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“L’avvio dell’opportuno procedimento di decadenza del direttore generale dell’Asp di Messina dott. La Paglia rappresenta la logica ed inevitabile conclusione di una gestione della sanità messinese caratterizzata da una pesantissima inadeguatezza amministrativa.
Evidentemente, le reiterate denunce della Uil non hanno prodotto “l’effetto di intasare la casella postale dell’assessore regionale alla salute avv. Razza” come goffamente ha pubblicamente affermato il dott. La Paglia, ma sono servite a mettere a fuoco le enormi carenze e le pesanti criticità emerse nella gestione della sanità messinese, specie a partire dall’esplosione della pandemia. Una gestione che ha prodotto gravi conseguenze ai cittadini-utenti ed a tutti gli operatori sanitari. Non ci interessano i riconoscimenti, ma per amore della verità storica di questa tristissima vicenda che ha generato lutti, sofferenze e malasanità, è opportuno ricordare che già nella primavera scorsa, dopo i tragici eventi occorsi nella Casa di riposo “Come D’incanto che causarono la morte di 34 innocenti, chiedemmo al presidente Musumeci, per primi ed in assoluta solitudine, la rimozione del dott. La Paglia. Nulla di personale, ma l’intuizione relativa alla impellente necessità di consegnare il timone della sanità provinciale a mani esperte e adeguate” lo hanno
dichiarato Ivan Tripodi, segretario generale della Uil Messina, e Pippo Calapai, segretario generale della Uil Fpl.

“Pertanto, la decisione del governatore è il naturale sbocco di tutta una serie di
macroscopici errori che riguardano sia la gestione della pandemia che l’ordinaria
conduzione dell’Asp di Messina. Accanto ai lutti della Casa di riposo “Come D’incanto, è
opportuno rammentare il ben noto caso dei posti letto fantasma di terapia intensiva Covid
presso l’ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto, nel quale sono stati noleggiati 10 letti di
terapia intensiva che non sono mai stati messi in funzione provocando un colossale
sperpero di denaro pubblico. Quest’ultimo è stato un caso portato alla ribalta dei media
nazionali grazie alla nostra puntuale denuncia sindacale. Anche in altri presidi ospedalieri
della provincia di Messina abbiamo assistito a falsi posti letto di terapia intensiva mai messi
in funzione e, inoltre, è doveroso ricordare la mancata attivazione delle Risonanze
Magnetiche nei presidi ospedalieri di Patti e Sant’Agata Militello e la chiusura del Punto
nascita presso l’ospedale di S. Agata Militello” hanno proseguito i due sindacalisti.
“In questo drammatico anno l’Asp ha brancolato nel buio: la gestione della pandemia è
stata assolutamente disastrosa come, con grande onestà intellettuale, ha riconosciuto il
Commissario all’emergenza Covid dott.ssa Marzia Furnari, la quale in meno di due mesi ha
impresso una positiva sterzata e una tangibile riorganizzazione in merito alle linee guida
nell’affrontare la pandemia. Ancora una volta le battaglie sindacali svolte nell’interesse
della collettività e dei lavoratori ci hanno visti protagonisti. Abbiamo avuto ragione nel
denunciare la catastrofe che ha investito l’Asp di Messina. Ovviamente non ci fermeremo
e proseguiremo con coerenza e linearità nella nostra azione finalizzata a riaffermare il
diritto alla salute dei cittadini in un quadro di pieno riconoscimento dei diritti dei lavoratori”
hanno concluso Ivan Tripodi, segretario generale Uil Messina, e Pippo Calapai, segretario
generale Uil Fpl.

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