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Nella diretta di stasera, il sindaco De Luca ha fatto un riepilogo, dati alla mano, della situazione sanitaria nel messinese, con i posti letto disponibili in terapia intensiva per fronteggiare il Covid. Ha preso di mira anche il presidente Musumeci e l’assessore alla Sanità, Ruggero Razza, passando in rassegna i criteri ministeriali che hanno determinato l’assegnazione della “maglia arancione” alla Sicilia.

Un quadro a tinte fosche quello relativo al sistema sanitario regionale, che stando ai dati snocciolati dal sindaco durante la diretta di stasera, è incapace di affrontare la pandemia. Questi i dati specifici ricavati dalla piattaforma Gecos, relativi alla situazione sanitaria al 30 ottobre.

In particolare: “Policlinico (ven 30 ottobre) disponibili 12 posti letto t.i covid ricavati da risorse proprie, la Regione ancora non ha inviato i fondi. Papardo 7 posti t.i covid. Papardo dichiara 7 posti letto terapia subintensiva.

Al 30 di ottobre per la città di Messina erano disponibili solo 12 posti in terapia intensiva covid. Possibile riconversione posti letto in t.i covid per il 15 novembre
19 posti letto totali nella provincia di messina in t.i covid.

Questi i numeri che denunciano il deficit sanitario e che costringono a farvi fronte tramite misure restrittive; poi De Luca chiosa rispondendo alle polemiche:

“Non accetto di fare becera politica e polemiche su questi argomenti.”

Poi ha proseguito mettendo a confronto i dati della Sicilia con il Lazio e la Campania, zone gialle, con meno restrizioni:

“Perché ci è stata affibbiata la magliettina arancione? I 21 criteri afferiscono alla capacità del sistema sanitario regionale, nonché alla qualità, di risposta alla crisi.

Sicilia: giudicata il 25 ottobre a diffusione alta con probabilità alta di progressione. I 21 indici hanno portato a valutare la situazione del Lazio e della Campania, moderata (rispetto alla Sicilia)

Indici: capacità di resistenza sanitaria, dichiarata criticità

Indice r.t 3,2, rapporto tra tamponi effettuati e positivi riscontrati
Al 25 ottobre aveva r.t 1,38
La Campania, r.t più basso
Lazio r.t 1,43

Focolai attivi dichiarati registrati dal ministero attraverso le comunicazioni dalle regioni, dagli assessorati alla Sanità: al 25 ottobre,

Sicilia 504 focolai attivi
Campania 154
Lazio 420

Casi non collegati a catene di contagio note:(casi incerti)

Sicilia: 1.906
Lazio 152
Campania 642

Posti letto, percentuale di occupazione posti letto: t.i

Sicilia: 15% posti letto occupati
Campania 14%
Lazio 17%

“L’aumento di trasmissione in Sicilia è alto (al 25 ottobre) e non  è gestibile in modo efficace. Campania e Lazio hanno un aumento di trasmissione moderato. Non consento a Razza ed a Musumeci di giocare con la salute delle persone, vi invito a moderare i toni.”

Infine il destino delle scuole, affidato alla relazione del Dott. Crisicelli (Asp Messina) che chiarisce che le scuole non sono affatto sicure.

“Numerosi casi covid positivi direttamente collegati con le scuole.  Scenario di massima attenzione e preoccupazione.
Scuole resteranno chiuse fino a quando il dott. Crisicelli non individui focolaio per focolaio. Deve mettere nero su bianco i casi specifici di focolai, in modo da agire sui singoli focolai ed è questo che determina la decisione di tenere chiuse tutte le scuole almeno fino all’11 novembre. Venga il ministro ed apra le scuole, io non indietreggio.”

Resta in vigore l’ultima ordinanza, che sarà rimodulata fino all’11 novembre.

Livia Di Vona

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