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di A. Anselmo e F. Barca.

Ci avviamo a grandi tappe verso dicembre e l’incognita più grande sia nel Paese che a livello regionale è il chiedersi cosa ci aspetti in questo ormai prossimo inverno, quando le temperature scenderanno e inevitabilmente aumenteranno raffreddori ed influenze stagionali.

Queste ultime sono sempre state ordinaria amministrazione ma sarà così anche al tempo della pandemia? Probabilmente no, la confusione tra i due virus è da mettere in preventivo e tutto ciò potrebbe aggravare una situazione che, ad oggi, è tutt’altro che serena.

Intanto l’Italia fino al 3 dicembre sarà tricolore ma senza il verde ed il bianco della nostra amata bandiera: giallo e arancione si uniscono al rosso, e non si tratta di capricci del Governo per manipolarci e toglierci libertà, come affermano i soliti noti, bensì  di modalità per evitare un lockdown totale e generalizzato che non vuole nessuno.

La nostra Sicilia sta sentendo maggiormente questa ‘seconda ondata’ del Coronavirus, quotidianamente registriamo 40 morti e circa 1700 nuovi contagiati, cifre non trascurabili. Far notare da alcuni che accusano altri, stampa compresa, di seminare la paura fra la gente, che si tratta di asintomatici non equivale certo a dire che ‘non ce n’è Coviddi’. L’obiettivo principale  è tenere il virus lontano dai fragili.

Perché se dovesse diffondersi a Messina o a Palermo ai livelli di Bergamo nello scorso marzo/aprile, qui sarebbe una strage. È delle scorse ore la vicenda del Covid Hospital di Barcellona Pozzo di Gotto sulla quale si dovrebbe stendere un velo pietoso, ma della quale si deve necessariamente parlare: una Terapia Intensiva che è poco intensiva, forse subintensiva, con 2 posti, con un cardiologo o forse due o nessuno anzi uno a distanza…

Per non parlare della carenza di anestesisti/rianimatori, del già citato cardiologo, ma anche di un addetto stampa, cosa che evidenzia la poca trasparenza ed il poco rispetto nei confronti degli utenti-cittadini. A denunciare tale situazione l’Assostampa Messina, che critica la scelta di querelare i giornalisti del Tg1 ed evidenzia questa grave carenza in barba alla legge 150 del 2000 su comunicazione e trasparenza degli enti istituzionali alla cittadinanza.

Un comunicato molto duro quello di Graziella Lombardo che scrive testualmente: “L’associazione provinciale della stampa di Messina, nell’esprimere piena solidarietà ai giornalisti Rai, impegnati come tanti nel difficile servizio pubblico di informazione, accusati di essersi intromessi abusivamente nei locali dell’Ospedale, “mettendo a rischio la loro e l’altrui  incolumità”, secondo la denuncia del direttore generale dell’Asp, Paolo La Paglia, ricorda allo stesso funzionario che il diritto dei cittadini all’informazione è un bene costituzionalmente garantito, come quello alla salute. E che il comportamento finora adottato dal direttore generale Paolo La Paglia,  è in totale contrasto con la trasparenza amministrativa più volte richiamata dall’assessore regionale alla sanità, Ruggero Razza: prova ne è che la Asp di Messina, così come altre aziende sanitarie e ospedaliere del territorio,  non ha ritenuto dotarsi neppure di un ufficio stampa, come più volte richiamato da questa segreteria provinciale, e che i comunicati della stessa Asp risultano redatti in maniera abusiva da ignoti estensori, che violano apertamente le previsioni della legge 150 sulla comunicazione pubblica. Se un “abusivo” c’è, in questo caso, è proprio il direttore generale della Asp di Messina Paolo La Paglia che tollera questa situazione, ribaltando i termini della questione. Si segnala questo increscioso fatto alla direzione dell’assessorato alla Salute perché vengano prontamente adottati i provvedimenti di normale relazione tra le testate giornalistiche e la direzione Asp di Messina oggi priva di qualsiasi interlocuzione professionale, in totale disprezzo della normativa sul diritto all’informazione dei cittadini utenti.”

Una situazione infuocata nel messinese che lasciamo per tornare ad un discorso più ampio e vi sono alcuni dilemmi da risolvere: stiamo vivendo una pandemia mondiale o una influenzucola stagionale? Si muore per il Covid o con il Covid? Ma che importanza può avere quando si muore comunque?

Tutti conosciamo qualcuno che è morto in questi mesi, alcuni non avevano alcuna patologia pregressa altri, la maggioranza, ne avevano ma probabilmente avrebbero vissuto ancora: un mese, un anno, cinque anni. Se questa fascia di persone è morta con quel ‘colpo di grazia’ chiamato Coronavirus, si capisce bene come le motivazioni e le lotte dei cosiddetti negazionisti non abbiano alcun senso, nessuna base logica che possa giustificarle.

La strage di anziani che qualcuno di molto saggio, il nostro amato Prof. Saverio Castanotto, ha definito ‘strage delle biblioteche’, intanto continua e sono francamente insopportabili le lezioncine sui complotti, sui poteri forti, cose che peggiorano la disperazione di un Paese già stremato psicologicamente.

Con una sorta di lavaggio del cervello questi individui capovolgono la situazione facendo passare per ipocondriaci coloro che non la pensano come loro. Spiace dirlo ma si tratta di gente potenzialmente alleata del virus poiché rema in direzione ostinata e contraria.

Ecco i ‘no mask’ … quando la mascherina è fondamentale ma loro si ostinano a dire che non serve a nulla. Ecco i ‘no vax’… che pur di screditare l’uso dei vaccini sostengono la cura con il plasma, come se l’una escludesse l’altro.

Chiudiamo in modo significativo con l’attuale quadro del Bel(?)Paese.
Qualche dato… i numeri non mentono mai e non sono un’opinione.
Ogni giorno in Italia muoiono 9 persone a causa di incidenti stradali.
Recenti terremoti, vere tragedie nazionali, hanno registrato 300 vittime.

Per Covid o a causa del Covid contiamo ogni giorno 600/700 morti… SEICENTO/SETTECENTO, OGNI GIORNO… come a marzo/aprile, quando piangevano vedendo le bare sui camion in tv… Sarebbe tristissimo se oggi ci fossimo abituati a quei morti, che quasi non notiamo più, pensando che… sì magari diventiamo zona gialla o verde che è meglio.

È terribile come il problema di questi giorni sia… IL CENONE DI NATALE.

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