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Sulla questione del mancato avvio del servizio specialistico di assistenza alla comunicazione, i cosiddetti operatori Asacom, la cui opera risulta sempre più indispensabile per gli studenti disabili presenti negli istituti cittadini, interviene con una dura nota la consigliera del gruppo misto Ilenia Torre.

“A distanza di circa un mese e mezzo dalla mia interrogazione all’Amministrazione comunale, sono costretta a ritornare sul tema del mancato avvio del servizio specialistico di assistenza alla comunicazione nelle scuole della nostra Città.
È inconcepibile che a pagare le conseguenze della cattiva gestione di certi settori siano proprio gli studenti disabili di Barcellona Pozzo di Gotto!
In data 29 Settembre 2021 avevo presentato all’Amministrazione un’interrogazione trasversale, che riguardava anche il mancato avvio del suddetto servizio.
Un servizio non soltanto utile per una migliore integrazione degli alunni disabili ma che, nella maggior parte dei casi, è fondamentale per assicurare loro quel minimo di assistenza senza la quale non si riesce a garantire né un adeguato apprendimento scolastico, né un dignitoso processo di integrazione sociale.
Sono trascorsi quasi due mesi dall’inizio delle lezioni e benchè i bambini affetti da disabilità abbiano gli stessi diritti di chiunque altro diventano spesso, invece, i soggetti passivi di un sistema burocratico-amministrativo in cui a tratti sembra che si navighi a vista e nel quale la disorganizzazione sembra essere all’ordine del giorno.
Con nota dell’11 Ottobre 2021 l’Assessore comunale al ramo, riscontrando una mia espressa richiesta, mi comunicava testualmente che la consegna del servizio avrebbe potuto essere fatta “… – sotto riserva – entro il giorno 18.10, con avvio dell’intervento il successivo 20.10.2021”.
Sono trascorse altre tre settimane, il termine indicato è abbondantemente scaduto, le lezioni scolastiche sono iniziate da quasi due mesi e se c’è stato qualche intoppo nelle procedure ad evidenza pubblica nessuno dell’Amministrazione si è sentito in dovere di comunicarlo né alla cittadinanza, né alle famiglie dei disabili (che disperate continuano a chiedere che venga loro riconosciuto un diritto, un sacrosanto diritto previsto dalla legge), né agli operatori rimasti senza lavoro.
Ma veramente è questo quello che Barcellona Pozzo di Gotto si merita? Davvero dobbiamo continuare ad assistere a tutto questo? Quei bambini che necessitano di assistenza specialistica non sono forse tutti figli della nostra Città? Quelle famiglie già provate dal dolore di un dramma che vivono quotidianamente nelle loro case non avrebbero diritto di essere attenzionate con priorità?
Quanto dovranno aspettare ancora i lavoratori per ritornare a lavorare in questo settore?
Che ciascuno si attivi per la propria parte, possibilmente senza mettere “le mani avanti” e senza riempirci di discorsi sulla competenza o sulle procedure burocratiche o senza dirci “di chi è o è stata la responsabilità di qualcosa”.
La gente è stufa di ascoltare parole, si passi ai fatti, soprattutto su argomenti così importanti. Si garantisca l’assistenza ai disabili, senza ulteriore ritardo!”

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