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Si è svolto lo scorso fine settimana, presso la Sala Convegni del Parco ‘Magg.re la Rosa’, l’interessante dibattito aperto al pubblico, “La politica 2.0 è piazza virtuale?”, in cui si è approfondito con alcuni esperti del settore, un tema assai attuale come il nuovo modo di fare e comunicare la politica al tempo di internet e dei social network.  Una realtà ormai tangibile e sempre più prorompente è che: “La politica 2.0 – hanno dichiarato gli organizzatori in fase di lancio del convegno – supera la piazza reale e il confronto faccia a faccia per lasciare spazio ai post, ai tweet e ai dibattiti su facebook. Proviamo a confrontarci sui pro e i contro di questa rivoluzione e sulle prospettive per il futuro”.

All’iniziativa hanno preso parte il sindaco di Barcellona, Roberto Materia; il Dottore di ricerca, Emilio Minniti; la giornalista Rosaria Brancato; il docente di comunicazione presso l’Università di Messina e autore del libro ‘La Net comunicazione politica’, il Prof. Francesco Pira; Deputato Regionale PDR-Sicilia Futura, l’On. Beppe Piccolo. Il dibattito è stato moderato dal neo-coordinatore del PDR-Sicilia Futura di Barcellona, Gianmarco Bauro.

Per la giornalista Rosaria Brancato, il modo di fare informazione, “è stato completamente rivoluzionato da internet che offre maggiore multimedialità e contestualità.  Si devono comprendere dei nuovi linguaggi che sono sempre più utilizzati anche dai politici nazionali e non solo, pensiamo all’ hastag di Renzi #Lettastaisereno, quanto è stato significativo con il senno di poi e quanto clamore ha ottenuto sui media. Nell’epoca di internet e dei social, in cui tutti si inventano giornalisti, senza competenze ed esperienza, a mio giudizio, – ha concluso la Brancato – il giornalismo fatto professionalmente rappresenta ancora il pilastro della democrazia in Italia”.

Secondo Francesco La Pira, docente di comunicazione politica all’ Università di Messina e autore del libro ‘La Net comunicazione politica’: “La comunicazione politica è cambiata così come lo scenario politico degli ultimi vent’anni. Si è passato dalla politica dell’ ideologia alla politica della personalità. Oggi è cambiato il linguaggio anche grazie alla rete in cui è molto importante la credibilità, la reputazione e la memoria. Il giornalismo sta cambiando, anche perché le fonti sono i social, ma si deve stare attenti alla veridicità delle notizie e fonti. Il dominio della rete – sottolinea il Prof. Pira – sancisce la differenza fra fare comunicazione e fare rumore. A mio parere il sensazionalismo e la spettacolarizzazione andrà per la maggiore purtroppo, anche nel giornalismo. La rete è una grande opportunità se usata con consapevolezza ma che può diventare disastrosa, al contrario, se usata per propaganda. Oggi la politica non può fare a meno di nulla, la migliore comunicazione politica tiene in considerazione i vecchi e nuovi media. Oggi, community e comunità devono andare di pari passo. Infine – conclude Pira – noi cittadini-utenti dobbiamo capire se essere cittadini responsabili o delegare gli altri come abbiamo fatto finora”.

In conclusione, l’onorevole regionale Beppe Picciolo, ha evidenziato che: “Bisogna ascoltare il mondo del web, la politica deve farlo, anche se ci sono tanti che rimangono sui social solo per far perdere tempo con i loro continui attacchi. Molto più spesso è più facile protestare che proporre con i nuovi mezzi. Ritengo, a mio avviso, non tralasciando i nuovi media che il dialogo interpersonale, anche se posso essere considerato antico, sia ancora importante nel modo di fare politica”.

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