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di A. Anselmo e F. Barca.

Una storia di violenza e di terribile brutalità quella portata a galla dai Carabinieri del Comando Provinciale di Messina e dalla Procura di Barcellona Pozzo di Gotto, parliamo dell’uccisione e della carbonizzazione nel mezzo dell’estate scorsa di un uomo umile e semplice, che viveva solo e in condizioni precarie.

I fatti che risalgono allo scorso 29 luglio, sono di una ferocia inaudita. Il 73enne Giovanni Salmeri, quella mattina ritira la pensione di 650 euro in un ufficio postale di Milazzo. Ad attenderlo a bordo di un ciclomotore il 53enne Ettore Rossitto, pregiudicato e conoscente del pover’uomo. Il finale macabro di questa vicenda lo conosciamo già: il cinquantenne prima lo accoltella sulla sponda di un fiume e subito dopo brucia il suo corpo per far disperdere le sue tracce in una discarica abusiva di Scaccia, nel comune di Milazzo.
Ciò che è incomprensibile è fino a che punto possa arrivare l’uomo in questa nostra società dura, inferocita a tratti schizofrenica, senza avere un minimo di senso di rispetto e/o di senso del limite davanti ad un proprio simile, conoscente, amico o compagno che sia.
La vicenda a nostro umile giudizio merita una analisi antropo-sociale e psicologica della società attuale sempre più gretta, dura e indifferente nei confronti dei più fragili. Tutto solo per la sopraffazione sull’altro e per santificare ed onorare il ‘Diabolico Dio Denaro’.
Inaccettabile che situazioni del genere accadano ancora oggi.
Tutti noi dovremmo interrogarci sui comportamenti umani di giovani, adulti ed anziani. Studiosi ed esperti della società e del crimine debbono insieme indagare e dare dei suggerimenti utili affinché non si verifichino più episodi di tale atrocità.
Infine fanno riflettere anche le parole del Procuratore Emanuele Crescenti: “Brutalità terribile oltre undici coltellate subite e poi il corpo carbonizzato, si sono tutti dimenticati per tre mesi di quest’uomo, anche purtroppo i media. In un epoca in cui anche quando muore un cane si crea allarme, muore un povero anziano è nessuno se ne preoccupa per dove sia finito questa persona”.
Le parole del Procuratore sono uno schiaffo per tutti noi, nessuno escluso. Perché oggi abbiamo le pagine dei nostri social media piene di foto e di belle parole di Gianni, è improvvisamente diventato il nostro miglior amico, lo piangiamo tutti ma… ieri? Magari lo incontravamo in una strada polverosa o alla stazione e neanche l’avremmo guardato in faccia, infastiditi e presi dall’importantissimo impegno di postare con abbondanti filtri la più recente nostra foto su Instagram.
Chiudiamo con le parole significative di una canzone meravigliosa e tristissima del grande Franco Battiato intitolata ‘Il Serpente’: “Il denaro striscia come il serpente, nelle città d’occidente così si celebra, ma da qualche parte un uomo nuovo sta nascendo”. La speranza di tutti noi è che veramente un uomo nuovo nasca al più presto, affinché non si debba più assistere ad eventi di cronaca come quello che riguarda il signor Giovanni Salmeri, che, diciamolo chiaramente, non meritava di vivere in questa ‘valle di lacrime e di miserie’ ma invece adesso sarà in Paradiso con quel sorriso tenero da uomo buono che ha bisogno non di chissà cosa, solo di una carezza e di essere ascoltato. Riposa in Pace Gianni, e perdona tutti noi se puoi, noi e questo mondo spesso Caino nei contronti dei nostri fratelli più bisognosi.
I dettagli dell’indagine li riportiamo qui in modo integrale, per avere una chiaro esame dei fatti accaduti in quel tragico 29 luglio, in cui una povera vittima è stata vittima della mente assassina di un uomo senza cuore e sentimenti.

Nel corso della notte scorsa, i Carabinieri del Comando Provinciale di Messina hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, su richiesta della locale Procura della Repubblica (Sostituto Procuratore Rita BARBIERI e dal Procuratore della Repubblica Emanuele CRESCENTI), nei confronti di Ettore Rossitto, classe 1964, pregiudicato di Milazzo (ME), ritenuto responsabile del delitto di omicidio premeditato e distruzione di cadavere, commesso in pregiudizio di Giovanni Salmeri cl. 1947, pensionato 73enne.
Il provvedimento restrittivo scaturisce dagli esiti delle indagini svolte dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Messina, con il supporto della Compagnia Carabinieri di Milazzo, a seguito del rinvenimento, avvenuto il 29 luglio 2020, nei pressi di una discarica abusiva in località Scaccia di Milazzo, del cadavere carbonizzato di un uomo, recante varie ferite d’arma da taglio; le prime indagini sull’evento risultarono particolarmente difficoltose in quanto il corpo della vittima era irriconoscibile e, a seguito del sopralluogo, furono rinvenuti solo un cappellino parzialmente bruciato, un portafoglio contenente 1 euro, tre mazzi di chiavi e un coltellaccio da cucina, ma non vi erano documenti identificativi, né effetti personali utili a dare un nome al defunto.
L’autopsia rivelava come l’uomo, caucasico, alto 1,65, prima di essere dato alle fiamme era stato attinto da almeno 11 coltellate al petto, all’addome e alla trachea, verosimilmente utilizzando il coltello con lama di 20 cm. rinvenuto sulla scena del crimine.
Nel corso delle successive indagini, i Carabinieri procedevano alla visione e analisi di più di 10.000 ore di registrazione di filmati estrapolati da oltre 40 telecamere di numerosi sistemi di videosorveglianza pubblici e privati, ubicati nella zona del rinvenimento; tale attività consentiva di individuare, nella mattinata del 28 luglio, il transito, lungo la strada conducente sul luogo ove verrà poi rinvenuto il cadavere, di un ciclomotore con a bordo due uomini, uno dei quali, il passeggero, vestiva un cappello con visiera di colore verde simile a quello repertato sul luogo del delitto e un abbigliamento compatibile con i frammenti di vestiti rimasti indosso al cadavere bruciato.
Mettendo a sistema tale scena con ulteriori immagini tratte da altre telecamere della zona, si aveva modo di individuare una densa colonna di fumo proveniente dal luogo del delitto, compatibile con l’incendio del cadavere e, poco dopo, il passaggio dello stesso ciclomotore, questa volta con a bordo il solo conducente, da una strada proveniente dal luogo dell’omicidio.
Partendo da alcuni elementi distintivi del ciclomotore e del casco del conducente, gli investigatori riuscivano quindi ad individuare un fotogramma tratto da un’ulteriore telecamera ove era possibile rilevare la targa del citato mezzo e, in questo modo, giungere all’identificazione del proprietario in ROSSITTO Ettore; l’uomo veniva quindi sottoposto a monitoraggio e ciò consentiva di accertare i suoi pregressi rapporti di conoscenza con il SALMERI Giovanni, soggetto che risultava irreperibile da tempo, sebbene nessuno ne avesse denunciato la scomparsa.
L’identificazione del cadavere in SALMERI Giovanni avveniva proprio a seguito dell’accesso eseguito dagli investigatori presso l’abitazione del predetto, effettuata utilizzando uno dei mazzi di chiavi rivenuti sulla scena del crimine. L’uomo viveva da solo e in pessime condizioni igienico sanitarie e i vicini confermavano di non averlo più visto sin dal mese di luglio.
La visione di ulteriori telecamere consentiva, inoltre, di individuare delle immagini risalenti alla mattina del 28 luglio, ritraenti il SALMERI in compagnia del ROSSITTO nei pressi di un ufficio postale di Milazzo, dove da successivi accertamenti, emergeva che il SALMERI aveva ritirato, poco prima, 650 euro di pensione. Sulla base di tale circostanza, in considerazione della sequenza temporale delle immagini raccolte, è stato possibile ricostruire il delitto commesso dal ROSSITTO il quale, dopo avere condotto il SALMERI in località isolata, sulla sponda del fiume Mela, verosimilmente sottraeva alla vittima il denaro della pensione appena riscossa dall’ufficio postale per poi ucciderlo con 11 coltellate, dando alle fiamme il corpo.
Sulla base dei gravi indizi di colpevolezza raccolti, il G.I.P. ha ritenuto sussistente la premeditazione del delitto, comprovata anche da ulteriori filmati del giorno precedente all’omicidio che ritraggono il ROSSITTO mentre si reca ad effettuare 2 sopralluoghi nei pressi del luogo ove il giorno successivo avverrà il delitto, in una circostanza, invertendo repentinamente la marcia a poche centinaia di metri, essendosi accorto della presenza di una pattuglia dei Carabinieri.
Il ROSSITTO, pregiudicato e disoccupato, è stato associato alla Casa Circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria mandante.

Uccisione Salmeri, le parole di Crescenti

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