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Giunge al termine il processo di primo grado per l’imprenditore barcellonese Immacolato Bonina che è stato condannato a cinque anni e tre mesi di reclusione, ad una multa di 2.500 euro e al pagamento delle spese processuali, all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, all’interdizione legale durante la pena, al risarcimento alle parti civili (determinazione e liquidazione da decidere in separata sede civile), alle quali dovrà pagare una provvisionale immediatamente esecutiva (pari ad euro 5mila). 

Estorsione ai danni dei lavoratori (ma solo per i fatti relativi al 2008, reato prescritto per gli anni precedenti) è la pesante accusa che viene addebitata all’ex re dei supermercati della città del Longano e già presidente della squadra di basket. La Corte (Letteria Silipigni presidente, giudici a latere Simona Monforte e Giovanni Albanese) ha invece assolto, perché il fatto non sussiste, Giuseppe Di Blasi e Enrico Bertè, due dipendenti accusati di aver dichiarato il falso alla magistratura. Bonina è stato difeso dall’avvocato Antoniele Imbesi. I due dipendenti, invece, erano assistiti dagli avvocati Gianluca Gullotta e Domenico Andrè.

Un’inchiesta chiusa nel 2018 dalla Guardia di Finanza di Barcellona Pozzo di Gotto nella quale veniva evidenziata l’estorsione ai danni di oltre 80 dipendenti che consisteva in un abuso del Bonina del proprio ruolo di datore di lavoro tramite minacce di licenziamento se non venivano firmati contratti che prevedevano la diminuzione dell’orario di lavoro (c.d. “contratti di collocazione in solidarietà”), con conseguente riduzione della loro retribuzione (salari e stipendi), nonostante, in realtà, si lavorasse per un numero di ore settimanali ben superiore a quelle previste (40 ore anziché 28). Inoltre, l’adozione di questi contratti, apparentemente adottati per evitare la riduzione del personale e per agevolare nuove assunzioni, ha consentito al datore di lavoro di ottenere dall’INPS un indebito contributo di solidarietà di circa 30.000 euro. Da rilevare il mancato pagamento di numerose mensilità di salari e stipendi quantificato dai Finanzieri in oltre 1,2 milioni di euro.

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