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Nelle scorse settimane, dopo una positiva attività di concertazione tra il Direttore del Parco Archeologico di Tindari, arch. Domenico Targia, e il Direttore del GAL Tirrenico, arch. Roberto Sauerborn, il Presidente del GAL Tirrenico, dott. Girolamo Bertolami, ha sottoscritto ed inviato al Parco la richiesta Convenzione, tra l’assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, – Dipartimento Regionale dell’Identità Siciliana – Parco Archeologico di Tindari, rappresentato dal Direttore Arch. Domenico Targia; e Il Gruppo di Azione Locale TIRRENICO MARE MONTI E BORGHI – CLLD SCARL, rappresentato dal Dott. Girolamo Bertolami, nella qualità di Legale Rappresentante del GAL.

Si tratta della prima convezione in Sicilia, forse anche in Italia, sottoscritta dall’Assessorato Regionale dei BBCC e IS della Sicilia la Regione Siciliana con un GAL della Sicilia, in attuazione dell’Accordo Quadro approvato dalla Giunta Regionale con Del. N. 46/2019 e proposta dall’allora Ass. Reg. ai BBCC, prof. Sebastiano Tusa, con cui la Giunta Regionale ha espresso il proprio apprezzamento all’Accordo di programma quadro tra l’Assessorato regionale dei beni culturali e dell’identità siciliana ed i Gruppi di Azione Locale – GAL, organismi di diritto pubblico, operanti sul territorio regionale.

L’Accordo di programma quadro è finalizzato a costituire tra l’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana e i Gruppi di Azione Locale (GAL) una “RETE CULTURA” atta a garantire, tra l’altro, nell’ambito delle sue prerogative e obblighi istituzionali la valorizzazione del patrimonio culturale siciliano, materiale e immateriale; la promozione dei processi di identità culturale e di crescita sociale, attraverso la trasmissione della memoria, storica, artistico-letteraria, documentaria ed etnoantropologica; il potenziamento della fruizione dei beni culturali al fine di favorire l’aggregazione territoriale e lo sviluppo della consapevolezza ecoambientale, nonché la valorizzazione di beni culturali e paesaggistico – naturali, al fine di innescare processi di crescita economica e sociale nel territorio.

“La convenzione tra il Parco Archeologico di Tindari ed il GAL Tirrenico trova, tra l’altro, supporto:
• nell’Accordo di Partenariato Italia con UE per il periodo 2014-2020, approvato con Decisione n. C(2014) 8021 del 29 ottobre 2014, alle Sezione 3 e 4 già nel 2014 fissa gli indirizzi e le disposizioni per l’utilizzo delle due principali modalità di intervento previste dal Regolamento generale dei Fondi SIE (ITI e CLLD, approccio locale partecipativo), definendo entrambe come gli strumenti che consentono di incrociare risorse per l’attuazione di azioni diversificate tutte calibrate su un determinato luogo (“place based”);
• nei regolamenti comunitari del ciclo di programmazione 2014/2020 e l’Accordo di Partenariato Italia con UE per il periodo 2014-2020, per la materiale applicazione a livello di aree vaste locali del principio CLLD, – sviluppo locale partecipativo, individuano due tipologie di soggetti, e cioè:
◦ a) I GAL – Gruppi di Azione Locale – strutture legalmente riconosciute costituiti da soggetti pubblici (Comuni) e soggetti privati, rappresentativi delle diverse realtà socio-economiche aggregate delle aree rurali di Sicilia operanti nella qualità di portatori di interessi generali e diffusi delle forze sociali, culturali e produttive dell’area di riferimento, deputati a “perorare dal basso” politiche di sviluppo di aree vaste locali ed azioni di cooperazione interterritoriali e transnazionali;
◦ b) I Comuni organizzati per aree vaste omogenee, Soggetti giuridici pubblici, possibili beneficiari di interventi pubblici e competenti per rendere la “programmazione dal basso”, perorata dai GAL organicamente relazionata con la corrispondente “programmazione dall’alto” dei diversi Enti Pubblici competenti per lo sviluppo integrato della medesima area vasta omogenea;

• nell’Accordo di Partenariato Italia con UE per il periodo 2014-2020 indica, altresì, nel CLLD la modalità di intervento nei casi in cui l’amministrazione ritenga di dover adottare processi di autodeterminazione (“empowerment”) delle comunità che, lo strumento CLLD attraverso i GAL attuatori, è in grado di offrire;
• nello strumento comunitario CLLD che rappresenta l’unica opportunità di integrare politiche ricorrendo all’uso integrato dei complessivi Fondi Strutturali di Investimento Europei (Fondi SIE);
• ai sensi dell’articolo 123 del Reg. (CE) n. 1303/2013 l’Autorità di Gestione del FEASR PSR Sicilia 2014-20202 ha designato i GAL selezionati quali “organismi intermedi,” tramite la sottoscrizione di apposita convenzione-delega il cui testo è stato approvato con il D.D.G. n. 2652 del 15.09.2017 del Dipartimento Regionale dell’Agricoltura, ed operano quali “organismi di diritto pubblico” ai sensi dell’art.3, c 1°, lett. d) del D.Lgs 50/2016.

In base alla Convenzione sottoscritta:

• le parti riconoscono la cultura, in tutti i suoi aspetti, generi e manifestazioni, come valore essenziale e strumento fondamentale di crescita umana, di libera espressione, mezzo di promozione ed educazione sociale, di comunicazione, di insostituibile valore sociale e formativo, in particolare per le giovani generazioni, e quale fattore di sviluppo economico e sociale del territorio e delle comunità che lo abitano;
• l’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Parco Archeologico di Tindari riconosce la trasversalità del ruolo dei GAL e riconosce altresì la necessità di coordinare politiche e strumenti di azione intersettoriali per favorirne gli effetti positivi sulle dinamiche di sviluppo sociale e individuale ed opera al fine di:
a) potenziare l’impatto economico e sociale di progetti complessi a guida culturale e ottimizzarne
le ricadute in altri comparti;
b) concorrere al benessere individuale e collettivo;
c) contribuire al dialogo interculturale promuovendo dinamiche di inclusione;
d) concorrere allo sviluppo sostenibile dei territori e alla valorizzazione dei paesaggi culturali delle
aree rurali di Sicilia;

• il GAL TIRRENICO, é individuato dall’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Parco Archeologico di Tindari, quale soggetto giuridico riconosciuto di cui avvalersi ai fini della valorizzazione, come appresso specificato, dei beni culturali ed ambientali presenti nelle aree rurali di competenza del Parco Archeologico di Tindari su cui esso agisce attraverso le azioni del proprio PAL, le Azioni Aggiuntive e/o connesse al periodo di transizione-prosecuzione 2021-22 e nella nuova Programmazione 2021-2027.

Tale valorizzazione verrà attuata, congiuntamente tra le parti, attraverso processi di autodeterminazione per la realizzazione di servizi aggiuntivi, infrastrutture, l’organizzazione e l’attuazione di servizi per la fruizione pubblica dei beni culturali ricadenti nelle aree demaniali del Parco Archeologico di Tindari.
In particolare attraverso lo sviluppo di un sistema integrato congiunto di intervento e di gestione dei beni e delle attività culturali le parti costituiscono, di fatto, una “RETE CULTURA/DISTRETTO TIRRENICO DI CULTURA RURALE” con cui garantiscono, promuovono e sostengono, anche in concorso con altri soggetti pubblici e privati, tra l’altro, la messa in sicurezza, il recupero, la salvaguardia, la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio culturale siciliano, materiale e immateriale, dei beni culturali di interesse artistico, storico, religioso, archeologico nel loro contesto di paesaggio culturale rurale e ne favoriscono la manutenzione, l’utilizzo, l’accessibilità e la fruizione pubblica sulla base di specifici progetti che dovranno essere sottoposti al parere del Comitato tecnico-scientifico del Parco, nonché la promozione dei processi di identità culturale e di crescita sociale, al fine di favorire l’aggregazione territoriale e lo sviluppo della consapevolezza ambientale e di innescare processi di crescita economica e sociale del territorio.

Tutti gli interventi e le attività previsti nei progetti sopra menzionati saranno compatibili con le esigenze di tutela, rispetto e decoro dei Beni Culturali presenti nei siti del Parco, nonché del contesto ambientale in cui sono inseriti.

Il suddetto sistema integrato congiunto di intervento valorizza anche:
a) i siti di archeologia industriale, ossia l’insieme dei beni immateriali e materiali presenti sul territorio rurale non più utilizzati per il processo produttivo e che rappresentano la storia del lavoro e della cultura imprenditoriale;
b) i siti minerari ed estrattivi dismessi su cui ricade la competenza della Regione, Parco Archeologico di Tindari;
c) i siti industriali, le fabbriche e le relative strutture di servizio e di pertinenza, le macchine e le attrezzature, le collezioni e le serie di oggetti riguardanti l’industria, i beni immobili e mobili che costituiscono testimonianza storica dell’industria;
d) il patrimonio culturale, materiale e immateriale, dei piccoli centri urbani .
Inoltre, nell’ambito della definizione e dello sviluppo delle proprie politiche culturali, di programmazione e intervento, le parti attribuiscono particolare importanza al perseguimento dei seguenti obiettivi:
a) la costruzione e promozione di un’offerta diffusa, integrata, articolata e plurale sul territorio;
b) il coinvolgimento diretto di tutte le fasce di pubblico anche attraverso il raccordo strutturato con il mondo della scuola e della formazione e della ricerca e con specifico riguardo alle persone caratterizzate da diverse abilità, anche favorendo a tal fine la graduale diffusione di supporti e ausili tecnologici nei luoghi della cultura e la specifica crescita professionale di operatrici e operatori culturali;
c) l’esercizio di partenariati pubblico-privati, volti ad accrescere l’impatto delle risorse pubbliche attraverso l’attivazione di circuiti economici integrati e sostenibili;
d) la promozione di reti e sistemi finalizzati ad un’offerta di servizi di elevata ed omogenea qualità in grado di garantire efficacia ed efficienza di gestione;
e) il sostegno alle iniziative di nuovi soggetti operatori, in particolare giovani, per l’avvio di progetti innovativi sotto il profilo dei contenuti e delle modalità di gestione;
f) l’innalzamento dei livelli qualitativi dei servizi culturali attraverso la crescita dei soggetti operatori, delle istituzioni e delle professionalità anche tramite l’adozione di standard di qualità e di sistemi di accreditamento.

La Convenzione prevede, inoltre, la concertazione di un Programma triennale della cultura rurale quale strumento per la programmazione degli interventi della Regione in materia di beni e attività culturali nelle aree rurali su cui agiscono i GAL”.

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