Condividi:

Il senatore Domenico Scilipoti viene ricordato soprattutto perchè in un gelido dicembre del 2010 e con l’avvicinarsi della votazione sulla mozione di sfiducia al Governo Berlusconi IV, Domenico, detto Mimmo Scilipoti, ipotizza un suo appoggio al governo e si allontana dal partito di Antonio Di Pietro (l’Italia dei Valori), per approdare al Gruppo Misto (è un gruppo parlamentare nel quale vengono inseriti d’ufficio tutti quei parlamentari che non sono iscritti a nessun altro gruppo politico).

Il 9 dicembre 2010 dà vita, insieme ad altri due ex deputati del centro-sinistra (Bruno Cesario e Massimo Calearo), al Movimento di Responsabilità Nazionale. «Ho fatto una scelta nel bene del Paese. Quando gli interessi del popolo non coincidono con quelli del partito, il parlamento deve avere la forza di schierarsi con il Paese e non con il partito. Chi ha appoggiato prima Monti, poi Letta e infine Renzi, ha fatto le mie stesse considerazioni, sotto il profilo formale, ma è stato salutato da tutti come un salvatore della patria! Sono stato un precursore con il mio Movimento di Responsabilità Nazionale e tutti dovrebbero ringraziarmi e chiedere scusa!!!». Queste le parole dell’onorevole Scilipoti Isgrò. Sono state riempite pagine di giornali, riviste, dizionari. Scilipoti non era più un cognome. Bensì il sinonimo di traditore, voltagabbana, opportunista. Delegittimato in tutti i modi, con ironia, con rabbia e con “superiorità”. Il PD rifiutava il termine “Responsabilità” per indicare i peones, che per un anno tennero in piedi l’ultimo zoppicante governo Berlusconi. Non molto tempo addietro, però, quando il soccorso di altri parlamentari ebbe modo di fare comodo al Pd, come paracadute, dopo la presunta rottura del Nazzareno, da lì in poi e possibile uscire da FI, è tutta un’altra storia. E quando Tommaso Currò dei Cinque Stelle diede l’addio al Movimento di Grillo? Lasciamo perdere! Nel febbraio 2013, l’onorevole Scilipoti viene eletto al Senato nella Regione Calabria (Primo dei non eletti della sua lista. È stato tuttavia proclamato senatore subentrante grazie alla decisione di Silvio Berlusconi, candidatosi in più regioni, di optare per il seggio della regione Molise). Oggi il senatore Domenico Scilipoti Isgrò è rappresentante non solo dell’Italia ma anche della politica italiana all’Estero. Riconfermato per la terza volta, da poco tempo, Vice-Presidente della Sotto-Commissione “Scienze, tecnologie e sicurezza” della Nato, ma anche membro titolare della rappresentanza parlamentare Nato-Ucraina, che si occupa della delicata situazione della Ucraina, al confine con la Russia. Scilipoti, nato il 26 agosto 1957 a Barcellona Pozzo di Gotto in Provincia di Messina, non è solo un politico italiano ma è anche un medico chirurgo, appassionato e specializzato in medicine alternative, ginecologo-ostetrico, oncologo-clinico, e medico- agopuntore.

Dal punto di vista medico riesce a stabilire, sin dagli albori dell’esercizio della sua professione di ginecologo e, soprattutto, di agopuntore, un ponte privilegiato con il “Departamento de Anatomía Humana” dell’Università Federale del Paraná, nello stato del Brasile. Svolge, infatti, in Sudamerica, per anni, il ruolo di professore convitato, dando un importante contributo dal punto di vista della ricerca scientifica. Il suo forte, sono senza dubbio le medicine integrative, che sostiene sin dagli inizi della sua attività scientifica. Prende parte, in quel periodo, anche ai lavori presso l’Istituto “A.B.P.S” della città di Salvador de Bahia, sempre in terra brasiliana. Qui, dei dieci libri che scrive fino al suo impegno in politica, cinque vengono tradotti in portoghese, segno della stima e della considerazione che gode in Brasile. Il 1983 segna l’inizio dell’attività politica di Domenico Scilipoti Isgrò. Si lega al PSDI fino al 1998, data nella quale viene eletto consigliere comunale a Terme Vigliatore, in provincia di Messina. La sua è una lunga permanenza al Comune e già nel 1986 viene nominato vicesindaco. Anni dopo, esattamente dal 1994 al 1998, ricopre nuovamente questa carica. Il 2000 tuttavia, è l’anno in cui entra a far parte del Movimento che fa riferimento ad Antonio Di Pietro, l’Italia dei Valori. Con questo schieramento viene nominato segretario provinciale di Messina per quattro anni, dal 2002 al 2006, e vicesegretario regionale dal 2004 al 2006. Scilipoti è l’esempio eclatante di come i mass media possano trasformare un uomo di cultura e di scienza, come lui, in un perfetto giullare!

Dopo l’excursus di cui sopra, voglio rivolgere al Senatore Domenico Scilipoti Isgrò le seguenti domande:

Senatore, crede in Dio?

Si!

È cattolico?

Sino a oggi… Si… Cristiano, comunque, lo resterò sempre!

Cosa ne pensa della coscienza?

Penso che il nostro Creatore abbia dato a ognuno di noi uno strumento per confrontarsi con qualcosa, per essere più precisi con “Qualcuno” di superiore e ciò allo scopo di poter comprendere sempre meglio il bene da fare e il male da evitare. Debbo aggiungere che spesso noi umani facciamo dire alla nostra coscienza cose che in effetti mai direbbe e ciò a causa del fatto che non tutte le coscienze sono rette, ma molte, invece, spesso sono erronee o addirittura invincibilmente erronee. La coscienza retta comunque rimane la vera voce di Dio!

La sua scelta politica del dicembre 2010 è stata fatta secondo coscienza?

Si, fu frutto di una coscienza socialista e cristiana. Io ho risposto alla mia coscienza, ma sempre in rapporto a quello che è il bene e la pace che la dottrina cristiana mi ha insegnato. Deve sapere, caro professore Bucolo, che fuori dalla dottrina non vi è più libertà di coscienza ma solo libero arbitrio che, ovviamente, ognuno modifica asseconda delle proprie esigenze.

Senatore Scilipoti, mi permetta, prima di dare conclusione a quest’intervista, di chiederle se, secondo lei, oggi la nostra società abbia veramente bisogno di Dio?

Si, oggi più che mai, la nostra società necessità di uomini illuminati che possano diventare guida e speranza per le nuove generazioni, alle quali dobbiamo fornire una formazione culturale e politica, diversamente la nostra società non avrà più un futuro gioioso.

Senatore, mi perdoni, quando lei afferma che la nostra società necessiterebbe di uomini illuminati cosa intende dire?

Intendo dire di uomini Cristo centrici!

Cioè?

Di uomini che sappiano mettere al centro Cristo, il quale darà la possibilità di riscoprire il cammino da intraprendere per migliorare la nostra società!

Cosa ne pensa di questo Papa?

Penso che sia un papa appartenente al post-moderno e cioè che sia in grado di interrogare i tempi di oggi e che però corra il rischio di assecondare troppo i bisogni dell’uomo contemporaneo, trascurando l’arduo percorso che nostro Signore Gesù Cristo ha tracciato per tutti noi!!!

Con quest’ultima domanda diamo fine a questa intervista, ringraziando il gentile senatore Domenico Scilipoti Isgrò.

Salvatore Bucolo

 

 

La redazione è composta da uno staff qualificato, giovane ed intraprendente. Orientati all'informazione, accettano le sfide che quotidianamente si presentano.