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Scoperto grazie alla nuova collaborazione del nuovo pentito, Francesco Munafò, 30 anni, detto “Merenda”, a pozzo di Gotto esattamente in via Cerere, contrada Panteini a Barcellona Pozzo di Gotto, adiacente al Torrente Idria, l’arsenale della cosca mafiosa del Longano, ben nascosto all’interno di ruderi e vecchi magazzini dismessi. Si tratta del primo positivo riscontro avutosi dopo le prime dichiarazioni del nuovo collaboratore di giustizia, pentitosi da pochi giorni.

Il profilo criminale di Munafò a detta degli inquirenti e dei vecchi boss, è di esperto sicario e braccio armato della famiglia mafiosa di Pozzo di Gotto, custode dell’arsenale dopo l’arresto del boss Carmelo D’Amico e del fratello Francesco. Inoltre determinanti, sono state le precedenti rivelazioni dei D’Amico che hanno così descritto il Munafò.

Il pentimento del boss Carmelo D’Amico, capo dell’ala militare della famiglia mafiosa dei ‘barcellonesi’, ha portato ad un vero e proprio ‘effetto domino’ sugli affiliati alla criminalità organizzata. A riguardo, alla lista dei collaboratori di giustizia, da domenica ha trovato spazio, uno degli affiliati che ha fatto parte delle nuove leve della mafia, il pozzogottese Franco Munafò, 30 anni, inteso ‘Merenda’, arrestato all’alba dello scorso 16 aprile nell’ambito dell’operazione GOTHA 5.

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