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Sul paventato rischio contagi nella Casa Circondariale di via Madia si chiede immediata verifica e rapide soluzioni alle Autorità competenti, sollecitano dal circolo cittadino del Partito Democratico. 

Per il segretario Antonino Novelli, la questione della possibile diffusione del virus nella struttura penitenziaria: “sta innescando importanti criticità gestionali e un concreto rischio di diffusione incontrollata sia fra la popolazione detenuta che fra il personale (polizia penitenziaria, sanitari, amministrativi).

L’istituto barcellonese, come noto, negli ultimi anni è più volte finito sotto i riflettori della cronaca per i frequenti episodi di grave violenza che hanno visto protagonisti gruppi di detenuti che hanno coinvolto anche il personale. La pandemia in corso ha, quindi, aggiunto ulteriori elementi disfunzionali chiamando direttamente in causa il modello organizzativo scelto dall’ASP di Messina, e in particolare dall’Unità Operativa di Medicina Penitenziaria, nonché le scelte compiute, sull’altro versante, dall’Amministrazione Penitenziaria, la quale non gestisce più in autonomia l’ assistenza sanitaria, ma ha l’obbligo di creare le condizioni di sicurezza sul piano logistico/strutturale sia per la popolazione detenuta sia per il citato personale.
Ebbene nella realtà carceraria di Barcellona PG:
– non è stato ancora individuato un ambito dedicato, separato dagli altri ambienti detentivi, dove allocare temporaneamente i detenuti infetti o (in altri settori ancora) quelli potenzialmente infetti;
– non viene eseguito con la periodicità necessaria lo screening (attraverso apposito test) sia sulla popolazione detenuta che sul personale;
– Non sono stati ancora individuati percorsi interni all’istituto specifici al fine di evitare che durante il transito negli spazi comuni i detenuti nuovi giunti e quelli rientranti da permessi o dal lavoro, possano entrare in contatto con la restante popolazione ristretta o con il personale (percorsi “sporchi” e “puliti”);
– Non si dispone di DPI (dispositivi di protezione) in numero sufficiente e qualitativamente adeguati.
Nel giro di pochi giorni a due detenuti e ad un infermiere è stata diagnosticata la positività al coronavirus e forte è la preoccupazione di diffusione del contagio anche in esterno.
E’ necessario correre immediatamente ai ripari con un preliminare screening eseguito con test rapidi su tutta la popolazione detenuta e sul personale in servizio presso l’istituto, individuando, nel contempo, locali ben distinti per isolamenti e quarantene, con percorsi interni adeguatamente separati, eventualmente trasferendo altrove detenuti non oltre gestibili nella C.C. di Barcellona P.G. e rivedendo, infine, con somma urgenza il protocollo operativo inerente l’organizzazione sinergica dei servizi sanitari erogati dall’ASP e di quelli istituzionali”.

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