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A bocce ferme, a distanze di poche ore dallo sfoglio finale, nella città del Longano si fanno le prime analisi sull’esito del voto delle elezioni regionali che ha sorriso alla coalizione di centro-destra con la netta vittoria del nuovo presidente Nello Musumeci che ha sfiorato a Barcellona il 55 per cento, collezionando nelle sue liste ben tre deputati che saranno presenti all’Ars. 

Un’affermazione eccellente quella della coalizione del nuovo presidente della regione contro un Movimento Cinque Stelle che in città ha dovuto fermarsi al 22 per cento, sotto la media regionale del 30 ed in alcune province anche superiore a questa percentuale. Nella città del Longano, adesso ben rappresentata da tre deputati regionali, che hanno dovuto lottare nelle rispettive liste con gli antagonisti tra cui anche diversi uscenti veterani e ‘forti’, c’è  da registrare oltre il piazzamento di tre onorevoli barcellonesi al parlamento regionale, l’ottima percentuale di affluenza alle urne con il 56 per cento, ben superiore alla media regionale. Dato significativo, insieme al 55 per cento della vicina Milazzo, che fa capire quanto il territorio aveva voglia di avere dei rappresentanti locali a Palermo, che hanno battagliato per due mesi ognuno nel proprio campo, lottando contro la sfiducia e l’alto tasso di astensionismo.

Da considerare ottimo il risultato di Forza Italia che ottiene il 29 per cento, in una città in cui il partito di Berlusconi è sempre stato forte, ma sicuramente l’exploit del noto avvocato penalista Tommaso Calderone, con ben 3108 preferenze, il più votato in assoluto a Barcellona, al cospetto dell’uscente Santi Formica con 1173 e di Nino Germanà appena sopra le 400 preferenze.

Distanziata di molto la seconda lista più votata, il Movimento pentastellato, che ha ottenuto il 13,25 per cento delle preferenze; dimostrazione che molti elettori di Cancelleri si sono avvalsi del voto disgiunto, preferendo candidati di altre liste. Da segnalare la buona prova di Francesco Mazzeo, con 939 preferenze, il più votato davanti a Valentina Zafarana a 332.

Escono più forti gli alleati di Musumeci, i Fratelli d’Italia/Noi con Salvini, piazzatasi in città come terza lista con il 10,64 per cento, grazie soprattutto al voto di opinione e la straordinaria affermazione del neo-deputato Antonio Catalfamo, che ha ottenuto ben 1739 preferenze, punto di forza in provincia ed anche a Barcellona trainando da solo la sua lista nella totalità dei 1894 voti.

Bene anche la lista riconducibile al presidente Musumeci #Diventeràbellissima, che in città ha raccolto il 9,53 per cento grazie anche all’impegno del Movimento sovranista insieme al gruppo del neo-deputato Galluzzo, di poco distanziati anche in città i due contendenti Pino Galluzzo con 697 voti e Davide Paratore con 640.

Infine nel centrosinistra a Barcellona, bene solo i PDR-Sicilia Futura con il 10,22 per cento frutto del lavoro del gruppo del candidato Santi Calderone, che ha riportato 1463 preferenze.

In forte crisi il Partito Democratico, che si ferma al 7,69 per cento, tra i candidati più votati il neo-deputato Francesco De Domenico con 516 preferenze che ha la meglio anche in città sull’uscente Giuseppe Laccoto 360. Un risultato prevedibile per un partito che a livello provinciale deve ritrovare identità, struttura e soprattutto compattezza interna.

Non eccezionale il risultato in città dell’UDC, dove ad avere la meglio è solo Rosario Sidoti con 312 voti su 360 di lista.

In chiusura, da segnalare come positiva la prova dell’ex assessore della giunta Collica, la candidata della lista ‘Cento Passi’  Raffaella Campo, con 1305 preferenze, trainando la lista oltre l’8 per cento.

Adesso non resta altro che augurare buon lavoro ai nuovi onorevoli regionali barcellonesi, Tommaso Calderone, Pino Galluzzo e Antonio Catalfamo, con la speranza che possano muoversi ed operare in sinergia per affrontare le grosse questioni cittadine, dallo smantellamento dell’Ospedale al caos del Tribunale, alla crisi delle medie e piccole attività fino alla piaga della disoccupazione giovanile che in città raggiunge un tasso elevatissimo. I temi e le problematiche sono diverse ed assai complesse, ora è il momento solo dell’impegno, della determinazione e della capacità progettuale per aiutare un territorio sofferente e per anni ai margini delle politiche regionali, auspicando che le ‘parole e le idee’ proferite in campagna elettorale possano tramutarsi in fatti concreti e tangibili agli occhi dei tanti elettori-cittadini.

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