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di Alfredo Anselmo.

Matteo Salvini ha fatto il miracolo! Non lo dico con ironia, sono serissimo: ha praticamente meditato, ideato e realizzato un grandissimo Show, condito di folla vociante, di selfie, in una Barcellona Pozzo di Gotto che fino a ieri era placida e tranquilla.

Ieri nella piazza antistante il Parco Urbano il popolo barcellonese ha atteso paziente per oltre un’ora e mezza il cosiddetto ‘Capitano’ come lo chiamano i suoi. Sotto il caldo sole siciliano erano presenti tre tipologie di barcellonesi: i barcellonesi leghisti in prima fila, i barcellonesi anti leghisti nelle retrovie, ed i barcellonesi stranieri sui balconi.

Nel mio Editoriale di ieri, che vi invito ad andar a rileggervi, mettevo in evidenza il mio punto di vista sul ‘come’ a mio parere sarebbe stato giusto accogliere Salvini, ovvero con classe, con eleganza, con la superiorità di chi agisce in modo democratico. Si è purtroppo verificato l’esatto opposto. E mi dispiace tantissimo. Anzi di più, sono indignato.

Intanto scrivevo che Barcellona avrebbe scongiurato il rischio di assembramenti, tipici del capo della Lega ed invece ieri era tutto un tocca tocca, struscia struscia, sputa sputa, urla urla. Se malauguratamente vi fosse stato un asintomatico in quella folla appiccicata nei prossimi giorni potrebbe materializzarsi veramente un nuovo focolaio da Coronavirus. Intanto ieri era presente quel focolaio di quel virus sempre più diffuso chiamato ‘stupidità’.

Ecco cosa leggiamo su un profilo social a commento delle scene viste ieri a Barcellona: “È vergognoso… Noi per poter lavorare siamo (giustamente) obbligati a usare litri di disinfettanti, mascherine (che hanno ovviamente dei costi che nessuno ci ripaga), pazienti che devono aspettare fuori (magari c’è gente anziana o con problemi di mobilità) per non creare assembramento in sala d attesa ecc… e per questo signore non vale nulla… Ma le autorità che fanno?” Sacrosanta verità. E di questi commenti ve ne sono tanti, tantissimi.

Scrivevo poi che i barcellonesi avrebbero dovuto far parlare Salvini e non ricorrere all’insulto gratuito, a prescindere. È accaduto esattamente l’opposto. Urla ‘buffone, buffone’, cartelloni, striscioni, addirittura il canto ‘Bella ciao’. Tutti attaccati come fratelli. Ho letto sui soliti amati (?) social che sì, contestare democraticamente è lecito, ovvio. Ma obiettivamente Salvini aveva difficoltà anche a parlare, infatti il suo intervento è durato solamente tre minuti.

Questa gente che ha contestato non ha ancora capito che così facendo fa aumentare i consensi a Salvini, che vive di tutte queste scene teatrali. Pensate un po’ se tutta sta gente fosse rimasta a casa ignorandolo, cosa avrebbe fatto lui? Probabilmente sarebbe pure passata inosservata questa sua capatina a Barcellona.

I leghisti siculi in prima fila, muniti di bandierine, facevano tenerezza. Erano sopraffatti dalle urla dei contestatori dietro di loro e quel furbacchione di Salvini li lodava sbeffeggiando “quei poveri dieci sfigati dietro” per usare le sue parole. Complimenti cari contestatori, avete fatto il gioco di chi volevate contestare. Così sappiate che non vi libererete mai di Salvini.

Salvini andava contestato nel merito di ciò che ha detto, perché anche ieri a Barcellona ha parlato pochissimo ma è riuscito a sparare le sue minchiate colossali. Non è alzando la voce come lui che l’avrete vinta su di lui. Quello è un campo sul quale vi è superiore e vi batterà sempre, fatevene una ragione.

Cosa hanno detto i tre leghisti intervenuti? Francilia ha fatto da apripista informando i presenti che la Lega sarà decisiva nella composizione di liste e candidati alle prossime elezioni amministrative di Barcellona e Milazzo. Ci sembra una minchiata, ma lo verificheremo nei prossimi giorni se il centrodestra presenterà candidature unitarie nei due comuni.

Catalfamo si è invece soffermato sull’odio dei contestatori (ma lui da leghista ama i migranti?) mettendolo in contrapposizione all’ascolto del territorio e alle politiche attive della Lega. “Le manifestazioni contro la democrazia non ci interessano, lavoriamo anche per voi. Al vostro odio rispondiamo con i fatti!” Questi gran fatti non li vediamo ma comunque il barcellonese capogruppo leghista all’Ars sull’odio in parte non aveva tanto torto.

Salvini, come detto, ha parlato per circa tre minuti, il resto del suo tempo da dedicare a Barcellona lo ha impiegato in selfie con i suoi fans sfegatati. E le cose dette nei pochissimi minuti sono stati i soliti luoghi comuni, architettati a regola d’arte. Si è capito che anche la location della sua visita non era casuale, infatti proprio nella piazza vi è il palazzo che ospita lo Sprar.

“Faccio una proposta a quelli che ululano: prendetevi a carico vostro quelli sul balcone, tre a testa” indicando i ragazzi africani affacciati al balcone dello Sprar.

E poi… “La Sicilia ha bisogno di turisti che pagano e non che vengono pagati!”. “C’è una Sicilia che vuole lavoro, sviluppo, crescita, ed una sinistra che vuole reddito di cittadinanza e invasione di immigrati clandestini, noi siamo qua per mandare a casa questi turisti a pagamento!” il finale in bellezza, indicando ancora una volta quei ragazzi di colore.

Uno Show ed un grande Circo, tutta la folla fatta di semplici comparse…
Abbiamo letto: “Orgoglioso della mia Barcellona!”, “Mi vergogno della mia Barcellona!”… tutto e il contrario di tutto, per la gioia di Matteo. Che non ha avuto nemmeno la dignità di rispettare la stampa presente, snobbata quando invece si è dato largo spazio ai selfisti, che tristezza.

Uno Show in piena regola da parte del ‘Re degli Assembramenti’, uno Show in cui hanno perso praticamente tutti.
Per fortuna oggi è un altro giorno… Evviva Sant’Antonio di Padova! Il Dottore della Chiesa illumini le troppe menti obnubilate che circolano indisturbate in ogni dove, peggio di quello schifosissimo coronavirus.