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Sulla nuova varata Giunta Calabrò fatta trapelare e poi presentata ieri mattina ai pochi giornalisti presenti, finita di completare dopo un fine settimana intenso ed ‘infuocato’ per il neo Sindaco, analizza le scelte il Movimento Città Aperta, che non biasima critiche nel modus operandi e nel metodo di designazione. 

Inoltre, sulla mancata convocazione della stampa per la nomina e presentazione Giunta assessoriale a Palazzo Longano. A nostro avviso, quanto accaduto ieri, scritto nell’articolo sull’ufficialità della Giunta di ieri alle 13, è qualcosa di grave in termini di comunicazione e trasparenza, ripetiamo che nomina e presentazione ‘fatta in fretta e furia’ non è stata comunicata alle varie Testate presenti da anni sul territorio.

Sul caso abbiamo ricevuto le scuse del portavoce del Sindaco, che ha chiarito con la consueta umiltà e rispetto dei ruoli e dei rapporti ‘personali’, parlando di un vero “cortocircuito comunicativo, che non accadrà più”. La nostra è stata, ed è solo una critica onestà ed obiettiva, finalizzata a dare rispetto e dignità a tutti i colleghi e le Testate in campo da anni. Chiudiamo che sulla nomina completa e la presentazione, hanno fatto da padrone le informazioni fuorvianti, con la conferma nella mattinata di ieri alle ore 11, che l’uscita ufficiale era prevista per la giornata di oggi martedì 13 ottobre. Un occasione mancata per la Giunta Calabrò, per conoscere meglio tutta la squadra assessoriale e poterli intervistare, così come fatto cinque anni fa alla presentazione della prima Giunta Materia. Questo è quanto, da parte della Redazione di OraWebTv.it, ci auguriamo che episodi del genere, non accadano più in futuro ai fini del diritto di cronaca, della trasparenza dell’ente e del rispetto di tutte le Testate giornalistiche cartacee, online e televisive.

Andando alla nota diffusa in mattinata da Città Aperta, sul piano delle scelte politico-amministrative: “Come tutti in città, attendevamo le nomine a completamento della Giunta Calabrò, con la speranza che ad affrontare questo delicato compito venissero scelte persone di alto profilo, con competenze specifiche atte a risollevare quei settori chiave in grave sofferenza. Ci dispiace constatare che così non è: le nomine rispondono a mere esigenze di rappresentanza di quote politiche e, senza entrare nel merito delle qualità professionali e personali di ognuno, è evidente che si tratti per lo più di nomi già noti da cui ci si potrà aspettare ben poco di nuovo o di incisivo. Stupisce la scelta di confermare in Giunta Filippo Sottile, già vicesindaco, dopo una campagna elettorale all’insegna del “disconoscimento” pubblico e corale dell’amministrazione Materia. Spiace tra l’altro evidenziare come proprio Sottile sia stato tra quanti hanno fatto meno sentire la propria presenza in Giunta e sia di fatto “scomparso” durante il delicato momento del lockdown a discapito del suo importante ruolo. L’immediata sostituzione dell’ing. Natale Munafó ci fa ripiombare nel clima di instabilità e scarsa trasparenza del recente passato ed è l’ennesimo esempio di mancato rispetto per l’elettorato. La nomina di Viviana Dottore come unica donna, peraltro neofita della politica, sembra essere stata dettata solamente dai vincoli imposti dalla legge in merito alle quote rosa. Infine, colpisce la presenza di Dario Paterniti, un politico di vecchio corso proveniente da Tortorici e presentato come tecnico. In uno dei ruoli più delicati, quello dell’assessore al bilancio, sarebbe stata imprescindibile la presenza di un profondo conoscitore della realtà barcellonese che potesse trovare il giusto equilibrio tra la necessità di risanamento, la strada dello sviluppo e la tutela dei più deboli. Ad eccezione di Paterniti comunque la mancanza di specifiche competenze rende difficile anche un pronostico sulle future deleghe e fa pensare che ci vorrà del tempo per la Giunta per mettere a punto azioni di governo che invece, soprattutto in alcuni settori, dovrebbero essere incisive e tempestive. Infine, il metodo di scelta dei sette assessori e i malumori esterni e interni che già sono trapelati, purtroppo sono la conferma che la Giunta Calabrò non inizia sotto i migliori auspici”.

Sulle scelte fatte dal Sindaco Calabrò, per la nomina dei restanti assessori Viviana Dottore, Filippo Sottile, Dario Paterniti e la sostituzione rispetto alla designazione iniziale di Natale Munafò con Rosario Catalfamo, non mancano gli attriti con le altre forze politiche che hanno sostenuto la candidatura di Calabrò.

Dalla componente di Grande Sud in Noicisiamo, che fa riferimento al sindaco di Fondachelli Marco Pettinato, con riferimento in Consiglio il neo eletto Giorgio Catalfamo, i quali si dichiarano pronti a passare all’opposizione per la mancanza del rispetto di accordi pre-elettorali. A Fratelli D’Italia, lista di grande appoggio elettorale all’attuale Sindaco, che chiedeva un rappresentante nella squadra assessoriale, nomina in Giunta che sembra non sia arrivato per via dell’annunciato passaggio al Gruppo misto del neo eletto consigliere tra le fila di Fdi, Sebastiano Miano, quindi una perdita di ‘potere politico-elettorale’. A quanto pare, però sembrano anche tanti i mal di pancia anche all’interno del partito più votato, Forza Italia tra consiglieri e non, pur se ben rappresentato in Giunta con due esponenti.

In conclusione, da attenti osservatori della vita politica e sociale cittadina e della provincia, ci permettiamo un commento politico sulle nomine e scelte assessoriali di Palazzo Longano. A nostro modesto giudizio, le scelte assessoriali dovrebbero essere fatte, tenendo conto sia delle forze in campo che delle figure di maggior prestigio per competenze e professionalità, quindi non solo ancorate a logiche di partito o di ‘forza elettorale’. Scelte assessoriali, in sintesi, fatte sulla base di un percorso politico-amministrativo che voglia portare ad un cambiamento culturale, sociale e politico cittadino, che faccia del ‘merito’ il metro di selezione, oltre che di esempio etico per le generazioni, in base ai campi da affrontare e le scottanti problematiche di cui è afflitta la nostra cara città del Longano, sempre più come una nave in balia delle onde in un oceano di voci, forze, poteri e di gravi questioni irrisolte e peggiorate negli anni: dal bilancio con il quasi default, al caos rifiuti, al Ponte di Calderà, alla disoccupazione giovanile alla crisi delle piccole e medie imprese.

Ci auguriamo, adesso finita la fase delle consultazioni e la nomina assessoriale, e con il varo a breve del nuovo Consiglio comunale, che si possa passare ai reali ‘fatti’ per il bene dei cittadini, così come dichiarato dal Sindaco Calabrò, durante l’insediamento a Palazzo Longano.

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