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«Un buon punto di partenza» la convocazione da parte del Prefetto dott.ssa Maria Carmela Librizzi del tavolo permanente sulla sicurezza sui luoghi di lavoro «ma a questo devono seguire i fatti concreti da parte di tutti gli enti preposti al controllo e alla repressione del lavoro nero, irregolare, non sicuro». Lo sostengono i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Messina, Giovanni Mastroeni, Tonino Genovese e Ivan Tripodi a margine della riunione tenutasi questa mattina in Prefettura.

I sindacati hanno chiesto una «diversa attenzione» rispetto le sollecitazioni che arrivano dal mondo sindacale soprattutto sulla necessità di un «maggiore coordinamento dei controlli per evitare sovrapposizioni e distribuire meglio le risorse».
«Questo è un territorio a rischio – hanno detto – Non possiamo continuare ad affidarci alla fortuna, serve la prevenzione del giorno prima e non la costernazione di quello dopo».
La sicurezza sul lavoro, hanno evidenziato, interessa i settori edile, l’industria con realtà significative sul territorio, l’agricoltura dove il fenomeno del capolarato cela gli infortuni, la portualità e la cantieristica che hanno pagato un prezzo altissimo negli ultimi anni. ben venga quindi la costituzione in seno alla conferenza dei tavoli tecnici per settori.
«Non si possono far passare in silenzio gli infortuni camuffandoli da semplice malattia. Non c’è solo l’incidente mortale sul lavoro. Ci sono gli infortuni all’ordine del giorno, spesso anche con ricadute pesanti sui lavoratori e la stragrande maggioranza accade nei luoghi di lavoro non in regola. Il lavoro in nero nel nostro territorio è troppo e non garantisce tutele al lavoratore. Per questo i controlli non sono mai troppi».
Quindi la richiesta alla Prefetto di una «sollecitazione forte nei confronti degli Uffici interessati, della Regione Sicilia e del Governo affinché si incrementi il fabbisogno del personale per poter ottemperare alle necessità che i controlli richiedono. Per questo gli impegni condivisi dalla conferenza sono di buon auspicio perché si tratta di condividere impegni ed azioni, ruoli e responsabilità con obiettivi comuni e regia unica e superare la compartimentazione e le scarne risorse disponibili da ciascun attore. Insomma non si tratta di firmare un protocollo di intenti. Per questo riteniamo di esprimere merito e ringraziamento alla Prefetto che ha sentito di avviare questo importante strumento operativo ed a orientato un percorso a tappe che sappia affrontare la delicata materia nel breve medio e lungo termine».

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