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Sei decessi nella sola giornata di ieri, nove dall’inizio di un 2021 che si preannuncia lontano dalla riconquista di una normalità. E mentre stenta a prendere avvio la campagna vaccinale, che procede troppo a rilento, emerge ancora una volta il problema della carenza di posti letto negli ospedali rispetto alla programmazione regionale. Di seguito, i dettagli.

Una giornata difficile, quella di ieri. 6 i decessi comunicati, di cui 5 al policlinico (età media 80 anni) e un uomo al Papardo di 69 anni. Il numero alto di questi decessi costringe a non abbasare l’attenzione  sulla faccenda, dai contorni poco chiari, della disponibilità di posti letto. A fronte dei numeri comunicati dal Policlinico sui ricoveri (62, di cui 11 in rianimazione) si scorgono le evidenti incongruenze rispetto alla tabella regionale, che prevedeva entro il 30 novembre 2019, un totale di 86 posti letto nel reparto malattie infettive, e 24 in terapia intensiva. Dunque, rispetto a questi numeri, evidentemente presenti solo sulla carta – stando a quanto emerso da un servizio della Gazzetta del Sud- mancano all’appello 20 posti letto visto e considerato che sabato sera il Policlinico non ha potuto dare seguito ad altri ricoveri per carenza di posti. Non sembra andare meglio altrove, cioè al Papardo e al Cutroni Zodda di Barcellona Pozzo di Gotto.

Al Papardo, però, la mancata corrispondenza tra posti effettivi e disponibilità sulla carta è dovuta al reparto di psichiatria dell’Asp, che già l’anno scorso avrebbe dovuto essere spostato dal Papardino all’ospedale Piemonte, ma l’Asp ha dichiarato i locali inadeguati alle cure dei pazienti.  Carenze anche al Cutroni Zodda di Barcellona: al momento risultano ricoverate 29 persone, 12 in t.i e si registra la disponibilità di un solo posto letto donna.

Nelle incognite del piano vaccinale, cui tutti gli sforzi sembrano profondersi pur non riuscendo ad ottenere una copertura elevata in tempi ragionevoli, rimane necessario non abbassare la guardia sul fronte delle cure e della capacità sanitaria di far fronte alla già preannunciata terza ondata.

Livia Di Vona

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