Barcellona PG. Il meetup “Barcellona in MoVimento” presenta proposta per mozione “Plastic Free” 

Condividi:
Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"
Macrolibrarsi

Interessante iniziativa quella intrapresa dal meetup “Barcellona in MoVimento” che nella tarda mattinata di oggi, venerdì 15 marzo 2019, ha presentato all’Ufficio Protocollo di Palazzo Longano la proposta di mozione denominata “Plastic Free”. 

Nella proposta si legge che “Marco Miraglia, Tindaro Crinò, Corrado Marchese, Gabriele Munafò, Stefano Santangelo, Ignazio Miraglia e Savatore Nobile, in qualità di attivisti del meetup Barcellona in MoVimento, con la presente richiesta vogliono porre all’attenzione del Sindaco, della Giunta, del Consiglio Comunale e della cittadinanza tutta la necessità di dover intervenire per introdurre un regolamento che regoli l’uso della plastica nei locali pubblici”.

In buona sostanza “Barcellona in MoVimento” chiede che il Sindaco, la Giunta e il Consiglio comunale si impegnino ad aderire alla campagna “Plastic Free Challenge” lanciata dal Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare; ad intraprendere un percorso che porti alla rimozione di tutta la plastica monouso dagli uffici comunali, comprese le sale conferenze e i centri civici, con particolare attenzione a quelli derivati dalla vendita (diretta o tramite distributori automatici) ed alla somministrazione di cibi e bevande. Un percorso con obiettivi precisi individuati, monitorati e relazionati per ogni anno, al fine di ridurne al minimo l’utilizzo sino alla completa eliminazione della plastica all’interno dell’Istituzione del Comune; a promuovere una campagna di informazione e di sensibilizzazione per tutti i dipendenti del comune di Barcellona P.G., nelle scuole e alle aziende/cooperative in relazione ad appalti di servizi socio-sanitari stipulati con l’amministrazione comunale legate all’assistenza alle persone ove risieda somministrazione di cibi e bevande diretta o indiretta.

Il Meetup mira ad applicare nella nostra città l’iniziativa del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, che partito dal suo Ministero ha esteso l’appello agli altri Ministeri e a tutte le istituzioni nazionali e locali, quali le Regioni, le Province, le Città Metropolitane, i comuni e tutti gli altri enti pubblici. Dal 4 Ottobre 2018 il Ministero guidato dal Gen. Costa è diventato plastic free, cioè all’interno della sede non è più permesso l’utilizzo di articoli contenenti la plastica.

Nella proposta presentata dal meetup in premessa si evidenzia inoltre “che il messaggio lanciato dal Ministero è quello che ognuno di noi deve dare qualcosa a questo paese e che cercando ognuno nel suo piccolo di non utilizzare articoli di plastica  può dare un segnale importante alla lotta all’inquinamento e alla tutela del territorio e del mare, e che le istituzioni devono dare il buon esempio per quanto riguarda i comportamenti virtuosi per far si che i Cittadini comprendano il cambio di mentalità e facciano anche loro la loro parte; che la direttiva 2008/98/CE, recepita dallo stato Italiano con il d.lgs. 205/2010, che integra e modifica il d.lgs. 152/2006 (cd Codice dell’Ambiente), individua le fasi della gestione dei rifiuti secondo le seguenti priorità: 1) prevenzione; 2) preparazione per il riutilizzo; 3) riciclaggio dei materiali; 4) recupero di altro tipo per esempio il recupero di energia; 5) smaltimento. Inoltre, la direttiva 2008/98/CE a chiare lettere dice che “l’obiettivo principale di qualsiasi politica in materia di ambiente e di rifiuti dovrebbe essere di ridurre al minimo le conseguenze negative della produzione e della gestione dei rifiuti per la salute umana e l’ambiente. La politica in materia di rifiuti dovrebbe altresì puntare a ridurre l’uso di risorse e promuovere l’applicazione pratica della gerarchia dei rifiuti. Sostenendo l’uso di materiali riciclati (come la carta) in linea con la gerarchia dei rifiuti e scoraggiando l’utilizzo di materiali inquinanti come la plastica, con l’obiettivo di realizzare una società del riciclaggio e non dovrebbero promuovere, laddove possibile, lo smaltimento in discarica”.

Si evidenza inoltre che la Commissione Europea ha recentemente emanato delle disposizioni atte a bandire la plastica monouso (“A European Strategy for Plastics in a Circular Economy”); che l’Ufficio di Presidenza della Commissione Europea ha vietato, a partire dalla prossima legislatura, l’utilizzo di bottiglie di plastica monouso da tutti gli edifici dell’Europarlamento di Strasburgo e Bruxelles, diversi enti comunali, regionali e statali hanno già deciso di aderire alla campagna “Plastic Free Challenge”; che l’Onu ha dedicato la Giornata dell’Ambiente 2018 proprio al problema dello smaltimento della plastica, e al conseguente problema dell’inquinamento dei mari causato da un non coretto smaltimento delle plastiche, che diventano sempre maggiormente presenti nei nostri mari causando la morte di interi ecosistemi. Da alcune stime in negli oceani e nei mari di tutto il mondo muoiono circa 100 mila esemplari marini ogni anno, e il fenomeno colpisce anche i mari, i laghi e i corsi d’acqua Italiani, che diventano sempre più inquinati da microplastiche nocive anche per la salute umana; che i problemi legati alla corretta gestione della plastica sono molteplici, a partite dal packaging del prodotto: imballaggi eccessivi, molteplici tipologie di plastica usate e packaging misti (es. tetrapack e plastica o poliaccoppiati) difficilmente separabili in maniera casalinga; che i fattori sopra descritti causano problemi a catena, vi è una necessità impiantistica adeguata per separare correttamente i materiali e recuperare anche le plastiche dure, il cosiddetto “plasmix”; che la crisi delle esportazioni della plastica riciclata verso la Cina ha poi creato uno stallo nel mercato di questa materia, provocando accumuli negli impianti di trattamento e contribuendo a fomentare il fenomeno degli incendi e dell’abbandono in magazzini vuoti e non custoditi; che in molti casi la plastica non viene riciclata, seppur raccolta separatamente, e viene destinata in discarica o incenerita, la stessa sorte tocca a quella plastica che viene gettata nei rifiuti indifferenziata; che le plastiche monouso in particolare rappresentano la maggior parte dei rifiuti plastici, ed uno dei maggiori inquinanti del terreno e del mare”.