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di Alfredo Anselmo. 

Oggi è un giorno triste per tanti. Tristissimo per me che scrivo da anni ed ho sempre visto in lui “la gioia della scrittura”…

È morto Roberto Gervaso.

Aveva 82 anni ed era malato da tempo viene ripetuto dai colleghi dei giornali e delle televisioni in queste ore. Certo è cronaca ma mi infastidisce perché lui era un fanciullino ancora oggi, lui non era malato, stava benissimo. Se penso a certi trentenni/quarantenni mi vien da pensare che sono più vecchi e malati di lui…

Roberto era uno scrittore, un giornalista, era “il re degli aforismi”.

Fondamentale nella sua vita professionale ed umana l’incontro con Indro Montanelli, un altro grande ed insieme scrissero i primi sei volumi della Storia d’Italia (Rizzoli), vincendo il Premio Bancarella, che poi Gervaso vinse nuovamente da solo con uno dei suoi generi letterari preferiti: le biografie storiche.

Che meraviglia erano e sono i ritratti di Cagliostro, Nerone, Casanova, i Borgia, Claretta Petacci, ma anche della Monaca di Monza. Che meraviglia le descrizioni degli incontri con i vari George Simenon, Salvator Dalì, Andres Segovia, Arthur Miller, Lauren Bacall, Michail Gorbaciov, David Rockefeller. Che meraviglia i suoi galateo erotico e  galateo sentimentale.

Nel libro “Ho ucciso il cane nero” (Mondadori, 2014) descrisse con dovizia di particolari, da eccelso cronista qual era, la depressione. La sua depressione. Lui, cosi gioioso e giocoso, così vitale, fu colpito da questo male oscuro e riuscì anche a raccontarlo.

Era nato a Roma e Roma gli tributerà l’ultimo saluto ed i giusti onori da oggi fino a sabato. Nel pomeriggio di oggi, giovedì 4 giugno, nella Sala della Protomoteca del Campidoglio sarà aperta la camera ardente dalle 15.00 alle 19.00 mentre venerdì mattina si potrà salutare Roberto dalle 9.00 alle 12.00. I funerali si svolgeranno, invece, nella Chiesa degli Artisti di Piazza del Popolo sabato 6 giugno alle ore 11.00.

Questo il tweet della giornalista del Tg5 Veronica Gervaso, figlia di Roberto, postato ieri: #robertogervaso Sei stato il più grande, colto e ironico scrittore che abbia mai conosciuto. E io ho avuto la fortuna di essere tua figlia. Sono sicura che racconterai i tuoi splendidi aforismi anche lassù. Io ti porterò sempre con me. Addio.

Concordo con la figlia… Lassù saranno certamente più allegri da oggi, Roberto sfornerà sicuramente i suoi proverbiali e gustosissimi aforismi. Ma io oggi mi sento più solo… addio ‘Grillo Parlante’!

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