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La Polizia di Stato ha dato esecuzione, nella giornata di ieri, a una misura cautelare nei confronti di Aurelio Coppolino, 44 anni, originario di Barcellona Pozzo di Gotto, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto e condotta dagli investigatori del locale Commissariato di Pubblica Sicurezza.

L’attività investigativa, sviluppata nel corso degli ultimi mesi dal personale del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Barcellona Pozzo di Gotto, ha preso avvio a seguito della querela presentata da un Deputato della Repubblica, professionista del foro barcellonese, che aveva denunciato una serie di condotte ritenute gravemente lesive della propria sfera personale e professionale.
Le indagini sono state coordinate dalla Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto, guidata dal Procuratore Capo dott. Giuseppe Verzera, con la direzione del Sostituto Procuratore dott. Michele Scaglione. Il provvedimento è stato emesso dal G.I.P. dott. Giuseppe Caristia.
Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di acquisire elementi ritenuti rilevanti ai fini della ricostruzione dei fatti oggetto di accertamento.
Secondo l’ipotesi investigativa, l’indagato avrebbe utilizzato in maniera sistematica e reiterata piattaforme social, dirette streaming, video e altri strumenti di comunicazione telematica per diffondere contenuti ritenuti offensivi e denigratori nei confronti di diversi soggetti.
Gli accertamenti svolti dalla Polizia di Stato avrebbero delineato un quadro indiziario ritenuto dall’Autorità Giudiziaria meritevole di approfondimento nell’ambito delle ipotesi di reato di molestie e atti persecutori. È stato inoltre accertato che, nonostante precedenti interventi finalizzati all’oscuramento di alcuni profili e canali social riconducibili all’indagato, le condotte contestate sarebbero proseguite.

La misura cautelare è stata eseguita a Olbia, da agenti del locale Commissariato di Pubblica Sicurezza, dove l’uomo si trovava al momento dell’intervento degli operatori di polizia. All’esito delle operazioni, nei suoi confronti è stata ivi applicata la misura degli arresti domiciliari con controllo mediante braccialetto elettronico.
Contestualmente sono state effettuate perquisizioni che hanno portato al sequestro di diverso materiale informatico, tra cui personal computer, dispositivi elettronici e supporti di archiviazione digitale, rinvenuti tra Olbia e Barcellona Pozzo di Gotto.
Il materiale sequestrato sarà sottoposto ad ulteriori accertamenti tecnici e forensi disposti dall’Autorità Giudiziaria, al fine di acquisire ogni elemento utile alle indagini.
Nell’ambito del provvedimento cautelare sono state applicate specifiche prescrizioni finalizzate a impedire la reiterazione delle condotte contestate, tra cui il divieto di utilizzare piattaforme social e strumenti di comunicazione telematica, nonché limitazioni alle comunicazioni con soggetti diversi dai familiari e dal difensore di fiducia, nei limiti e secondo le modalità stabilite dall’Autorità Giudiziaria.
L’operazione rappresenta l’esito di una complessa attività d’indagine svolta dagli investigatori del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Barcellona Pozzo di Gotto, che hanno proceduto alla raccolta, all’analisi e alla verifica di numerosi elementi informativi e documentali, avvalendosi anche di attività tecniche e informatiche.

Questo il commento via profilo social dell’On. Nazionale di FI Tommaso Calderone: “Non lo auguro a nessuno.
Da mesi sono stato oggetto di una persecuzione ossessiva e sfrenata.
Non è stata detta una sola cosa sul mio conto che fosse vera.
Come ampiamente ho dimostrato e dimostrerò ove ce ne fosse bisogno.
Ho stretto i denti, lo ha fatto la mia famiglia , lo hanno fatto le pochissime persone che mi sono state vicine ( si contano sulle dita di una sola mano …forse).
Sono stato in silenzio.
Tutti spariti….dai finti amici, dagli adulatori , ai beneficiati.
Il mio Partito non pervenuto
Il diritto di critica non significa molestare, insultare, calunniare, dare del mafioso, attribuire fatti ed episodi falsi e inesistenti.
Non mischiamo le carte
Sono finito in Ospedale, sotto vigilanza delle forze dell’ Ordine, impaurito per la attribuzione di gravissimi fatti mai avvenuti
Dietro di me c’è solo il sacrificio, lo studio, il lavoro.
Niente altro.
L’ invidia, la perfidia, l’ odio , il rancore dovrebbero avere un limite anche nei più cattivi, nei più farabutti.
Si godeva a vedere i video vero?
Nessuno pensava che dietro a bugie colossali, grottesche, false c’era un uomo?
C’ erano i suoi dolori, la sua famiglia , i suoi sacrifici, le sue lacrime?
Oggi è stato arrestato il mio persecutore.
Non ho mai gioito per l’ arresto o la malattia di qualcuno
E non l’ ho fatto neanche oggi e non lo farò mai .
Io sono Tommaso Calderone”.

Mentre nella giornata di oggi anche il post di Sonia Alfano: “Il carcere per chi diffama, calunnia e minaccia sui social, è realtà. L’arresto di Coppolino lo dimostra.
La libertà di espressione non significa tentare di distruggere la reputazione, la serenità e la vita delle persone con accuse false.
E come ho già detto, personalmente chiederò che vengano perseguite penalmente tutti coloro i quali hanno sostenuto e condiviso le dirette del Coppolino, liste broadcast incluse.
La regia politica e la regia mafiosa è ben chiara, ed è stata riportata dettagliatamente all’autorità giudiziaria con collegamenti e riscontri.
Buone risate adesso, e soprattutto come dice qualcuno, “cercatevi un avvocato”!”

 

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