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La voce di un territorio bistrattato negli anni a Monetcitorio, dove più di 50 cittadini dei comuni limitrofi alla discarica di Mazzarrà S.Andrea, nella mattinata del 4 ottobre hanno manifestato il loro dissenso davanti alla Camera dei Deputati perchè abbandonati dalla Regione e dallo Stato.

Presente anche il deputato barcellonese del Movimento 5 Stelle Alessio Villaorosa che, al termine della manifestazione, insieme ai cittadini hanno preteso un incontro con il Ministro dell’Interno in particolare con il capo di gabinetto del Dr.Mario Morcone che si è reso immediatamente disponibile e avendo capito la gravità della situazione prende immediatamente contatto con il Ministero dell’ambiente per organizzare un incontro.

Incontro che si è tenuto con il capo di gabinetto Raffaele Tiscar, anche esso, molto disponibile che però ha voluto subito sottolineare le “regole costituzionali” e quindi che le responsabilità e le competenze spetterebbero alla Regione e non al Ministero, dopo alcuni chiarimenti e un costruttivo dibattito il Capo di Gabinetto li informa che il Ministero dell’ambiente chiederà nei prossimi giorni alla Regione Siciliana di trovare un’immediata soluzione al problema. E, se la Regione non risponderà entro 30 giorni, toccherà al Governo centrale rispettare i dettami Costituzionali mettendo in sicurezza l’incolumità dei cittadini, la loro salute e la salvaguardia dell’ambiente.

“Sono molte le criticità legate alla discarica e nessuno ha mosso un dito per scongiurare la bomba atomica ecologica – attacca Villarosa – che rischia di esplodere da un momento all’altro con serio rischio per l’incolumità di migliaia di cittadini. Discarica, gestita dalla mafia e da un Comune sciolto proprio per mafia, alta 30 metri oltre il limite previsto, discarica che da un’indagine accurata dell’ISPRA risulta avere un serio rischio di cedimento strutturale, potrebbe aver danneggiato la falda acquifera, non si è certi ci siano solo rifiuti solidi urbani e le vasche che contengono il “percolato” prodotto che sono ad oggi quasi piene vanno svuotate continuamente, per svuotarle e fare la gestione ordinaria “post mortem” della stessa, essendo ad oggi “chiusa”, servono circa 100.000 euro al mese e né l’azienda titolare né il Comune hanno queste somme a disposizione. Discarica che, ad oggi, ha già versato nel vicino torrente il percolato in eccesso e che subisce processi di combustione e incendi che propagano nell’aria diossina nociva per la salute cosi come accaduto ad agosto di quest’anno. L’azienda non ha un euro in cassa, il Comune è commissariato ed in dissesto, – continua Villarosa – le polizze fideiussorie messe a garanzia non possono essere utilizzate per chissà quali motivi, la Regione non stanzia i soldi necessari per la sicurezza e si limita ad erogare somme “straordinarie” ogni 3 mesi. Lo Stato si limita a dire che la competenza non è loro ma è della Regione, mi chiedo cosa debbano fare i cittadini ? morire? senza avere colpe di nessun tipo e con un territorio totalmente devastato dalla spazzatura che arrivava da ogni parte della Sicilia, anzi d’Italia? In caso di risposta negativa da parte della Regione Siciliana presenteremo durante la prossima legge di bilancio gli emendamenti utili per la messa in sicurezza del comprensorio sul quale ricade la discarica.”