Una villetta degli orrori immersa nel degrado più assoluto, dove quasi cento cani erano costretti a vivere tra cumuli di rifiuti, sporcizia ed escrementi. È lo scenario drammatico scoperto dai Carabinieri in contrada Traversa, nel territorio di San Giuseppe Jato, in provincia di Palermo. L’operazione ha portato al sequestro preventivo degli animali e alla denuncia di una coppia del posto, identificata come accumulatori seriali di animali.
L’intervento è scattato il 6 luglio 2026, a seguito di un decreto emesso dall’autorità giudiziaria. I militari dell’Arma hanno operato con il supporto specialistico dell’Ufficio Legale e dei volontari della sede di Palermo della LAV (Lega Anti Vivisezione), che hanno collaborato attivamente alle delicate fasi di recupero.
Le condizioni all’interno della proprietà sono apparse subito insostenibili. Al momento del blitz, le forze dell’ordine e gli attivisti si sono trovati di fronte a scene strazianti: sette cani erano rinchiusi all’interno di una singola stanza, completamente ricoperta e invasa da strati di escrementi. La stragrande maggioranza degli animali presenti nella struttura era priva di microchip e non aveva mai ricevuto alcuna cura veterinaria di base.Il paradosso dei finanziamenti social
L’indagine ha fatto emergere un dettaglio inquietante sulla gestione della struttura. Secondo quanto accertato dagli inquirenti, la coppia di indagati era riuscita a raccogliere negli anni ingenti contributi economici. Sfruttando la causa animalista, i due erano stati finanziati sia da privati cittadini sia da noti influencer, ignari del reale stato di detenzione in cui versavano le bestiole. Denari che, stando alle condizioni di denutrizione e incuria riscontrate, non venivano impiegati per garantire il benessere e la salute dei cani.
“Le nostre strutture si sono attivate immediatamente per garantire una prima sistemazione sicura e l’affido ai primi esemplari messi in salvo”, spiegano i responsabili della LAV in una nota diffusa a margine delle attività. Il trasferimento e la catalogazione di quasi cento esemplari richiederà ore di sforzi coordinati tra veterinari dell’Asp e associazioni per ricollocare i cani in rifugi idonei e avviare i necessari protocolli di cura. I due proprietari della villetta dovranno rispondere del reato di maltrattamento di animali e detenzione in condizioni incompatibili con la loro natura.



