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di A. Anselmo e F. Barca

«I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli». 

(Umberto Eco – 2015).

Non v’è miglior introduzione a questo nostro Editoriale/Riflessione scritto a quattro mani dell’ormai noto pensiero espresso alcuni anni addietro dal grande scrittore Umberto Eco, ma va subito messo in rilievo come non tutto sia da buttar via e/o da demonizzare sui social: esistono cose belle, nobili, interessanti, ironiche, basti pensare ai tanti post artistici, alla musica, alla poesia, alle immagini di paesaggi tanto per fare alcuni esempi.

Il problema comincia a sorgere quando questa grande piazza virtuale viene trasformata in una sorta di palcoscenico sul quale chiunque diventa attore protagonista. “Siamo in democrazia” si dirà, e ciascuno è libero di manifestare il proprio pensiero. Bene, ciò è sacrosanto.

Meno giusto, potremmo dire disdicevole, a tratti anche pericoloso, esagerare nei “comizi virtuali” assumendo le vesti di capopopolo con la pretesa di ‘convincere’ gli altri, con la presunzione di ‘bacchettare’ quando va bene, ‘sbeffeggiare’ o addirittura ‘insultare’ quando va male, chi la pensa diversamente.

In verità la reazione più saggia a tutto ciò sarebbe non guardare, non interagire, ignorare totalmente questa tipologia di individui. Ma non sempre ciò può bastare, vi sono casi in cui ci si deve necessariamente indignare, quando vengono lese le più elementari regole del vivere civile, su tutte la libertà. Proprio a democrazia e libertà si appellano questi leoni da tastiera per dire di tutto e di più, spesso senza alcuna prova inconfutabile della veridicità delle proprie affermazioni/tesi.

Con particolare riferimento al periodo che stiamo vivendo ed alla pandemia mondiale, la nostra come tante altre Testate Giornalistiche locali e nazionali, sta facendo un lavoro di grande professionalità per donare ai lettori un punto di vista obiettivo sulle vicende legate al Covid-19. Solamente chi è del mestiere può comprendere la difficoltà in cui ci si trova  quotidianamente vista la delicatezza della tematica, viste le problematiche correlate a livello sanitario ed economico nel Paese.

“OraWebTv” ha assunto una linea ben precisa e la porta avanti a testa alta: la pandemia è presente, il Coronavirus è pericoloso e va combattuto e sconfitto. Senza se e senza ma. Le mascherine vanno usate, il distanziamento fisico è fondamentale, i nostri anziani, le persone fragili, chi ha patologie va tutelato. La loro vita è al di sopra di tutto e di tutti. Si muore di Covid e si muore a causa del Covid (che dà una mano di aiuto ad altre patologie per uccidere!). Attualmente siamo alla media di 400 vittime al giorno nel Paese, come aprile scorso.

Ed è notizia di queste ore che l’Ordine dei Medici in Italia chiede il lockdown totale poiché ci si sta avviando verso una situazione insostenibile mentre dall’altra parte anche ieri, in varie città del Paese si è ripetuto il triste rito degli assembramenti domenicali. Altro che arcobaleno di colori, altro che regioni contro governo a lottare per avere un colore invece che un altro negando la realtà e le inefficienze dei sistemi sanitari regionali, qui ci stiamo avviando verso il ‘profondo rosso’.

Cosa accade?  Che invece di remare tutti nella stessa direzione alcuni novelli capipopolo del terzo millennio (per fortuna sono una minoranza!) si scagliano contro la stragrande maggioranza della stampa, a loro dire, serva del Potere, schiava del Sistema sol perché comunica dati, notizie, dà voce a istituzioni sanitarie e politiche.  Ecco piovere accuse effettivamente irricevibili fra le quali la principale è che i giornalisti prezzolati creerebbero paura, terrore, panico fra la povera gente divulgando notizie false sulla pericolosità del Coronavirus.

Visto che sono così intelligenti e vedono oltre dall’alto della loro spocchia, non si comprende come non abbiano colto un assunto elementare, che anche un bimbo comprenderebbe, ovvero se per loro il Covid-19 è simile ad una semplice influenza stagionale che lo credano pure, ma puntare l’indice su chi non crede a ciò ed in particolare sulla stampa volendo in qualche modo imporre alla stessa ciò che si deve e ciò che non si deve scrivere, è francamente ridicolo.

E via con un ricco campionario di insulti da “pecore che seguono il gregge” a “pappagalli che ripetono” ciò che sentono senza informarsi a 360 gradi. Dovremmo informarci da loro? Non arrivano a comprendere o non vogliono comprendere che la stampa potrebbe essere più informata di loro scegliendo di divulgare fatti, non “opinioni fortemente opinabili” come le loro. Non ci si improvvisa divulgatori di notizie, si studia, si lavora sul campo, per strada e non solo dietro una tastiera a cercar notizie farlocche che giustifichino tesi assurde.

Ma siamo in democrazia… che si scatenino pure ma avendo rispetto verso chi non la pensa come loro. Se uno per alleggerirsi il cuore vuol pensare che il Covid non esiste, lo faccia pure, ma abbia rispetto per chi non la pensa così. Non metta la mascherina quando esce se poi a casa blatera che questa non serve a nulla, perché indossandola il primo incoerente è lui. Si faccia arrestare. Ed invece no… il furbetto ci dice che lui uscendo rispetta le regole ma poi ci fa la lezioncina sull’inutilità delle mascherine, ci parla della Svezia che affronta il virus senza mascherine, senza lookdown, e grazie per l’informazione, solo quel tipo di popolazione con quel tipo di cultura  può comportarsi in un certo modo, ciò non è sovrapponibile in Italia, per come siamo noi italiani. Ma non ci arrivano poverini, esprimiamo loro la nostra solidarietà umana.

Ieri la nostra Testata ha voluto proporvi un video reportage breve ma terribile girato da un collega: una Terapia Intensiva di Palermo, un Covid Hospital con immagini da far venire i brividi. Se vi è rimasto un briciolo di coscienza cari negazionisti della pandemia guardatele queste immagini e pensate a ciò che scrivete sui social… A tal proposito è significativo il pensiero di un grande uomo che non era un influencer ma… influenzò eccome… “La libertà di un individuo finisce quando intacca la libertà di un altro individuo!”. Meditate leoni da tastiera e capipopolo da strapazzo, meditate.

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