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La Corte d’Assise di Messina ha emesso tre pesanti condanne per il sequestro dell’assicuratore barcellonese Leonardo Quattrocchi, rapito a scopo estorsivo per 17 giorni nell’ottobre del 2009.  Il verdetto ha condannato a 16anni di carcere Nicola Ruggeri, imprenditore edile di Santa Lucia del Mela, ritenuto l’ideatore ed esecutore del sequestro, la compagna di Ruggeri, la romena Alina Maria Neagu, a 7 anni e 6 mesi di reclusione e infine, a 6 anni il romeno Ioan Pohoata, carceriere di Quattrocchi. Assoluzione, perché il fatto non sussiste, Salvatore Urso 60anni, impiegato all’Agenzia delle entrate di Barcellona, amico della vittima.
Un processo che inizio nel gennaio del 2013 e che adesso giunge a sentenza di primo grado dopo tanto lavoro. Il Tribunale di Barcellona, dopo tre anni di udienze, aveva inflitto ai tre condanne ancor più pesanti, ma quella sentenza fu clamorosamente annullata in appello per difetto di competenza del tribunale collegiale.

A tal punto il Pm Francesco Massara della Dda di Messina, dovette riformulare l’ipotesi accusatoria in corte d’assise. Alla luce della sentenza, i tre condannati dovranno risarcire i danni alla vittima, costituitasi parte civile, cui è stata riconosciuta una provvisionale di 5 mila euro.

La vicenda del rapimento di Leonardo Quattrocchi è al quanto complessa. L’ex assicuratore, pensionato, 60enne all’epoca dei fatti, fu sequestrato il 13 ottobre 2009, mentre si trovava all’interno di un bar di Barcellona, quando fu prelevato e caricato a bordo di un’auto. La denuncia del fatto, giunse 17 giorni più tardi, quando la vittima si presentò alla caserma dei Carabinieri di Barcellona, raccontando di essere sequestrato prima in una casa di Saponara e successivamente in un’abitazione di Venetico Marina.

L’intento di Ruggeri era di ottenere un riscatto di 400 mila euro, attraverso il rapimento di Quattrocchi, soldi che si riferivano ad una promessa fatta quando il Quattrocchi fu scarcerato dopo una condanna per truffa.

Dal racconto fatto dalla vittima, durante la prigionia il pensionato sarebbe stato portato a Milano e condotto in una banca presso la quale deteneva un conto su cui, dalla Svizzera, sarebbero dovute giungere ingenti somme di denaro che, tra l’altro, gli inquirenti ritennero essere proventi di altre truffe, senza però accertarne l’esistenza. Ma l’eccessivo tempo d’attesa per il transito del denaro sul conto convinse quindi i carcerieri a far rientro a Venetico, riportando Quattrocchi nell’abitazione da cui riuscì a fuggire il 31 Ottobre del 2009.

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