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Prende le mosse dai gravi limiti della più contestata tra le riforme del Partito Democratico l’intervento di Ella Bucalo, in corsa alla Camera come capolista di “Fratelli d’Italia” nel Collegio plurinominale di Messina.

«La cosiddetta “Buona scuola” è una riforma scopiazzata dalla parte peggiore del sistema americano, ma non corrisponde minimamente alla nostra impostazione culturale e al sistema territoriale italiano. Non ci rappresenta, né valorizza le caratteristiche del modello educativo del nostro paese». Per Ella Bucalo, direttrice amministrativa dell’Istituto “Copernico” di Barcellona Pozzo di Gotto, occorre superare l’idea della premialità veicolata dal Bonus docenti («un contentino a fronte delle reali esigenze della classe degli insegnanti») e lavorare per ottenere «forme contrattuali che valorizzino competenze e professionalità»: «Si è creata una disparità tra insegnanti di serie A e insegnanti di serie B, valutati in base a criteri discrezionali assegnati in via esclusiva al dirigente. Per non parlare del colpo di spugna con cui i diplomati al Magistrale sono stati estromessi tanto dalla Gae quanto dalla stabilizzazione». Per quanto riguarda gli studenti, afferma la candidata di “Fratelli d’Italia”, la priorità è l’individuazione di percorsi formativi più efficaci dell’alternanza scuola-lavoro, con gli effetti paradossali denunciati dai ragazzi stessi, costretti in alcuni casi allo sbigliettamento nei cinema o a chiedere la paghetta ai genitori per lo stage sulle navi da crociera. «Ben 17 milioni di euro sono stati spesi per il Bonus riservato ai ragazzi, senza valutare quali investimenti sarebbe stato opportuno progettare in un’ottica di sviluppo reale e di futuro», aggiunge Ella Bucalo auspicando un intervento strutturale per la messa in sicurezza degli edifici scolastici e per un piano di razionalizzazione che, afferma, «possa salvaguardare le scuole nei piccoli paesi»: «Una comunità senza scuola è una comunità che muore. Ripartire dall’efficacia del sistema educativo significa pensare al futuro dell’Italia e alle generazioni che verranno».

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