seviziata e stuprata da diciassette aguzzini. Infine, condannata a morte dal locale “ Tribunale del popolo” e condotta con altri ventisei su un camion fino all’orlo della Foiba di Surani. Il 10 dicembre 1943, i vigili del Fuoco di Pola recuperano la salma di Norma: rinvenuta nuda,supina, con le braccia legate con il fil di ferro, su un cumulo di altri cadaveri aggrovigliati. Per decenni, colpevolmente, il dramma delle Foibe e con esso il supplizio di Norma, che non rinnegò la storia propria e della propria famiglia, è stato taciuto ai più e, a Barcellona Pozzo di Gotto non vi è, ad oggi, un luogo dedicato al Giorno del Ricordo.
La Città di Barcellona Pozzo di Gotto, ha, invece, già da tempo, meritoriamente intitolato la villa in cui oggi si erge il Teatro “Placido Mandanici” allo scrittore Primo Levi, sopravvissuto ai lager nazisti, ma non al ricordo di essi, e testimone delle deportazioni nazifasciste. Ogni anno, innanzi alla lapide commemorativa donata dall’associazione “Corda Fratres”, la villa diviene luogo di memoria, affinché lo sterminio degli ebrei vittime del genocidio nazista non venga dimenticato.
Ebbene, i consiglieri comunali Scolaro e Nania ritengono che sia giunto il momento di dare seguito alla legge 2004, n. 92 anche a Barcellona Pozzo di Gotto, individuando un luogo simbolico, ove possa perpetuarsi il ricordo di Norma Cossetto e di tutte le vittime delle Foibe,
Non può essere sottaciuto, inoltre, l’altissimo potere educativo che proprio il ricordo di Norma può senz’altro oggi assumere: emblema, in un’epoca in cui la violenza sul genere femminile è, purtroppo,problema ancora attualissimo e di enorme rilevanza sociale, di tutte le donne considerate non essere umani ma “ prede”, o, ancor peggio, “ bottino di guerra”, da violare nell’anima e nel corpo.
La villa “ Primo Levi” appare essere , in questo senso, il sito più idoneo a celebrare il ricordo di Norma e delle vittime delle Foibe, sia perché centro propulsivo di cultura, prioritario strumento di resistenza alla brutalità della violenza, sia perché luogo che, attraverso il ricordo della Shoah e delle Foibe, può, con immediatezza, consegnare la più importante delle lezioni: sui grandi temi che attengono all’esistenza stessa dell’umanità ed al suo futuro non sono concepibili lacerazioni di carattere storico e politico”.

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