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Un racconto intenso, intimo ed a tratti commoventi, in ricordo dell’ex Sindaco Roberto Materia, quello scritto e pubblicato sul profilo Facebook di Padre Alfonso Bruno, amato ed attivo parroco della chiesa di San Rocco a Calderà, che giunge al termine di una triste giornata per la città del Longano.

“Grazie Roberto!

Il nodo emotivo alla gola soffoca le parole, ma non i ricordi grati e belli vissuti con le persone degne di stima e di affetto.

Questa è la mia esperienza dopo la scomparsa del Dr. Roberto Materia, Sindaco di Barcellona Pozzo di Gotto dal 2015 al 2020.

Un lustro di attività istituzionale coincisa con il mio arrivo a Calderà come pastore nella Parrocchia di San Rocco.

In virtù del principio di sussidiarietà si è presto aperta una stagione virtuosa di attività pastorali della parrocchia che sono state rese più agili dal sostegno istituzionale del Primo Cittadino.

Rimasi presto colpito dal suo modo di interpretare il ruolo istituzionale affidando al primato della prossimità il principio che ispirava i suoi valori professionali e il suo valore umano.

Lo ricordo accanto agli alluvionati del torrente Mela, così come nelle processioni per terra e per mare della festa patronale, la benedizione della bella statua sul tetto di santa Maria del Cenacolo, i due raduni in onore di San Rocco a Calderà e a Roma e le mie nozze d’argento di professione religiosa e di sacerdozio.

Il Dr. Materia era però soprattutto un amico, anche se ci siamo giustamente dati fino alla fine del “lei”.

Era una persona rispettosa ed umile, malgrado il suo percorso nell’arena politica.

Uomo giusto, vulnerato dal giustizialismo, uomo pacifico capace di lottare per la verità, uomo forte, logorato dall’ingiustizia.

Di ritorno da un mio breve viaggio di servizio in Africa, gli portai la statuetta in legno di un leone.

Ne fu particolarmente contento perché era il suo segno zodiacale, ma anche il significante di una nobiltà d’animo nella savana urbana.

Volle confidarmi presto l’insorgere del suo brutto male per intensificare un tandem orante di una speranza mantenuta in vita fino all’ultimo respiro del 2 maggio 2020.

Quando sono uscito dalla casa in lutto. sulla porta un signore mi ha fermato e ci teneva a dirmi quanto il suo amico Roberto mi volesse bene e mi stimasse. Mi ha davvero commosso.

Nelle relazioni umani non conta solo il tempo, ma anche la qualità e l’intensità dei valori che si condividono.

Lo vidi l’ultima volta nel letto di casa la scorsa Quaresima, grazie alla figlia Enrica che mi aveva invitato con il marito nella loro casa di giovani sposi, proprio accanto all’appartamento dei genitori.

Pochi giorni prima di allettarsi per sempre, papà Roberto era riuscito ad accompagnare sull’altare la primogenita per consegnarla a Francesco che, con la fidanzata, aveva seguito il mio corso di preparazione al matrimonio. C’erano in casa anche la moglie Rossella e l’altra figlia Silvia.

Ho consegnato loro la mia medaglia dell’Immacolata, proprio quella che porto sul saio, che hanno collocato nella tasca del vestito del Dr. Roberto Materia.

Voglio stringermi con affetto e con rispetto a queste brave persone, piene di dignità e di pudore anche nel dolore.

Come il futuro venerabile Don Tonino Bello, voglio dire a chi è afflitto per morte prematura di un congiunto: “Non sciupare le tue lacrime. Se le versi per terra, diventano fango; se le rivolgi al cielo, brillano come perle al sole. Gli uomini non le raccolgono perché ne ignorano il valore. Dinnanzi alle tue pene altro non sanno fare che tacere. Ma c’è chi le conosce, chi le raccoglie, se tu gliele porgi, e le conti a una a una, e le semini per trarre frutti di consolazione.

Quando ho benedetto la salma del Dr. Materia, mi sono trovato di fronte un volto raggiante e sereno.

Finiva molti dei suoi discorsi da sindaco augurando a tutti proprio tanta felicità e serenità.

È quanto gli auguriamo nella Città di Dio, la Gerusalemme Celeste. Riposi in pace! Amen”.

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