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In merito alla sospensione dei biglietti in prevendita per il derby cittadino Acr- Fc Messina, la società del Presidente Rocco Arena diffonde un comunicato con cui spiega le motivazioni di questo impedimento individuando una chiara responsabilità da parte della Società Acr di Sciotto, che, ancora una volta a dire dell’Fc Messina, si conferma inadeguata nella gestione dello Stadio cittadino ad essa affidato. Responsabilità che ha determinato la decisione da parte della Questura di Messina di negare la prevendita dei biglietti per lo Stadio Franco Scoglio, scatenando una forte delusione tra i tifosi. Di seguito si riporta il testo intero del comunicato diffuso dalla società Fc Messina.

Il Football Club Messina comunica di aver ricevuto in mattinata, dalla Questura di Messina, la comunicazione di divieto della vendita dei tagliandi per la gara FC Messina – ACR Messina sino all’avvenuto rilascio della licenza di pubblico spettacolo e che la stessa non può essere rilasciata in mancanza dei prescritti lavori, di cui al verbale redatto dalla Commissione di Vigilanza Comunale in data 16 ottobre, avendo lo stesso Organo istituzionale verificato che la società gestore dello stadio non ha ottemperato a quanto richiesto. Il Football Club Messina, appresa con enorme amarezza la notizia, chiede un pronto intervento delle istituzioni sulla gestione dell’impianto, che negli ultimi anni è stato vittima di una pessima manutenzione. Il “Franco Scoglio”, in qualità di principale stadio cittadino, dovrebbe beneficiare di attenzioni costanti da parte degli Organi preposti e di una certosina cura da parte del proprio gestore, rivelatosi nel tempo inadeguato in più di un’occasione. Lo stadio, casa dello sport e mezzo sociale di enorme valenza, andrebbe considerato come risorsa della città e non, come spesso accaduto a Messina, problematica da rattoppare in casi di grave emergenza. Il club del Presidente Arena, chiede infine, se non vi siano le condizioni per revocare una concessione, prorogata nel dicembre scorso, che attualmente risulta insufficiente ed incongrua alle esigenze dalla tredicesima città d’Italia.

Valentina Serranò

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