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«È una soddisfazione personale enorme, ma soprattutto è un risultato che voglio condividere con tutte quelle donne e quegli uomini che ogni giorno amministrano i propri Comuni con serietà, sacrificio e con la volontà di farli crescere». È un Pippo Midili raggiante quello che commenta la sua elezione al Consiglio della Città Metropolitana di Messina, dove è risultato il candidato più votato dell’intera consultazione con oltre 10 mila voti ponderati.
Il sindaco di Milazzo legge il risultato come un riconoscimento al lavoro amministrativo svolto in questi anni, ma guarda già alle sfide che attendono il nuovo Consiglio metropolitano.
«Si è trattato di elezioni di secondo livello – osserva – ma sarebbe un errore considerarle di minore importanza. La Città Metropolitana gestisce risorse che sfiorano i 400 milioni di euro e stiamo parlando di somme che incidono direttamente sul futuro dei territori, delle infrastrutture, delle scuole, della viabilità e dei servizi. Sono risorse che non possono essere amministrate in maniera disomogenea o, peggio ancora, privilegiando soltanto alcune realtà».
Da qui l’impegno che Midili annuncia sin dal primo giorno del suo mandato.
«Mi batterò affinché tutta la provincia di Messina venga interessata da interventi e investimenti equamente distribuiti. Non possono esistere territori di serie A e territori di serie B. La provincia è fatta di realtà molto diverse tra loro, grandi e piccole, costiere e montane, insulari e dell’entroterra, e tutte meritano la stessa attenzione».
Il primo cittadino torna anche su una battaglia che porta avanti da tempo: il ripristino dell’elezione diretta degli organi provinciali.
«Sono convinto che i cittadini debbano tornare a scegliere direttamente chi li rappresenta. È un principio di democrazia che considero fondamentale. Fino a quando questo non avverrà, però, chi è stato eletto ha il dovere di rappresentare l’intero territorio e non soltanto la parte politica che lo ha sostenuto».
Midili non nasconde poi alcune riflessioni di carattere politico, partendo dall’esito complessivo della consultazione. «Il voto si è svolto in condizioni particolari, con temperature molto elevate, ma nonostante questo la partecipazione è stata significativa. È un risultato che merita un’attenta riflessione da parte di tutte le forze politiche».
Il riferimento è soprattutto al centrodestra, che secondo il sindaco di Milazzo dovrà aprire una fase di confronto. «Credo che il centrodestra debba ritrovare una regia unitaria. Serve maggiore coordinamento se si vuole costruire un progetto politico stabile e duraturo per la provincia di Messina. Senza una visione comune il rischio è quello di frammentare le scelte e di perdere di vista gli interessi complessivi del territorio».
Il neo consigliere metropolitano rivendica una politica concreta, lontana dalle contrapposizioni ideologiche e dagli slogan. «Io credo nella politica del fare, non in quella personalizzata. Quando sento parlare di “post ideologico” e poi, nello stesso tempo, si richiamano meridionalismo, sturzismo o autonomismo, mi sembra una contraddizione evidente. Sono tutte ideologie applicate alla politica. Preferisco parlare di contenuti, di programmi e di risultati».
Quindi una stoccata, senza indicare destinatari, a chi punta più sulla comunicazione che sull’azione amministrativa. «Non mi piace chi pensa di stupire con effetti speciali, con lanterne o sedute spiritiche. Così come non condivido l’atteggiamento di chi vuole stare soltanto alla guida senza essere disposto a spingere la carretta insieme agli altri. La politica richiede impegno quotidiano, spirito di squadra e senso delle istituzioni».
Per Midili il nuovo Consiglio metropolitano dovrà diventare un luogo di confronto aperto. «Lavorerò per una politica capace di dialogare con tutti i territori, senza preconcetti e senza chiusure. La provincia di Messina ha enormi potenzialità e dobbiamo avere la capacità di valorizzarle tutte. Ci sono città che possono avere un futuro migliore e siamo noi amministratori i primi a doverci credere».
Infine, una battuta sulle indiscrezioni che lo indicano tra i possibili candidati alla vicepresidenza della Città Metropolitana in quota Fratelli d’Italia.
«Credo sia un’ipotesi difficile. Una cosa sono i numeri, un’altra è la politica. Fa piacere che se ne parli, ma penso che, almeno per il momento, quello resti soltanto un auspicio».

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