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Dopo l’articolo uscito su “Il Venerdì” di Repubblica, avente come titolo “Scilipoti che son io Scilipoti che non son altro”, si è avuto modo di intervistare il Senatore Domenico Scilipoti presso la sua abitazione in Terme Vigliatore.

Senatore Scilipoti, si può essere omosessuali e bravi cristiani?

Ovviamente si!
Si può coniugare la realtà spirituale di un cattolico praticante con l’omosessualità?

Si! Anche se il discorso è assai articolato e complesso e mi spiego meglio: all’interno del Cristianesimo sono presenti diverse visioni riguardo all’argomento “omosessualità”; questa viene considerata un peccato, ma si tratta di una quaestio controversa nel quale le diverse opinioni nascono da differenti approcci alle Sacre Scritture, da differenti opinioni sulla natura dell’omosessualità (condizione di peccato, malattia, o identità di genere), nonché da fattori socio-culturali e di sensibilità personale.
In conclusione la Chiesa cattolica afferma di non condannare la persona con tendenza omosessuale, pur considerando tale orientamento, come stabilito dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, “intrinsecamente disordinato”, non ammettendo l’atto omosessuale perché contrario alla “legge naturale” e dunque precludente al “dono della vita” (si veda il Catechismo della Chiesa Cattolica, 2358).

Tra i santi vi possono essere omosessuali?

Si! Per esempio si è parlato per diverso tempo di Don Bosco come un probabile omosessuale, un soggetto che secondo alcuni studiosi sublimasse la propria omosessualità. Io non la penso così, ma se anche fosse non capisco cosa vi sarebbe di anormale e mi spiego meglio: San Giovanni Bosco ha vissuto la sua vita in modo casto? Si è dedicato ai più giovani per aiutarli a salvarsi dalla strada e dai pericoli di quest’ultima? Ha amato Gesù Cristo intensamente? Ha fatto tutto ciò perché credeva fermamente che fosse un “Bene” e che ciò fosse voluto da Dio? Se è sì, e le posso assicurare che lo è, non vedo cosa vi sia di anomalo nell’averlo proclamato Santo e modello da imitare! In sintesi, un omosessuale, cristiano cattolico praticante, se vive in modo casto la propria vita e segue le orme di nostro Signore, che sono scritte nel Vangelo, non vedo perché non possa divenire un Santo!
Secondo lei la chiesa sbaglia nel vietare agli omosessuali di entrare in seminario?
Si, fortemente e sa perché? Perché il seminarista a prescindere dal suo orientamento sessuale sa bene che la sua vita si deve conformare a quella di Cristo e che la castità dev’essere alla base della sua scelta, idem per gli etero sessuali. Fedeltà, castità e obbedienza. Questi sono i tre elementi che dovrebbero accomunare sia etero che omosessuali chiamati a seguire Cristo, che è Via, Verità e Vita!
Cosa ne pensa del gesto eclatante di Mons. Charamsa?
Penso che, un già segretario della Commissione Teologica Internazionale vaticana, con la sua frase “l’astinenza totale della vita d’amore sia disumana”, non abbia capito che il donarsi totalmente all’altro, per mezzo della castità richiesta dal dono del sacerdozio, sia l’azione d’amore più grande che un essere umano possa intraprendere!
E di Papa Francesco? Secondo lei aprirà la chiesa al mondo omosessuale?

Un uomo straordinario, ricco di umanità e spiritualità. Ovviamente si è già espresso diverse volte in merito alla questione omosessualità e pur avendo affermato “di non essere nessuno per giudicare”, non si è discostato dal pensiero del Catechismo della Chiesa Cattolica di cui prima, ergo il suo pensiero è di continuità con quello del dogmatico Benedetto XVI.

Con quest’ultima domanda si dà conclusione all’articolata intervista al Senatore Domenico Scilipoti Isgrò.

Salvatore Bucolo (Pedagogista e Teologo).

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