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Continua a nuotare senza sosta, nell’emozionante cammino verso la vita, ormai con estrema difficoltà, perché priva della sua pinna caudale, persa nel lontano 2005, dopo la collisione con una nave che le tranciò la coda.

Nonostante la grave mutilazione, “Codamozza” per tutti e “Fluker” per i biologi marini, non si arrende completamente, anche se giunta allo stremo delle sue encomiabili forze. Il cetaceo, una balenottera comune, si trova menomata quindi incapace di realizzare quelle immersioni lunghe e profonde che gli potrebbero consentire di alimentarsi del plancton che si trova nei fondali. La maestosa Codamozza ha fatto il giro del Mediterraneo, ha percorso i mari con infinita vitalità, dalla Grecia all’Italia, mostrandosi a tanti studiosi della Calabria prima e della Sicilia ora. Dai primi avvistamenti, sembrava esser riuscita a convivere con il proprio handicap ma le ultimissime notizie di monitoraggio destano apprensione: nelle scorse ore nel suo viaggio ha superato lo stretto di Messina e nella sua rotta vaga verso le Eolie, risultando molto emaciata e con i fianchi troppo scavati. Le complicate condizioni di salute riducono estremamente la speranza di sopravvivenza dello straordinario ed imponente misicete.
Gli esperti ed ricercatori intervenuti a scortarla, sia via mare che dall’alto con i droni, durante il suo tragitto e per diverso tempo, adesso raccomandano in caso di nuovo avvistamento di non causare ulteriore stress all’animale, riducendo la velocità del natante,e di avvertire prontamente la Guardia costiera.

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