Barcellona PG. Inaugurata la Personale di Gianfranco Sessa. I suoi legnetti prendono vita e diventano arte

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Nel pomeriggio di oggi, mercoledì 12 giugno, l’artista messinese Gianfranco Sessa ha inaugurato la propria Personale presso il Villino Liberty “Foti-Arcodaci” di Barcellona Pozzo di Gotto.

“Tra Eolo e Nettuno” il significativo titolo dato ad una mostra che, occorre dirlo, si discosta dalle classiche esposizioni di pittura e/o scultura viste recentemente nella città del Longano in quanto siamo di fronte a lavori nei quali protagonisti sono dei legnetti modellati prima dal mare poi dalle sapienti mani dell’autore che dona loro nuova vita facendoli divenire pezzi d’arte. Gianfranco Sessa si è accostato a questa forma d’arte recentemente, da circa sei anni, quindi in età adulta, partendo dalle conchiglie per poi passare ai legnetti.

Prima dell’apertura della mostra si è tenuto un interessante incontro di presentazione dell’evento, introdotto proprio dai saluti istituzionali dell’Assessore alla Cultura Avv. Angelita Pino la quale ha innanzitutto ringraziato la V Direzione Servizio Cultura della Città Metropolitana di Messina nella persona della Dott.ssa Angela Pipitò per avere organizzato questo importante evento e si è poi soffermata su Gianfranco Sessa: “Mi ha molto colpito ciò che lei ha detto in una precedente presentazione, alla Feltrinelli di Messina, ovvero che porta il mare sempre con sé – a questo punto Sessa ha tirato fuori dalla tasca delle conchiglie – non credo sia retorica ma il mare ci riconcilia con gli altri e con sé stessi.” La Pino ha poi proseguito: “Partire da legnetti che sono modellati dal mare, materia grezza che poi diventa barchette, lampade, pesci è qualcosa di veramente molto particolare quello che andremo a vedere e la ringrazio per avere scelto questo luogo e la nostra città per fare questa mostra.”

A seguire è intervenuta la Dott.ssa Angela Pipitò, che ha ringraziato i presenti e l’Amministrazione comunale di Barcellona Pozzo di Gotto, ed ha portato i saluti dell’Avv. Anna Maria Tripodo, Dirigente della V Direzione “Cultura” che non ha potuto essere presente per sopraggiunti impegni istituzionali. La Pipitò ha ricordato che il Villino Liberty è di proprietà della Città Metropolitana che lo ha dato in comodato d’uso al comune proprio affinché si potessero tenere eventi culturali. “Negli ultimi anni abbiamo inviato altro personale proprio nell’ottica di una maggiore fruizione ai cittadini ampliando gli orari d’apertura, un importante servizio alla collettività. Ringrazio il personale comunale e provinciale per l’impegno e la professionalità nel gestire questo importante bene, patrimonio della città.” La Dott.ssa Pipitò ha ricordato come negli ultimi tre anni i rapporti con il Villino si siano intensificati, e la Città Metropolitana ha curato personalmente alcune mostre, come quella dedicata a Nino Pino Balotta in collaborazione con la Pro Loco “Nomos di Manno”, con i documenti contenuti nell’archivio di Nino Costa, ed a tal proposito ha chiesto collaborazione all’Amministrazione comunale riguardo la gestione e la conservazione di questa importante pagina della storia della città; altra mostra che ha avuto grande riscontro quella degli abiti d’epoca liberty in collaborazione con il Museo del Costume di Mirto e recentemente una mostra su documenti sulla Prima Guerra Mondiale in collaborazione con il Museo Etnoantropologico “Nello Cassata”. Angela Pipitò ha così chiuso il proprio intervento: “Riguardo la mostra di Gianfranco Sessa l’abbiamo immediatamente sposata perché si tratta di qualcosa di bello, dar nuova vita ad oggetti facendone materiali d’arredamento oltre che opere d’arte e poi è importante il messaggio che viene fuori, l’idea del riutilizzo, l’uomo deve fare un passo indietro non rincorrendo il consumismo sfrenato, le risorse che abbiamo vanno valorizzate. V’è poi il messaggio ambientalista attualissimo in un’opera con un pesce che mangia la plastica.”

Quindi la Dott.ssa Pipitò ha presentato il Maestro Nino Pracanica definendolo “grande cultore di tradizioni popolari che fa un’opera meritevole delle nostre tradizione, le rielabora, racconta ai nostri bambini le storie dei territorio e lo trovate nel Castello di Milazzo.” Pracanica ha così esordito: “Qualsiasi cosa si faccia nel campo della cultura, dell’arte, deve arricchire gli altri e non innalzare sé stessi. Trasferiamoci un attimo nel passato, un’umanità fatta di pesci ed acqua. L’acqua sta finendo ed i pesci… imparano a volare. I pesci siamo noi… l’acqua sta finendo. Dopo le sconfitte si cresce. Gianfranco Sessa trasferisce la sua vita vissuta da pesce e ora sta imparando a raccontarsi, qualsiasi cosa si è fatta fa crescere, anche le più umili. Si tratta di un’umanità che si vede allo specchio, i relitti rappresentano chi non ce l’ha fatta, importante è anche raccontarsi e confrontarsi. Tutte le vite hanno un senso ed una propria importanza. La lampada è luce, la barca è per navigare.” Nino Pracanica ha così chiuso:” Io ho fiducia in quest’uomo di sessant’anni che torna bambino e sono certo che continuerà a progredire proprio per la sua grande umiltà, sono certo che fra qualche anno farà una nuova mostra con opere sempre più significative.” Ha chiuso recitando “Canto a Madre Terra” lui che è stato “visto” da 100000 persone negli ultimi 12 anni, a Milazzo ed in tutta la Sicilia, certamente una grande risorsa per la nostra bella terra di Sicilia.

Dulcis in fundo ha preso la parola il protagonista della Personale Gianfranco Sessa che ha ringraziato il pubblico, i relatori “che hanno già detto tutto quello che c’era da dire” e ha esclamato “Preferisco far parlare i miei lavori, grazie a tutti!” Applausi e taglio del nastro con il numeroso pubblico che ha finalmente potuto godersi la Mostra. La serata si è chiusa con un rinfresco. Ricordiamo che la  Mostra “Tra Eolo e Nettuno” di Gianfranco Sessa sarà visitabile tutti i giorni eccetto la domenica fino a sabato 22 giugno, dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle ore 16.00 alle 19.00.