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Legambiente del Longano lancia la sua proposta relativa al progetto di riqualificazione dell’area dei Basiliani. Partendo da un’analisi dei luoghi, da uno studio a vasta scala del progetto avviato dall’Amministrazione Comunale,  “la proposta è quella di proporre la continuità, – scrive in una nota l’associazione ambientalista – intesa non tanto come spazi strettamente relazionati tra loro, in quanto la realizzazione di aree di parcheggio allo scopo di migliorare l’accessibilità, la circolazione viaria e restituire più spazio ai pedoni ben si inserisce nelle esigenze della città, quanto piuttosto come salvaguardia di tutte le caratteristiche ambientali e sociali che contraddistinguono la zona dell’Immacolata e dei Basiliani, con lo scopo di potenziarne l’identità storica”.

Legambiente del Longano alla luce dell’avvio dei lavori  ritiene opportuno basare la riqualificazione architettonica su una visione complessiva che vada oltre gli aspetti architettonici, incentrata anche e soprattutto alla valorizzazione e salvaguardia del verde urbano, che si inserisce a pieno titolo nel tema della tutela ambientale e paesaggistica, non solo in relazione alle sue diverse ed importanti funzioni naturali, urbanistiche e sociali, ma anche per il possibile ruolo di educazione al senso civico e di  elevazione della qualità urbana.

“L’attenzione al tema della difesa delle piante e degli alberi dell’area in oggetto dove si stanno effettuando lavori edilizi deve tenere conto della necessità di preservare il patrimonio arboreo ( carrubo querce etc.. secolari  )  da danneggiamenti spesso evitabili, gli operatori (tecnici o imprese) sono tenuti a non trascurare l’importanza della vegetazione.

È opportuno e quanto mai necessario considerare il sistema del verde urbano – sottolinea Legambiente del Longano -nelle aree pertinenti la riqualificazione come un patrimonio da sottoporre a tutela e salvaguardia, la potatura e l’abbattimento delle piante sono considerate operazioni di tipo straordinario, che non devono essere contemplate nel progetto in atto, in quanto le alberature esistenti costituiscono patrimonio storico e culturale, l’atteggiamento deve essere quello di tutela e preservazione degli alberi che rientrano e sono da annoverare  e dichiarare  monumentali ( come da   decreto legislativo 22 gennaio 2004, n.  42 ) . Sarebbe opportuno pertanto, qualora il progetto comprendesse l’abbattimento di  specie verdi per la realizzazione di strade o quant’altro confrontarsi con l’associazione o i tecnici abilitati in materia botanica e ambientale allo scopo di evitare per il futuro interventi improvvisati poco coerenti con le caratteristiche storico-ambientali e climatiche della città, oltre che indifferenti alle particolari condizioni urbanistiche.

Diventerà certamente patrimonio comune non solo l’impiego delle tecniche più appropriate per la salvaguardia e la gestione del verde, ma potranno aprirsi interessanti risvolti riguardo alla corretta progettazione ambientale e paesaggistica.

Lo scopo che l’associazione – conclude la nota – da sempre si propone è quello di innescare un nuovo atteggiamento nei cittadini e negli amministratori: quello di invertire finalmente la tendenza ad “urbanizzare” senza criterio il territorio naturale per cominciare viceversa a “naturalizzare” il territorio urbano”.

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